Formula 1

F1 Portimao: la pole tattica di Hamilton

© Getty Images

Il sei volte campione del mondo inglese della Mercedes conquista la sua 97° pole position in carriera battendo il compagno di squadra Valtteri Bottas e la Red Bull di Max Verstappen. In seconda fila la Ferrari di Charles Leclerc, in crescita grazie alle ultime novità introdotte in terra lusitana

Una pole conquistata con grandissima intelligenza tattica. Lewis Hamilton conferma ancora una volta il suo grande talento risultando il più veloce al termine delle qualifiche del Gp del Portogallo, e infliggendo un’altra sonora lezione morale al compagno di squadra Valtteri Bottas, fino a quel momento praticamente perfetto, avendo ottenuto il miglior tempo nelle tre sessioni di libere. La forza del grande campione, però, è quella di non arrendersi mai, imparando se necessario anche dal compagno di squadra, ed è quello che Lewis ha fatto. Sapendo di essere meno performante rispetto a Bottas in alcuni tratti della pista, l’esacampione inglese grazie al prezioso supporto dell’ingegnere di macchina Peter Bonnington ha cercato di ottimizzare quei tratti studiando attentamente il compagno di squadra finlandese e mettendo poi in pratica il tutto. Decisiva, però, è stata la scelta, nel finale di qualifica, di utilizzare la gomma media (vista la minore differenza di prestazione con le soft), ma sopratutto di cercare due tentativi lanciati (con in mezzo un giro più lento per far riposare le gomme) contro il giro secco optato da Bottas.

Questa scelta ha messo Hamilton nelle condizioni di ribattere il tentativo del pilota finlandese e, con le gomme nella corretta temperatura di esercizio, di ottenere per 102 millesimi la sua 97°pole position in carriera (1’16”652).

Ci sarà ora da capire cosa avverrà domani in gara con Hamilton chiaramente favorito, ma con un Bottas che se rimarrà quello visto nelle tre sessioni di libere potrebbe essere in grado di dire la sua, e di giocarsi la vittoria con il più esperto campione inglese, su una pista come quella di Portimao, che fin dalle libere di ieri ha affascinato piloti e squadre, ma che ha al contempo riproposto il problema dei tombini mal fissati.

Le qualifiche odierne, infatti, sono iniziate con mezz’ora di ritardo per sistemare il tombino di curva 14 alzato sul finire della FP3 da Sebastian Vettel. Un intervento protrattosi piuttosto a lungo, ma fondamentale sul fronte della sicurezza, alla luce degli episodi occorsi sotto questo aspetto negli ultimi anni.

Tornando all’analisi delle qualifiche, dietro alle due Mercedes troviamo la Red Bull di Max Verstappen, staccato di soli 150 millesimi dalla W11 di Valtteri Bottas. Anche in questa occasione il pilota olandese di fatto è stato l’unico che è riuscito ad avvicinarsi il più possibile alle due Frecce d’argento, riuscendo solo in qualifica a trovare il giusto feeling con le gomme soft, dopo che in FP3 in più occasioni Max si era lamentato dello scorso grip con la mescola più morbida, non riuscendo a trovare la giusta finestra d’esercizio della mescola. Visto e considerato che domani le Mercedes (e la Ferrari di Leclerc) partiranno con gomma media, ecco che il maggior grip che al via le gomme soft sono in grado di generare potrebbe essere utile per Verstappen per superare almeno uno tra Hamilton e Bottas, visto che la Red Bull in gara è tradizionalmente più performante rispetto al giro secco. Positiva anche la qualifica di Alexander Albon, sesto a mezzo secondo da Verstappen, con il pilota anglo-thailandese apparso più a suo agio lungo i saliscendi di Portimao, e in certi frangenti vicino alle performance del compagno di squadra olandese.

Al fianco di Max Verstappen in seconda fila troviamo anche in Portogallo la Ferrari di Charles Leclerc, apparso perfettamente a suo agio con una Ferrari che come nelle qualifiche dell’Eifel mostra con i nuovi aggiornamenti di essere decisamente in ripresa rispetto alla prima parte di campionato. Nella fattispecie, il nuovo fondo testato nelle libere sembra aver dato alla SF-1000 una maggiore stabilità aerodinamica, con una Rossa apparsa molto più bilanciata rispetto al passato, con un miglioramento quantificabile nell’arco dei 4-5 decimi circa. In questa situazione Leclerc grazie a una guida più aggressiva è riuscito ad ottimizzare al massimo il risultato conquistando un quarto posto (e una seconda fila) che sanno di oro colato in attesa di tempi migliori. La sfida ora sarà mantenere in gara la buona performance vista nelle libere, e comunque sul giro secco. Se in Germania dopo pochi giri Leclerc era andato in crisi con le gomme morbide, le simulazioni viste sia in FP2 che brevemente in FP3 sembrano confermare il miglioramento della Rossa, con il giovane talento monegasco capace di realizzare un passo gara molto simile a quello della Mercedes. Solo la gara saprà confermare o meno queste sensazioni.

Per un Leclerc ottimo quarto, dobbiamo purtroppo registrare ancora una volta il mancato accesso di Sebastian Vettel in Q3, con il campione di Heppenheim solo 15° alla luce della scelta della squadra e del pilota tedesco di insistere anche nell’ultimo run utile con la gomma media a scapito di una più performante gomma soft, la quale però genera del graining già dopo pochissimi giri. Una scelta, quindi, pensata in ottica gara, ma che ancora una volta costringerà Vettel non solo a partire dalle retrovie, ma anche a questo punto a scegliere quale mescola usare al via, visto il mancato raggiungimento della top 10.

In terza fila troviamo la Racing Point di Sergio Perez in quinta posizione, autore di una qualifica piuttosto regolare, In difficoltà è invece apparso il compagno di squadra Lance Stroll (al rientro dopo aver saltato il Gp dell’Eifel a causa della sua positività al Covid), 12°.

In quarta fila troviamo le due McLaren di Carlos Sainz Jr e di Lando Norris, con lo spagnolo davanti al giovane pilota inglese di soli 5 millesimi, mentre in quinta fila troviamo al nono posto la prima delle due Alpha Tauri di Pierre Gasly, il quale una volta di più conferma tutto il suo valore con una buonissima qualifica.

In decima posizione troviamo la Renault di Daniel Ricciardo, costretto a saltare l’intera Q3 per i danni riportati al retrotreno nel corso dell’ultimo tentativo. Danni non particolarmente gravi, ma impossibili da riparare in brevissimo tempo. Delude invece il compagno di squadra Esteban Ocon, che non riesce ad accedere in Q3.

Scorrendo la classifica, da sottolineare l’ottimo 14° posto di George Russell con la Williams in un momento in cui il giovane talento inglese rischia seriamente di rimanere a piedi il prossimo anno nonostante il contratto firmato con la famiglia Williams, in quanto secondo alcune voci la nuova dirigenza ad opera di Dorilton Capital sarebbe seriamente intenzionata ad affiancare a Nicholas Latifi (ultimo, ma ben saldo nel team di Grove grazie alla dote di sponsor e di fondi che è in grado di assicurare) Sergio Perez, in virtù non solo della grande esperienza che il pilota messicano è in grado di assicurare, ma anche e sopratutto in virtù dei suoi sponsor. Una vera e propria ingiustizia (qualora si dovesse verificare)  nei confronti del giovane talento inglese la cui unica sfortuna è stata quella di non aver a disposizione una monoposto atta ad attestarne il valore. L’auspicio è che la Formula 1 decida di non privarsi di un giovane di talento come Russell, destinato nei prossimi anni a una carriera di assoluto valore. Se sarà o meno nella massima serie motoristica, saranno le prossime settimane a dirlo.