Formula 1

Hamilton e il nuovo record di vittorie in Formula 1

© Getty Images

Lewis Hamilton su Mercedes vince il Gp del Portogallo davanti al compagno di squadra Valtteri Bottas e alla Red Bull di Max Verstappen, e con 92 vittorie diventa il pilota ad aver ottenuto il maggior numero di successi in Formula 1.

Nessuno come lui. Lewis Hamilton non solo si aggiudica il Gp del Portogallo, ma da oggi scrive una nuova pagina di storia della Formula 1 diventando con 92 successi il pilota plurivittorioso nella storia del Circus, superando così il record di 91 vittorie appartenuto a Michael Schumacher. Non sono mancate le difficoltà sopratutto al via: con 10 gradi in meno di temperatura sull’asfalto, e con un breve scroscio di pioggia, il campione inglese (la cui Mercedes montava gomme medie) dopo poche curve ha dovuto subire non solo il sorpasso del compagno di squadra Valtteri Bottas, ma anche e sopratutto quello della McLaren di Carlos Sainz Jr, che, con gomme soft, era addirittura passato in testa alla gara. Una volta entrate in temperatura le gomme medie e superato il pilota spagnolo, la gara ha visto il duello a distanza per la leadership tra le due Mercedes, con Hamilton che nel corso del 20° Giro (dopo aver effettuato alcune tornate in modalità fuel saving) è riuscito a superare Valtteri Bottas conquistando di fatto non solo la testa della gara, ma anche e sopratutto la vittoria, mostrando un ritmo impossibile da sostenere per nessuno (con l’esacampione del mondo che taglierà il traguardo con ben 25 secondi di vantaggio sulla W11 gemella di Bottas), e suggellato peraltro anche dal giro più veloce (1’18”760) ottenuto a due giri dal termine, e con un crampo al polpaccio destro.

Una vera dimostrazione di forza, quella di Hamilton (sul podio assieme al suo ingegnere di pista Peter Bonnignton) nei confronti del compagno di squadra Bottas, che non solamente blinda sempre più il settimo titolo mondiale a favore del campione di Stevenage, ma che ne dimostra una volta di più tutto il suo valore, in una gara che ha visto il finlandese anche provare a differenziare la sua corsa chiedendo poco prima della sua sosta di montare gomme soft (diversificando così la sua strategia nei confronti di Hamilton, che aveva optato per gomme dure), senza però venir ascoltato dalla squadra. Una scelta, quella del team, rivelatasi peraltro esatta.

Bellissimo, peraltro, l’abbraccio tra Hamilton e il padre Anthony al termine della gara, dietro al quale si nasconde un significato molto particolare. Se agli inizi della carriera Anthony di fatto era sempre stato a fianco del giovane Lewis, la decisione al termine della stagione 2010 del pilota inglese di non volerlo più al suo fianco come manager, aveva portato a una rottura del loro rapporto al punto che per anni non si erano neanche più parlati. Con il passare del tempo, però, Lewis ha capito che indipendentemente dai successi non c’era cosa più importante della famiglia, e così negli ultimi due anni padre e figlio si sono progressivamente riavvicinati, ritrovando il legame e il rapporto di un tempo, sancito una volta di più con quell’abbraccio in un momento così emozionante per Lewis.

Al terzo posto, staccato di 34”508 dal vincitore Hamilton, troviamo la Red Bull di Max Verstappen. Se sulla carta alla luce della minore temperatura dell’asfalto il pilota olandese (partendo con gomme soft) poteva essere considerato ragionevolmente favorito, la realtà dei fatti è stata diversa a causa di una partenza tutt’altro che esaltante, che ha lo visto perdere al via due posizioni, e successivamente toccare la Racing Point di Sergio Perez danneggiandone la gara, ma venendo assolto dai commissari, i quali hanno considerato l’episodio alla stregua di un incidente di gara. Con il passare dei giri Verstappen è riuscito a salire in terza posizione ma di fatto non ha mai avuto il passo per impensierire seriamente Hamilton, pur recuperando qualcosa nei confronti di Bottas. Se quindi il pilota olandese riesce alla fine a salire per la settima volta sul podio (su 12 gare) al fianco dei piloti Mercedes, dall’altra è altresì evidente che in questa gara la RB16 non è stata all’altezza della W11 del team campione del mondo, come si evince anche dalla a dir poco deludente gara di Alexander Albon, doppiato e mai al livello di Verstappen.

In quarta posizione troviamo la prima delle due Ferrari con Charles Leclerc. Sebbene il pilota monegasco abbia tagliato il traguardo con oltre un minuto di ritardo sulle Mercedes (in parte per aver guidato negli ultimi giri in modalità fuel saving, in parte perché le gomme dure sulla Rossa non riuscivano a mantenere perfettamente la giusta finestra d’esercizio a causa delle temperature dell’asfalto più basse), la gara corsa oggi a Portimao ha dimostrato la bontà degli aggiornamenti portati in terra lusitana dalla Ferrari, con una monoposto che ha dimostrato tutto sommato un buon passo gara, anche se ancora non al livello della Mercedes. Resta da chiedersi cosa sarebbe successo con temperature più alte, sopratutto alla luce del fatto che nelle simulazioni fatte in FP2 e FP3 con 10 gradi in più sull’asfalto, la SF-1000 girava con un passo gara vicino a quello del team tedesco (con al massimo due-tre decimi di differenza).

Se Charles Leclerc ha dimostrato quindi di trovarsi molto bene con le novità introdotte sulla SF1000 a dimostrazione di un feeling sempre più crescente con la sua monoposto, non altrettanto si può dire di Sebastian Vettel. Se è vero che il campione tedesco ha conquistato un preziosissimo punto in classifica grazie al decimo posto finale, nel corso delle interviste post gara, Sebastian non ha mancato di rimarcare di aver faticato parecchio, di avere difficoltà a mettere a punto l’assetto al contrario del compagno di squadra monegasco, e che a differenza di Leclerc che quando spinge in macchina è veloce e sembra perfettamente a suo agio, nel suo caso ogni volta che spinge la macchina va fuori pista. Alle dichiarazioni di Vettel non è mancata una replica da parte del Team Principal della Rossa, Mattia Binotto, il quale ha tenuto a precisare che le monoposto di Vettel e di Leclerc sono perfettamente identiche, auspicando per Sebastian una migliore qualifica nella prossima gara in programma ad Imola, e che possa far valere di più le sue capacità di guida, sottolineando che Leclerc è sicuramente molto bravo, ma che ci si aspetta di più da un secondo pilota (Vettel?). Dichiarazioni a parte, la sensazione è che il rapporto Vettel-Ferrari sia ormai agli sgoccioli, e che ogni gara in meno sia una sorta di sollievo per il campione di Heppenheim, con la testa già alla prossima stagione in Aston Martin.

In quinta posizione troviamo l’Alpha Tauri di Pierre Gasly, autore anche oggi di un’ottima gara. Se il pilota francese (come dichiarato da Helmut Marko poco prima della gara) è praticamente sicuro in Alpha Tauri per il prossimo anno, resta da capire come mai il team di Milton Keynes non pensi a lui per il 2021 come compagno di squadra al fianco di Verstappen. Vero, Gasly ha già guidato per Red Bull e al fianco del pilota olandese nella prima parte della stagione 2019, ma il Gasly di oggi è un pilota molto più maturo, e, ne siamo certi, sarebbe in grado di dare il suo contributo al team austriaco.

In sesta posizione troviamo la McLaren di Carlos Sainz Jr, autore di una gara estremamente positiva, che lo ha visto dopo i primi metri passare addirittura in testa approfittando delle gomme soft entrate subito in temperatura. Una volta smesso di piovere anche a causa del graining, Sainz ha cominciato a perdere posizioni, risalendo poi al sesto posto finale, ma stupisce non poco la grinta vista nelle prime fasi, che potrebbe essere utile il prossimo anno.

Gara positiva anche per Sergio Perez (Racing Point), costretto al via a fermarsi ai box al termine del primo giro per via del contatto con Verstappen (che ha finito con il danneggiargli l’ala anteriore). Da qui è ripartita una dura rimonta, che il pilota messicano ha ben condotto fino al settimo posto finale. Costretto al ritiro il compagno di squadra Lance Stroll a causa di un problema tecnico, dopo peraltro aver subito due penalità di cinque secondi per aver generato il contatto con la McLaren di Lando Norris nel corso del 18° Giro, e per aver tagliato più volte la pista.

Scorrendo la classifica, in ottava e nona posizione troviamo le Renault di Esteban Ocon e Daniel Ricciardo: se il pilota francese ha disputato tutto sommato una buona gara, è sembrato un po' sottotono il pilota australiano, in un weekend in cui il team francese non ha evidenziato un buon ritmo gara, mostrando un passo indietro rispetto alle corse precedenti.

Alle spalle di Sebastian Vettel in undicesima posizione troviamo infine quello che a nostro giudizio può essere considerato il protagonista di giornata, e che ingiustamente si trova fuori dalla zona punti: Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese a bordo della sua Alfa Romeo ha infatti regalato agli appassionati su pista bagnata un primo giro a dir poco emozionante, che lo ha visto da curva 4 in poi guadagnare addirittura ben dieci posizioni, passando dalla sedicesima alla sesta posizione. Con l’asciugarsi della pista Kimi è scivolato nelle retrovie, non prima di aver regalato addirittura un duello intenso con la McLaren di Carlos Sainz Jr, svoltosi tra il 33° e il 34° Giro. La dimostrazione, se vogliamo, che l’esperienza non è acqua.

In Classifica Piloti per quanto riguarda le primissime posizioni Hamilton rafforza il primato con 256 punti, con Bottas secondo a quota 179. Verstappen è terzo con 162 punti. In quarta posizione sale Ricciardo con 80 punti, seguito da Leclerc (75), Perez (74), Norris (65), Albon (64), Gasly (63), e Sainz (59).

In Classifica Costruttori la Mercedes è in testa con 435 punti (già domenica prossima ad Imola potrebbe aggiudicarsi il titolo), seguita dalla Red Bull con 226 punti. Terza è la Racing Point con 126 punti, seguita da McLaren (124), Renault (120), Ferrari (93), Alpha Tauri (77), Alfa Romeo (5), Haas (3).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 1° Novembre con il Gp dell’Emilia Romagna sul circuito di Imola dedicato ad Enzo e Dino Ferrari (diretta pomeridiana sia su SKY, che in chiaro su TV8).