Formula 1

F1 Russia: Bottas e il ritorno alla vittoria

© Getty Images

Domenica in chiaroscuro in casa Mercedes: se Vallteri Bottas conquista il Gp di Russia davanti alla Red Bull di Max Verstappen, Lewis Hamilton (giunto terzo) seguendo le indicazioni della squadra ha subito dieci secondi di penalità per aver effettuato una doppia prova di partenza in una zona del circuito non adibita dalla Direzione Gara. Ferrari sesta con Leclerc.

Una vittoria di carattere sulla pista a lui più congegnale. Valtteri Bottas su Mercedes conferma il suo feeling con il circuito di Sochi, e conquista il Gp di Russia (decima prova del Mondiale 2020 di Formula 1) davanti alla Red Bull di Max Verstappen, e alla Mercedes del suo compagno di squadra Lewis Hamilton. Se nelle precedenti gare Bottas era sembrato quasi arrendevole nei confronti del più titolato caposquadra, quest'oggi fin dall'inizio Valtteri ha provato a conquistare la testa della gara, riuscendo a superare Verstappen, ma non Hamilton. Solo dopo la doppia penalità del campione inglese (scontata in occasione del pit stop), Bottas ha potuto realmente prendere la testa della gara, dando alla stessa un ritmo assolutamente insostenibile (ribadito con il giro più veloce), a conferma sia del fatto che la pista di Sochi (e in particolare il primo settore, con i suoi rettilinei) ben si sposava con le caratteristiche tecniche della W11, sia dell'ottimo feeling del pilota finlandese della Mercedes con la pista russa, creata intorno al villaggio olimpico e alle strutture che nel 2014 avevano ospitato le Olimpiadi invernali.

Una giornata double face, quella vissuta in casa Mercedes: se Bottas con la vittoria odierna riduce il distacco dal leader Hamilton a 44 punti rilanciando le proprie quotazioni nella Classifica piloti, il team campione del mondo e Lewis Hamilton sono stati entrambi protagonisti di una serie di errori piuttosto gravi nel giorno in cui sembrava quasi certo il raggiungimento da parte del campione inglese del record di vittorie in Formula 1 fatto stabilire in passato da Michael Schumacher.

Tutto avviene ancora prima che la gara inizi: una volta uscito dalla pitlane per andare a schierarsi in griglia, Lewis decide di fare ben due prove di partenza in due zone non autorizzate dalla Direzione Gara, in violazione non solo dell'articolo 36.1 del Regolamento Sportivo, ma anche dell'articolo 19.1 delle Note rilasciate dal Direttore di gara stesso. I commissari decidono così di comminare al campione inglese (autore di un'ottima partenza al via, che gli aveva consentito di conquistare con una certa facilità la testa della corsa) 5 secondi di penalità da scontare al momento del pit stop e 1 punto di penalità sulla Superlicenza per ciascuna delle due prove prove di partenza sotto inchiesta.
In serata la Direzione Gara ha rivisto in parte la sua decisione sostituendo i due punti di penalità sulla Superlicenza comminati inizialmente ad Hamilton con due multe da 25.000 Euro comminate alla Mercedes: come spiegato, infatti, nel comunicato della Federazione, alla base di questo cambio di decisione ci sarebbe una serie di team radio (ascoltati anche dagli stewards) secondo cui sarebbe stata la stessa Mercedes a dare istruzioni al pilota di eseguire le due prove di partenza in due zone non autorizzate. Un concorso di colpa, dunque, tra Hamilton e la Mercedes, alla base della doppia prova di partenza punita dai commissari.
Effettuata la sosta (assieme ai dieci secondi di penalità) nel corso del 17° Giro, per Hamilton (rientrato in pista in decima posizione) è iniziata così una nuova gara di rimonta, culminata nel terzo posto finale.

In mezzo alle due Mercedes troviamo la Red Bull di Max Verstappen, giunto secondo al traguardo: il giovane pilota olandese al via ha cercato di sfruttare al meglio la scia alle spalle di Hamilton, ma, come la storia di Sochi ci insegna (così come quella della gara dello scorso anno), chi parte terzo paradossalmente ha più scia di chi parte secondo, e così Max si è visto di botto sorpassato in poche curve da Valtteri Bottas. Non è mancato nel corso del primo giro neanche il brivido (vedi il rientro in pista dopo aver tagliato curva 2, a pochi passi dal muretto), ma alla fine il giovane talento olandese ha cercato di portare a casa il massimo che la sua RB16 gli consentiva di fare, arrivando a 7”729 dal vincitore Bottas,

In quarta posizione troviamo la Racing Point di Sergio Perez, quarto ed autore di una gara assolutamente valida, in cui il pilota messicano privo degli aggiornamenti messi a disposizione del compagno di squadra Stroll (costretto al ritiro al via dopo un contatto con Leclerc, considerato dai commissari come un incidente di gara) ha cercato di ottimizzare quanto la sua RP20 gli consentiva di fare.
In quinta posizione troviamo la Renault di Daniel Ricciardo: nonostante una penalità di cinque secondi per aver tagliato curva 2, il pilota italo-australiano ha disputato una bellissima gara, e sopratutto ha ribadito una volta di più la crescita della Renault, apparsa piuttosto competitiva a Sochi, come emerge anche dal settimo posto del compagno di squadra Esteban Ocon.

In sesta posizione troviamo la prima delle due Ferrari, guidata da Charles Leclerc: il pilota monegasco, smaltita la rabbia per l'eliminazione in Q2 patita ieri, oggi ha dato veramente il massimo a bordo della sua SF-1000 ottenendo dalla sua monoposto il miglior risultato possibile, conquistando non solo una preziosa boccata d'ossigeno per la Rossa, ma anche dimostrando che forse a Maranello si è finalmente trovato il bandolo della matassa: con la nuova ala posteriore, infatti, la SF-1000 si è trovata meglio del previsto a Sochi, soffrendo nel primo settore, ma difendendosi piuttosto bene nel secondo, e sopratutto nel terzo settore. Se l'obiettivo era quello di verificare la bontà della strada intrapresa con il nuovo pacchetto aerodinamico introdotto, la gara di oggi può sicuramente rappresentare un punto di ripartenza per la continuazione del campionato, sfruttando le prossime gare come test in vista della prossima stagione, il cui obiettivo dovrà essere quello quanto meno di risalire in classifica alle spalle di Mercedes e Red Bull.
Per un Leclerc autore di una gara assolutamente dignitosa, dobbiamo registrare un Sebastian Vettel in difficoltà che chiude la gara in 13° posizione.

Scorrendo la classifica, da segnalare il doppio piazzamento dell'Alpha Tauri, con l'idolo di casa Daniil Kvyat ottavo e con un buon Gasly (autore di un sorpasso ai danni di Alexander Albon, decimo) in nona posizione.

Gara da dimenticare, invece, per la McLaren, con Carlos Sainz Jr che al via, dopo aver tagliato curva 2, sbatte contro il muretto danneggiando pesantemente la sua monoposto, e con Lando Norris classificatosi quindicesimo.

In Classifica Piloti per quanto riguarda le primissime posizioni Hamilton è in testa con 205 punti, con Bottas secondo con 161 punti, e Verstappen terzo con 128 punti. In quarta posizione resta Norris con 65 punti, seguito da Albon (64), Ricciardo (63), Leclerc e Stroll (57), Perez (56) e Gasly (45).

In Classifica Costruttori la Mercedes è in testa con 366 punti, seguita dalla Red Bull con 192 punti. Terza è la McLaren con 106 punti, seguita da Racing Point (104), Renault (99), Ferrari (74), Alpha Tauri (59), Alfa Romeo (4), Haas (1).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 11 Ottobre, con il Gp dell'Eifel sul circuito del Nürburgring, con diretta pomeridiana su SKY e differita in chiaro su TV8.