Formula 1

F1 Mugello: la novantesima vittoria di Hamilton e il primo podio di Albon

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Lewis Hamilton su Mercedes conquista al termine di una gara pazza (caratterizzata da due bandiere rosse, e ben tre partenze da fermo) il Gp di Toscana-Ferrari 1000 davanti al compagno di squadra Valtteri Bottas e al pilota anglo-thailandese della Red Bull Alexander Albon (al primo podio in carriera). Deludono le Ferrari, con Leclerc ottavo (grazie alla penalità occorsa a Kimi Raikkonen) e Vettel decimo.

Una gara ancora più pazza di quella vista una settimana fa a Monza. Se in quel frangente furono ben due le partenze nell'arco di una corsa che avrebbe visto la vittoria dell'Alpha Tauri guidata da Pierre Gasly, oggi al Mugello si è andato decisamente oltre con ben due bandiere rosse (l'ultima volta era successo nel Gp del Brasile 2016, gara che aveva consacrato il talento sul bagnato di Max Verstappen), e addirittura tre partenze da fermo (l'ultima volta risaliva al Gp del Belgio corso a Spa il 26 Agosto 1990) che hanno caratterizzato una corsa che ha visto l'ennesima doppietta stagionale della Mercedes, con Lewis Hamilton (alla novantesima vittoria in carriera, a un passo dal record di vittorie (91) targato Michael Schumacher), davanti a Valtteri Bottas, e al pilota anglo-thailandese della Red Bull, Alexander Albon (al primo podio in carriera nella massima serie motoristica).

Se al momento in cui scriviamo non è ancora dato sapere se anche il prossimo anno il circuito del Mugello sarà presente nel calendario di F1 o meno, non si può non rimarcare come la gara vista oggi sul circuito toscano di proprietà della Ferrari sia stata piena di emozioni e numerosi colpi di scena, figli di una pista old-type, fin da subito amata ed apprezzata dai piloti, dove il minimo errore viene pesantemente sanzionato.

Come si evince fin dalla prima partenza, quando dietro al duo Mercedes Bottas-Hamilton (con il finlandese che riesce a superare al via il campione inglese, che ha lasciato pattinare troppo le gomme) e alla Ferrari di Charles Leclerc, in curva 2 (la Luco) si scatena l'inferno, con il contatto tra Carlos Sainz Jr (McLaren) e Lance Stroll (Racing Point) che porta al testacoda dello spagnolo, con Sebastian Vettel che danneggerà l'ala anteriore della sua SF-1000, non potendo evitare il contatto con la MCL35. A questo, poi, bisogna aggiungere nelle retrovie il contatto tra l'Alpha Tauri di Pierre Gasly e l'Alfa Romeo di Kimi Raikkonen, il quale a sua volta tocca la Red Bull di Max Verstappen (precipitato dalla terza posizione in griglia alle ultime posizioni a causa di un inconveniente tecnico alla power unit Honda simile a quello patito già la scorsa settimana a Monza, apparso nella conclusione del giro di schieramento in griglia), mandandolo fuori pista, assieme all'Alpha Tauri del pilota francese. Verstappen e Gasly sono così fuori gioco, mentre la Direzione Gara manda in pista la Safety Car che rientrerà in pitlane sul finire dell'ottavo giro per consentire la pulizia della pista dai molti detriti di carbonio persi nel doppio impatto in curva 2.

Neanche il tempo di ricominciare, ed è nuovamente caos al Mugello, con Bottas che dopo esser stato molto lento dietro alla safety car riparte in piena velocità in prossimità della linea del traguardo, con le monoposto dietro che accelerano troppo presto, come nel caso della Williams di Nicholas Latifi (261 Km/h), che, per schivare la Haas di Kevin Magnussen frena di botto. Chi rimane spiazzato dal comportamento del pilota canadese è Antonio Giovinazzi, il quale non riesce ad evitare il contatto con la Haas, coinvolgendo anche la suddetta Williams di Latifi e la McLaren di Carlos Sainz. Un impatto devastante, dal quale per fortuna i piloti coinvolti (Latifi, Magnussen, Sainz e Giovinazzi) escono tutti illesi. Necessaria non solo la Safety Car, ma, una volta accertata la massiccia presenza di detriti sul rettilineo principale, anche la prima delle due bandiere rosse, con il Direttore di Gara, Michael Masi, che disporrà una seconda partenza da fermo, che vedrà Hamilton bruciare Bottas, riprendendosi così la testa della classifica.

La terza partenza da fermo (dopo la seconda bandiera rossa) si renderà poi necessaria nel corso del 41° Giro quando un cedimento della gomma posteriore sinistra della Racing Point di Lance Stroll all'altezza della seconda Arrabbiata (generato da una foratura) porterà il pilota canadese a finire a muro con una velocità di 282 Km/h. Bruttissimo crash, ma per fortuna anche in questo caso pilota illeso.

Soffermandoci però sulla gara in tutte le sue frazioni, il Gp di Toscana-Ferrari 1000 esalta una volta di più la forza di Lewis Hamilton, capace una volta subito al via il sorpasso di Valtteri Bottas, di restituire il favore al compagno di squadra finlandese, e di scappare via senza prendersi il benchè minimo rischio, riuscendo addirittura nel corso della penultima tornata a fare il giro più veloce (1'19”883). Una dimostrazione, questa, della grande forza mentale del campione inglese della Mercedes che, sulla pista che negli anni è stata la base delle numerose vittorie della Ferrari targata Michael Schumacher, non solo si porta a un passo dal record di vittorie (91) attualmente nelle mani del campione di Kerpen, ma addirittura comincia a mettere una prima seria ipoteca sulla riconferma del titolo mondiale (che gli consentirebbe di eguagliare i sette titoli mondiali vinti proprio da Schumacher).
Gara un po' più complicata, invece per Valtteri Bottas: se il via aveva lasciato intuire una sua possibile riscossa, il controsorpasso realizzato da Hamilton al secondo start e alcuni problemi di gestione gomme lo hanno privato di una vittoria che ci poteva stare su una pista dove il finlandese fin dal venerdì mattina aveva dato impressione di trovarsi a proprio agio.

Dietro alle due Mercedes troviamo al terzo posto la Red Bull di Alexander Albon, al primo podio in carriera. Un risultato, questo, assolutamente meritato per quanto visto in pista, e che permette al pilota anglo-thailandese di respirare un po' di ossigeno dopo la vittoria ottenuta da Gasly domenica scorsa, che aveva aumentato non poco la pressione nei suoi confronti. Decisivo il sorpasso ai danni di Daniel Ricciardo (quarto), che con la Renault aveva disputato una gara assolutamente valida e che avrebbe meritato anch'egli di salire sul podio. D'altra parte si sa, i gradini sul podio sono solo tre, e così dietro alle due Mercedes oggi è toccato al pilota anglo-thailandese della Red Bull salirvi, ma non ci stupiremmo se prima del suo addio al team francese prima di approdare in McLaren il prossimo anno, Ricciardo (nominato dai tifosi Driver Of The Day del Gp di Toscana-Ferrari 1000) riuscisse a riportare la Renault (dal prossimo anno Alpine) sul podio, in attesa del nuovo ritorno di Fernando Alonso.

In quinta posizione troviamo Sergio Perez, autore di una gara piuttosto regolare che ha consentito alla Racing Point (che nei giorni scorsi ha annunciato la separazione dal pilota messicano a fine stagione) di guadagnare punti preziosi per la conferma della quarta posizione in Classifica Costruttori.

Gara da applausi per Lando Norris, che con l'unica McLaren superstite porta a casa un preziosissimo sesto posto. Se nelle qualifiche il pilota inglese sembrava aver perso la fiducia nei confronti della pista dopo il brutto impatto occorso alla Poggio Secco in FP2, oggi il giovane Lando è riuscito a dare un prezioso contributo alla squadra, al pari di Daniil Kvyat, buon settimo a bordo dell'Alpha Tauri.

Nella gara che celebra le sue 1000 presenze in Formula 1, bisogna scendere in ottava e decima posizione per trovare le due Ferrari di Charles Leclerc e di Sebastian Vettel. Come già detto in più occasioni, i piloti hanno fatto il massimo di quello che potevano (con Leclerc che al via era riuscito addirittura a guadagnare la terza posizione), ma purtroppo anche la pista toscana ha messo una volta di più in evidenza i limiti di una monoposto, la SF-1000, che gara dopo gara sembra sempre più fare il passo del gambero. Se al debutto in Austria e a Silverstone nel Gp di Gran Bretagna Leclerc sia fortunosamente che grazie al suo talento era riuscito a conquistare due preziosissimi podi, dal Gp del Belgio in poi la macchina sembra essersi plafonata nelle prestazioni, con Leclerc costretto oggi a subire numerosissimi sorpassi in rettilineo senza poter opporre la benchè minima resistenza e ad accontentarsi di un'ottava posizione finale (guadagnata anche grazie a una penalità di cinque secondi comminata all'Alfa Romeo di Kimi Raikkonen (giunto nono) in seguito a un ingresso troppo tardivo in pitlane) che non rispecchia il valore del giovane pilota monegasco.
Stesso ragionamento per Sebastian Vettel, il quale nel corso del weekend ai limiti tecnici evidenti della SF-1000 ha aggiunto la difficoltà ad adattare il suo stile di guida piuttosto pulito allo stile di guida più aggressivo che richiede una pista di carattere quale il Mugello.

Se è vero che la Storia va e deve essere rispettata nel giorno in cui la Ferrari festeggia i suoi 1000 Gp in Formula 1, altrettanto evidente però è l'assoluta certezza del fallimento del progetto tecnico legato alla SF-1000. Fa molto male, infatti, vedere gli altri team portare continuamente aggiornamenti tecnici un po' su tutte le piste, mentre la scuderia di Maranello se eccettuiamo il fondo portato in Stiria e gli inevitabili adeguamenti tecnici richiesti da circuito a circuito, di fatto ad oggi non ha ancora portato un aggiornamento tecnico degno di tale nome. Vero, fino al 2022 non sarà possibile girare completamente pagina, ma, a questo punto mai come in questo caso servirebbe un'inversione di tendenza in uno scenario che vede la Rossa retrocedere sempre più verso i bassifondi della classifica a lottare con la Williams, senza riuscire a intravedere realmente un barlume di speranza. Quando si chiede pazienza ai tifosi, non bisogna dimenticare che la pazienza non è qualcosa che si può avere a scatola chiusa, ma deve essere quantomeno incentivata.

Scorrendo la classifica, da sottolineare la buona prestazione di George Russell, undicesimo e a un passo da quella zona punti importante per la Williams, che questo weekend (il primo senza la famiglia Williams al timone del team) presentava Simon Roberts come Acting Team Principal.
Gara negativa, infine, per la Haas, che assieme al ritiro di Magnussen nella già citata seconda partenza, deve registrare il dodicesimo posto di Romain Grosjean dovuto sia agli attuali limiti della power unit Ferrari, sia a una monoposto anche oggi apparsa poco competitiva.

In Classifica Piloti per quanto riguarda le primissime posizioni Hamilton aumenta il suo vantaggio salendo a 190 punti, con Bottas secondo con 135 punti, e Verstappen terzo (e fermo per la seconda gara consecutiva) a 110 punti. In quarta posizione sale Norris con 65 punti, seguito da Albon (63), Stroll (57), Ricciardo (53), Leclerc (49), Perez (44) e Gasly (43).

In Classifica Costruttori la Mercedes è in testa con 325 punti, seguita dalla Red Bull con 173 punti. Terza è la McLaren con 106 punti, seguita da Racing Point (92), Renault (83), Ferrari (66), Alpha Tauri (53), Alfa Romeo (4), Haas (1).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 27 Settembre, con il Gp di Russia, con diretta pomeridiana su SKY e differita in chiaro su TV8.