Formula 1

La Formula 1 e il salary cap

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Il prestigioso Business Book Gp ha stilato nei giorni scorsi la classifica degli stipendi dei piloti partecipanti al Mondiale 2020 di Formula 1, che vede Hamilton in testa con circa 47 milioni di euro percepiti nell’arco della stagione, e contrario al salary cap che entrerà in vigore a partire dal 2023.

Un appuntamento fisso che si rinnova puntualmente ogni anno. Grandissima era l’attesa da parte degli appassionati per il prestigiosissimo Business Book Gp, che, tra i vari aspetti, è solito pubblicare con una precisione a dir poco millimetrica gli stipendi dei piloti di Formula 1. Anche in un’annata condizionata pesantemente dall’emergenza sanitaria legata al Coronavirus (che ha spinto le squadre a ridurre previo accordo i contratti dei piloti di circa il 10-15%), il Business Book Gp non ha mancato di fornire la consueta classifica, anche se le riduzioni di stipendio dei piloti a causa della pandemia non sono state prese in considerazione.

TABELLA STIPENDI PILOTI F1 2020

PILOTA SQUADRA STIPENDIO (IN EURO)
Lewis Hamilton Mercedes 47 milioni
Sebastian Vettel Ferrari 35 milioni
Daniel Ricciardo Renault 20 milioni
Max Verstappen Red Bull 16 milioni
Valtteri Bottas Mercedes 9 milioni
Charles Leclerc Ferrari 9 milioni
Kimi Raikkonen Alfa Romeo 6 milioni
Carlos Sainz McLaren 4.5 milioni
Esteban Ocon Renault 4 milioni
Sergio Perez Racing Point 4 milioni
Alexander Albon Red Bull 2 milioni
Romain Grosjean Haas 2 milioni
Kevin Magnussen Haas 2 milioni
Lando Norris McLaren 1.5 milioni
Lance Stroll Racing Point 1.5 milioni
Pierre Gasly Alpha Tauri 1 milione
Daniil Kvyat Alpha Tauri 750 mila
Nicholas Latifi Williams 750 mila
George Russell Williams 750 mila
Antonio Giovinazzi Alfa Romeo 500 mila

Come possiamo vedere dalla tabella sopra pubblicata, il pilota con lo stipendio più alto tra coloro che partecipano al Mondiale 2020 è Lewis Hamilton, che nel corso della presente stagione dovrebbe aver guadagnato circa 47 milioni di euro. Una cifra, questa, che il prossimo anno potrebbe addirittura aumentare, alla luce della trattativa per il rinnovo contrattuale del sette volte campione del mondo che riprenderà con la Mercedes una volta conclusasi la stagione.

Al secondo posto troviamo Sebastian Vettel con 35 milioni di euro in virtù dell’ultimo rinnovo contrattuale conseguito con la Ferrari nel 2018, prima ancora che a Maranello arrivasse Charles Leclerc, il quale in classifica si trova al quinto posto con circa 9 milioni di euro percepiti nell’arco della stagione, al pari del pilota finlandese della Mercedes Valtteri Bottas.
Dietro a Hamilton e Vettel troviamo al terzo posto in classifica il pilota della Renault, Daniel Ricciardo con circa 20 milioni di euro percepiti nell’arco della stagione, che precede il giovane talento olandese della Red Bull, Max Verstappen, quarto con 16 milioni di euro percepiti.
Al settimo posto troviamo Kimi Raikkonen che percepisce dall’Alfa Romeo uno stipendio valutabile in circa 6 milioni di euro, seguito all’ottavo posto dal futuro ferrarista Carlos Sainz Jr, che attualmente percepisce dalla McLaren circa 4 milioni e mezzo nell’arco della stagione, ma che con il passaggio alla corte di Maranello dovrebbe salire a circa 7 milioni a stagione.

Scorrendo rapidamente la classifica, nelle ultime posizioni troviamo ben quattro piloti che nell’arco della stagione ricevono uno stipendio inferiore al milione di euro: si tratta di Daniil Kvyat, George Russell e Nicholas Latifi con 750 mila euro, e Antonio Giovinazzi con 500 mila euro.

Stipendi, quelli dei piloti di Formula 1, estremamente elevati in un momento in cui tutto il mondo (sportivo e non) accusa giocoforza la crisi economica generata dall’emergenza sanitaria, e che ha spinto i team all’unanimità lo scorso 28 Ottobre nel corso della consueta riunione della F1 Commission a stabilire un tetto per lo stipendio dei piloti: a partire dalla stagione 2023, infatti, ogni squadra avrà a disposizione 30 milioni di dollari complessivi per ingaggiare i due piloti titolari. Qualora questo limite di spesa dovesse venir superato, la differenza verrà detratta dal limite di spesa a disposizione di ogni scuderia.
Tra i Team Principal maggiormente favorevoli al salary cap Franz Tost (Alpha Tauri), il quale nelle scorse settimane aveva proposto la possibilità che ai piloti di Formula 1 venisse corrisposto uno stipendio massimo di 10 milioni di dollari a stagione. Ipotesi, questa, alla quale si è chiaramente contrapposto nella consueta Press Conference del giovedì Lewis Hamilton. A chi gli ha chiesto cosa ne pensasse della proposta di Tost, il sette volte campione del mondo della Mercedes ha risposto chiedendo chi fosse Franz Tost, affermando poi che la situazione della F1 è diversa da quella della NFL (e forse anche dell’NBA), dove esiste il tetto salariale, ma con i giocatori che possiedono il diritto d’immagine. A detta di Hamilton, questo in Formula 1 non avviene, in quanto sul fronte contrattuale hanno molto più potere i team, nonostante alla fine le vere star siano i piloti, che con le loro gesta danno valore ai brand, e rappresentano il valore aggiunto.

Una situazione, quella relativa all’introduzione del salary cap in Formula 1, destinata ancora a far parlare di se nelle prossime settimane (se non mesi), con l’auspicio che alla fine possa essere il buon senso a prevalere. A maggior ragione in un momento così delicato come quello che stiamo affrontando.