Formula 1

Mercedes e il settimo titolo costruttori consecutivo

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Grazie alla vittoria odierna di Lewis Hamilton nel Gp dell’Emilia Romagna e al secondo posto di Valtteri Bottas, la Mercedes diventa la prima squadra nella storia della Formula 1 a conquistare sette titoli costruttori consecutivi.

Una squadra affamata di vittorie, e capace di non sapersi mai accontentare. Nel giorno in cui Lewis Hamilton ipoteca di fatto il settimo titolo iridato (in attesa della matematica ufficializzazione che dovrebbe arrivare già a partire dal prossimo Gp in Turchia) vincendo il Gp dell’Emilia Romagna, a balzare agli onori della cronaca è la Mercedes che grazie anche al secondo posto di Valtteri Bottas a Imola conquista il suo settimo titolo costruttori consecutivo, superando il record di sei titoli costruttori consecutivi stabilito tra il 1999 e il 2004 dalla Ferrari dell’era Schumacher, e scrivendo una nuova pagina di storia della Formula 1.

Una vittoria iridata, quella Mercedes, frutto di un lungo lavoro di programmazione e di studio iniziato tra il 2011 e il 2013 sotto la guida di Ross Brawn (abile a saper sfruttare al massimo le possibilità offerte dall’introduzione delle power unit turbo-ibride alla luce dell’ottima conoscenza che Mercedes aveva dell’ibrido per la produzione stradale), e che dal 2014 ad oggi Toto Wolff ha saputo far rendere al meglio potendo contare su una squadra unita e capace di sapersi sempre più rafforzare nonostante il ricambio e l’avvicendamento di alcuni uomini, e che ha visto in questi anni alcune figure chiave come Aldo Costa (tornato poi quest’anno in Dallara, ringraziato in queste ore da Toto Wolff per il suo prezioso supporto), il Dt James Allison arrivato dalla Ferrari nel 2017, e il motorista Andy Cowell (che ha lasciato nel corso della stagione corrente il team tedesco), e che hanno visto in Wolff al muretto e in Hamilton in pista degli autentici punti di riferimento. Una squadra, la Mercedes, incapace di accontentarsi, e che una volta raggiunto l’obiettivo pensa già a come poter ulteriormente ottimizzare la propria monoposto, non esitando in caso di difficoltà a stringere i denti pur di trovare il più repentinamente possibile una soluzione.

Una squadra, la Mercedes, che ancora una volta oggi ha potuto ammirare in pista tutto il talento del suo uomo più rappresentativo, Lewis Hamilton, autore di una gara a dir poco perfetta, culminata con la vittoria del Gp dell’Emilia Romagna. Se il suo compagno di squadra Valtteri Bottas con gli anni ha imparato ad ottimizzare la qualifica del sabato, Hamilton allo stato attuale risulta essere a dir poco irraggiungibile nella visione della gara, ricordando in certi frangenti grandi campioni quali Senna e Schumacher. Una prova, se vogliamo, l’abbiamo avuta proprio oggi, con Hamilton che pur perdendo al via la seconda posizione ai danni della Red Bull di Max Verstappen (con Bottas che aveva mantenuto la testa della corsa), nel corso del 19° Giro anziché rispondere al tentativo di undercut messo a punto dal muretto del team austriaco, ha preferito non fermarsi (al contrario di Bottas) ai box, e, con le gomme medie, è riuscito a crearsi quel vantaggio con dei veri e propri giri da qualifica che gli ha consentito di fermarsi nel corso del 31° Giro (anche approfittando della Virtual Safety Car voluta dalla Direzione Gara per lo spostamento della Renault di Esteban Ocon, parcheggiata dal pilota francese costretto al ritiro tra le Acque Minerali e la Variante Alta) per la sua prima sosta, e tornare in testa davanti al pilota finlandese, per dare poi un ritmo impossibile da sostenere per nessuno (suggellato a maggior ragione dal giro più veloce fatto segnare nel corso dell’ultima tornata), valso poi la conquista della gara.

Come detto, Valtteri Bottas si era comportato molto bene sopratutto nella prima parte di gara mantenendo la testa della corsa al via, e dando inizialmente anche un buon ritmo(seppur condizionato dall’aver raccolto nel corso del secondo giro un detrito (appartenente alla Ferrari di Sebastian Vettel) che ha finito con il danneggiargli il fondo della sua W11), ma, una volta fermatosi ai box per pareggiare l’undercut della Red Bull di Verstappen, il finlandese non è stato più in grado con le gomme dure quanto meno di emulare le prestazioni di Hamilton, al punto da venir superato nel corso del 43° Giro all’altezza del Tamburello dalla Red Bull di Verstappen, costretto poi al ritiro al 51° Giro per l’esplosione della gomma posteriore destra dovuto a un detrito dell’ala anteriore della Racing Point di Lance Stroll.

Alla ripartenza della gara dopo l’ingresso in pista della Safety Car (alla luce anche della scelta Mercedes di montare le gomme soft sia sulla monoposto di Hamilton, sia su quella di Bottas) tutti hanno pensato che Valtteri potesse essere più aggressivo nei confronti del campione inglese, ma così non è stato, con il finlandese che alla fine è arrivato secondo, staccato in pochi giri di 5”783 da Hamilton.

Con Verstappen fuori gioco, a salire sul terzo gradino del podio è stata così la Renault con un ottimo Daniel Ricciardo (al secondo podio stagionale dopo quello conquistato al Nürburgring), abile a rimanere in pista quando in occasione della safety car Perez (autore fino a quel momento di una buonissima gara che lo aveva portato fino al terzo posto) è stato richiamato ai box della Racing Point per montare gomme più morbide, e al contempo a far rimandare più rapidamente in temperatura le gomme dure dopo i diversi giri effettuati dietro alla safety car. Una gara, quella di Imola, che ha confermato la crescita della Renault, a cui Alonso (presente nel paddock) può guardare con molta fiducia in vista della prossima stagione.

Al quarto posto subito dietro Ricciardo troviamo l’Alpha Tauri di Daniil Kvyat, autore di un’ottima ripartenza dietro alla Safety Car con gomme soft, che gli ha consentito di guadagnare diverse posizioni, ma che non basta purtroppo, salvo clamorosi colpi di scena, a confermare il suo sedile nel team di Faenza: al fianco di Gasly (costretto al ritiro per una perdita d’acqua al livello del motore) quasi sicuramente dovrebbe arrivare il talentuoso pilota giapponese Yuki Tsunoda.

In quinta posizione troviamo così la prima delle due Ferrari guidata da Charles Leclerc, autore tutto sommato di un buon passo gara, e capace nel finale con gomma dura di difendersi dagli attacchi di Sergio Perez (sesto), che in occasione della safety car necessaria per rimuovere la monoposto di Verstappen era stato erroneamente richiamato ai box della Racing Point per montare una gomma soft.

Restando in casa Ferrari, il miglior passo gara della SF-1000 è testimoniato anche dalla corsa di Sebastian Vettel, che avrebbe potuto tranquillamente ambire a un settimo-ottavo posto, se al momento del pit stop i meccanici non avessero avuto dei seri problemi nell’avvitamento della gomma anteriore destra, con una sosta durata almeno 10 secondi in più del previsto. Un vero e proprio peccato, in quanto mai come oggi in gara Sebastian aveva dato la sensazione di cominciare a sentire sua una monoposto per ora molto difficile da guidare, con un passo gara in certi frangenti anche migliore di quello di Leclerc. Ecco, quindi, perché il dodicesimo posto finale odierno di Vettel desta un sincero dispiacere, e non può essere minimamente paragonato alle deludenti prestazioni delle settimane scorse.

Dietro alle McLaren di Carlos Sainz Jr e di Lando Norris (giunti rispettivamente settimo e ottavo), troviamo in nona e decima posizione le due Alfa Romeo di Kimi Raikkonen e di Antonio Giovinazzi, che conquistano dei punti preziosissimi per la Classifica Costruttori.

Da sottolineare, in particolare, la gara di Kimi (non a caso nominato dagli appassionati Driver Of The Day), che ha visto l’esperto pilota finlandese gestire le gomme medie per ben 48 delle 63 tornate previste, arrivando addirittura ad occupare per diversi giri la quarta posizione! Una dimostrazione, caso mai ce ne fosse bisogno, che la classe non è acqua. Sopratutto se accompagnata dall’esperienza e dalla passione di un campione come il pilota finlandese dell’Alfa Romeo.

Scorrendo la classifica, gara tutto sommato positiva per Nicholas Latifi, che porta la Williams a un passo dalla zona punti (11° posto), in una domenica in cui il suo compagno di squadra George Russell incappa in un’autentica figuraccia andando in barriera in regime di safety car tra la Piratella e le Acque Minerali, buttando all’aria di fatto un preziosissimo decimo posto.

Un errore piuttosto grave per il giovane talento inglese della Williams, occorso in passato anche a campioni del calibro di Alain Prost e di Jenson Button (durante il Gp d’Italia a Monza nel 2000).

Gara da dimenticare, infine, per Lance Stroll (contatto con la Renault di Estaban Ocon al Tamburello nel corso del primo giro con conseguente rottura dell’ala anteriore, e investimento di un suo meccanico a causa di un lungo in occasione della seconda sosta effettuata in regime di Safety Car), così come per Alexander Albon, andato in testacoda alla Villeneuve dopo aver subito il sorpasso ad opera di Perez e perso la sesta posizione, con la sua avventura in Red Bull e in Formula 1 destinata ai titoli di coda.

In Classifica Piloti per quanto riguarda le primissime posizioni Hamilton si porta a un passo dal settimo titolo iridato con 282 punti, con Bottas secondo a quota 197. Verstappen è terzo con 162 punti. In quarta posizione resta Ricciardo con 95 punti, seguito da Leclerc (85), Perez (82), Norris (69), Sainz (65), Albon (64) e Gasly (63).

In Classifica Costruttori la Mercedes (Campione del Mondo) è in testa con 479 punti, seguita dalla Red Bull con 226 punti. In terza posizione sale la Renault con 135 punti, seguita da McLaren e Racing Point (134), Ferrari (103), Alpha Tauri (89), Alfa Romeo (8), Haas (3).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 15 Novembre con il Gp di Turchia (diretta esclusiva sui canali Sky, differita pomeridiana su TV8).