Formula 1

F1 Bahrain: vince Hamilton, Grosjean vivo per miracolo

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Il campione inglese della Mercedes conquista il Gp del Bahrain davanti alle Red Bull di Max Verstappen e Alexander Albon, ma i riflettori sono tutti per Romain Grosjean, protagonista di un terribile incidente che ha visto la sua Haas prendere fuoco, e dal quale si è salvato grazie alla presenza dell’Halo e alla sua forza di sopravvivenza.

La volontà di sopravvivere. Il Gp del Bahrain corso in queste ore sul circuito del Sakhir più che per l’ennesima vittoria di Lewis Hamilton (davanti alle Red Bull di Max Verstappen ed Alexander Albon) verrà inevitabilmente ricordato per il pauroso incidente che al via ha visto protagonista il pilota francese della Haas, Romain Grosjean, salvatosi in extremis da una situazione che sarebbe potuta costargli molto cara.

Erano infatti passati pochi metri dall’inizio della gara, quando all’altezza della curva 3 Grosjean va a toccare con la gomma posteriore destra la gomma anteriore sinistra dell’Alpha Tauri di Daniil Kvyat, andando ad impattare a circa 180 Km/h contro il guardrail. Nell’impatto non solamente la monoposto si spezza in due (con l’avantreno che rimane infilato in mezzo alle lame del guardrail), ma addirittura prende fuoco (per via quasi sicuramente dell’esplosione della batteria dell’ERS).

Le immagini che arrivano dalla pista fin da subito appaiono particolarmente agghiaccianti, e la Direzione Gara decide immediatamente per la sospensione della gara, con le monoposto superstiti che rientrano scortate dalla safety car in pitlane. In quel frangente, però, la paura maggiore è per le condizioni di Grosjean, e la mancanza d’immagini da parte della FOM fanno subito temere il peggio. Per fortuna, però, il pilota francese (come confermerà il comunicato diffuso nelle ore successive dalla Federazione) in seguito al violento impatto con le barriere non aveva perso i sensi, era rimasto piuttosto cosciente, e così, tirandosi fuori con fatica dalla cellula di sopravvivenza, riesce in pochi secondi a uscire con le proprie gambe fuori da quella palla di fuoco aggrappandosi alle mani del pilota della Medical Car, il sudafricano Alan Van der Merwe, che assieme al medico FIA Ian Roberts non esita ad aiutare Grosjean a superare il guardrail mettendolo così in salvo, potendo contare anche sul supporto dei commissari di pista che in quei momenti così concitati avevano cominciato a lanciare la schiuma verso le fiamme per spegnerle, ma anche per aprire un varco d’uscita a beneficio del pilota francese della Haas.

Un vero e proprio miracolo reso possibile in primis grazie alla robustezza della cellula di sopravvivenza (e in tal senso ottimo si è rivelato il lavoro della Dallara, che della Haas ha realizzato il telaio), a cui poi bisogna aggiungere la presenza dell’Halo (che ha protetto il casco e la testa del pilota dal fuoco), e cosa ancor più importante l’istinto di sopravvivenza del pilota (che ha consentito allo stesso di non svenire in seguito al violento urto subito, e di uscire repentinamente dalla sua monoposto, mantenendo una certa lucidità).

Grazie a tutti questi fattori alla fine Romain (portato al Centro medico, e di qui all’Ospedale militare di Manama, dove trascorrerà la notte) ha riportato delle ustioni al dorso delle mani (che verranno curate in Ospedale), ma alla fine l’immagine più bella che resterà del Gp del Bahrain sarà vedere uscire Grosjean dall’inferno di fiamme che avvolgeva parte della sua Haas, e al contempo l’applauso di tutta la pitlane nel momento in cui queste immagini venivamo mostrate. La conferma, se vogliamo, del notevole passo in avanti che la Formula 1 e la FIA hanno fatto sul fronte della sicurezza, e che (ne siamo certi) quanto avvenuto oggi porterà ulteriormente ad ottimizzare.

Soffermandoci sulla corsa (che ha visto dopo pochi giri l’ingresso della Safety Car per un contatto nel corso dell’8° Giro tra la Racing Point di Lance Stroll, e la “solita” Alpha Tauri di Daniil Kvyat, con il canadese costretto al ritiro a causa del cappottamento della sua Racing Point, e il con il russo punito dalla Direzione Gara con una penalità di 10 secondi scontata in occasione della prima sosta), netta è stata l’affermazione di Lewis Hamilton, che ha letteralmente dominato il Gp del Bahrain. Verstappen (secondo dopo aver superato al via Valtteri Bottas, autore di una gara condizionata pesantemente da una foratura avvenuta dopo pochi giri, e che lo ha visto effettuare tre soste, concludendo in ottava posizione) ha provato in tutti i modi a battere il campione inglese della Mercedes, anche provando l’undercut in occasione della seconda sosta, ma l’errore commesso dai meccanici proprio in occasione del secondo pit-stop ha di fatto vanificato la strategia. Grazie al secondo posto odierno Verstappen (autore anche del punto aggiuntivo per il giro più veloce) resta comunque ancora in corsa per la lotta al secondo posto nel Mondiale Piloti, essendosi portato a 12 punti da Bottas.

Sul terzo gradino del podio troviamo Alexander Albon, autore di una buona gara culminata con il secondo podio in carriera, dopo quello conseguito al Mugello. Se questo risultato può rappresentare per il pilota anglo-thailandese una vera boccata d’ossigeno dopo l’errore commesso nel corso della FP2 in un momento in cui vengono avvicinati alla Red Bull come vice Verstappen piloti come Hulkenberg e Perez, bisogna però anche dire che il podio conseguito oggi è stato un vero e proprio colpo di fortuna, perché fino a tre giri dal termine in terza posizione si trovava proprio Sergio Perez, autore fino a quel momento di una bellissima gara a bordo della sua Racing Point, e che già pregustava il secondo podio stagionale consecutivo dopo il secondo posto ottenuto due settimane fa in Turchia. La rottura della power unit Mercedes ha privato il messicano di un podio assolutamente meritato, e costretto la Direzione Gara a chiudere il Gp del Bahrain con l’ingresso della Safety Car. L’auspicio è che il pilota messicano possa trovare un posto nella F1 del prossimo anno (nonostante la Conferenza Stampa indetta per domani, Lunedì 30 Novembre, abbia il sapore dell’annuncio dell’anno sabbatico): perdere un pilota di valore come lui sarebbe una ferita molto grave per il Circus.

Il quarto e il quinto posto rispettivamente di Lando Norris e di Carlos Sainz Jr (sopra raffigurato)rappresentano un bottino preziosissimo per la McLaren, che torna così terza in Classifica Costruttori, superando la Racing Point, ferma per il doppio ritiro di Stroll e di Perez. Se Norris ha disputato una gara tutto sommato regolare, ha ben impressionato Sainz, capace di effettuare ben 22 giri con la gomma più morbida (la C4) portata in Bahrain dalla Pirelli, e che nelle libere aveva poco convinto. Un pilota, lo spagnolo, molto maturato nei corpo a corpo nell’arco della stagione, e che con questa gara ha dimostrato di sapere gestire con molta attenzione anche le gomme. Doti, queste, che il prossimo anno in Ferrari serviranno non poco.

Positiva anche la gara di Pierre Gasly con l’Alpha Tauri, che taglia il traguardo in sesta posizione, al pari delle Renault di Daniel Ricciardo (settimo) ed Esteban Ocon (nono), autori di un bellissimo duello interno nel corso del 39° Giro senza esclusioni di colpi e piuttosto appassionante, dopo che nella prima parte di gara il pilota australiano aveva chiesto ed ottenuto di superare il compagno di squadra francese.

Gara da dimenticare in casa Ferrari. In un circuito che mal si adatta alla SF-1000 sia a causa della power unit depotenziata per via dell’accordo della Federazione avvenuto a fine Febbraio, sia pa causa dei limiti tecnici della stessa monoposto con scarsa efficienza aerodinamica e resistenza all’avanzamento, il miglior risultato conseguito è rappresentato dal decimo posto di Charles Leclerc e dal tredicesimo posto di Sebastian Vettel (che si è lamentato via radio per la partenza piuttosto arrembante di Leclerc in curva 1, sostenendo che assomigliava a quella della Stiria, che aveva portato i due piloti al contatto, e al conseguente ritiro). Osservando con attenzione le immagini, non si può non notare l’attacco piuttosto aggressivo di Leclerc nei confronti del campione tedesco, con il monegasco che a differenza della Stiria in questo caso lascia lo spazio a Vettel per potersi difendere.

In Classifica Piloti per quanto riguarda le primissime posizioni Hamilton (Campione del mondo) è in testa con 332 punti, con Bottas secondo con 201 punti.Verstappen è terzo con 189 punti. In quarta posizione sale Daniel Ricciardo con 102 punti, seguito da Perez (100), Leclerc (98), Norris (86), Sainz e Albon (85), Gasly (71).

In Classifica Costruttori la Mercedes (Campione del Mondo) è in testa con 533 punti, seguita dalla Red Bull con 274 punti. In terza posizione troviamo la McLaren con 171 punti, seguita da Racing Point (154), Renault (144), Ferrari (131), Alpha Tauri (97), Alfa Romeo (8), Haas (3).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 6 Dicembre con il Gp del Sakhir (diretta esclusiva sui canali Sky, differita serale su TV8).