Formula 1

F1, Qualifiche Mugello: Hamilton in pole, Leclerc quinto

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Lewis Hamilton conquista al Mugello la settima pole stagionale (la 95° in carriera) davanti al compagno di squadra Valtteri Bottas e alla Red Bull di Max Verstappen. Quinto Charles Leclerc, autore di una qualifica grintosa e in parte fortunata, solo 14° Sebastian Vettel.

La zampata del campione. Se nelle tre sessioni di prove libere Valtteri Bottas aveva dimostrato di essere perfettamente a suo agio sul circuito del Mugello facendo segnare ripetutamente il miglior tempo in ciascuna sessione, in qualifica (quando conta veramente tirare al massimo) una volta di più si è accesa la stella di Lewis Hamilton, che, con il tempo di 1'15”144, non solo ha ottenuto il record della pista, ma ha conquistato la pole position del Gp di Toscana-Ferrari 1000, nona prova del Mondiale 2020 di Formula 1. Guai, però, a pensare a una passeggiata: mai come sul circuito toscano Hamilton ha davvero tribolato nell'ottenere una prestazione migliore del suo compagno di squadra, come ha confessato lo stesso Lewis al termine delle qualifiche, a conferma del miglior feeling che Bottas era riuscito a trovare con la pista di proprietà della Ferrari, al punto che in molti avevano quasi data per certa la pole del pilota finlandese.
Nessuno, però, aveva fatto i conti con la bandiera gialla esposta dai commissari in seguito al testacoda della Renault di Esteban Ocon all'altezza della Poggio Secco: se Hamilton al momento del testacoda era già transitato in quel tratto di circuito, Bottas è stato il primo a transitare e a vedersi esposta la bandiera gialla, che lo ha costretto a rallentare.

Una pole (la settima stagionale, la 95° in carriera) quindi, conquistata con merito da parte di Hamilton (capace di ottenere subito il miglior tempo nel primo tentativo in Q3), ma agevolata anche da un pizzico di fortuna, che ai grandi campioni non manca mai.

Se quindi, come ormai abitudine nell'arco della stagione, la Mercedes conquista l'intera prima fila con Hamilton davanti a Bottas e allo stato attuale resta la favorita d'obbligo per la gara di domani, guai a pensare a una gara in solitario: come già visto in altre circostanze, l'unico che può veramente impensierire le Frecce d'Argento è Max Verstappen, a bordo della sua Red Bull, terzo e staccato di 365 millesimi dalla vetta. Un distacco forse troppo pesante per quanto visto nelle libere (con Verstappen distanziato di pochissimi millesimi dalla W11 di Bottas), ma che in gara dovrebbe essere molto minore, visto e considerato che nelle simulazioni passo gara viste in FP2 il giovane talento olandese era sui tempi di Hamilton. Importante per Verstappen sarà la partenza, con la possibilità di sfruttare il lungo rettilineo che porta le monoposto alla curva 1, la San Donato: se il giovane Max riuscirà in quella fase a superare un Bottas apparso non sempre efficace al via e a impedire ad Hamilton di scappare, ecco allora che sarebbe proprio lui uno dei possibili candidati per la vittoria, forte di una RB16 apparsa molto convincente al Mugello, come peraltro dimostra il quarto posto in griglia di Alexander Albon, che, seppur staccato di 445 millesimi dal compagno di squadra olandese, ha dimostrato oggi nel momento più duro della sua avventura in Red Bull e con molta pressione sulle spalle (a maggior ragione dopo la vittoria di Gasly a Monza) di poter comunque portare a casa un buon risultato. Solo la gara ci aiuterà a capire se il pilota anglo-thailandese può riuscire o meno a stare su un passo similare o leggermente inferiore (2-3 decimi, come richiesto da Helmut Marko) rispetto al suo compagno di squadra Max Verstappen.

In quinta posizione in griglia, troviamo la prima delle due Ferrari (che questo fine settimana al Mugello stanno indossando una livrea celebrativa in occasione dei 1000 Gp della scuderia di Maranello nella massima serie motoristica con un tonalità di rosso identica a quella della prima monoposto Ferrari in Formula 1, la 125, che, al debutto il 25 Maggio 1950 lungo le stradine anguste di Montecarlo, consentirà ad Alberto Ascari di conquistare il secondo posto finale) con Charles Leclerc. Il pilota monegasco ha compiuto un vero e proprio miracolo, con una monoposto che su un layout diverso di pista rispetto a Spa o a Monza, mostra un buon bilanciamento complessivo, ma anche tutti i limiti di cui abbiamo già parlato nelle settimane precedenti. Un miracolo, quello di Charles, agevolato anche dalla bandiera gialla esposta in occasione del testacoda della Renault di Esteban Ocon, che non ha consentito a coloro che seguivano di migliorare la propria prestazione cronometrica. Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci (nonché i piloti dotati di grande talento), è altrettanto vero che domani in gara sarà a dir poco basilare contare sul Leclerc delle migliori occasioni per poter portare a casa dei punti preziosissimi in Classifica Costruttori, sperando in un passo gara migliore di quello evidenziato nella FP2 di venerdì.

Per un Leclerc che cerca sempre di ottimizzare al massimo le proprie prestazioni (comportamento della monoposto permettendo), anche al Mugello dobbiamo registrare un Sebastian Vettel abbastanza staccato dal proprio compagno di squadra (nell'ordine dei cinque decimi circa), come dimostra il 14° posto in griglia e la conseguente eliminazione in Q2.
Difficile giustificare una tale differenza di prestazione tra Vettel e Leclerc: se può incidere lo stile di guida, o se può dipendere dalla mancanza di motivazione da parte del campione di Heppenheim (che giusto nei giorni scorsi ha ufficializzato che a partire dalla prossima stagione vestirà i colori dell'Aston Martin, l'attuale Racing Point). Fatto sta che per la settima volta su nove gare Leclerc partirà meglio di lui in qualifica. L'auspicio è che Sebastian possa far meglio in gara, ma la sensazione che emerge gara dopo gara è di un Vettel (fuori di fatto dalla squadra fin da inizio campionato, vista la decisione Ferrari di non riconfermarlo) non per niente a suo agio con la SF-1000, che cerca nei limiti del possibile di portare a termine la stagione, in attesa di poter poi salire su quella monoposto che assomiglia non poco alla Mercedes (a maggior ragione dopo l'introduzione al Mugello del nuovo pacchetto aerodinamico che vede una Racing Point con fiancate molto simili alla Mercedes W11 di questa stagione, al pari delle prese d'aria dei freni).

In sesta e settima posizione troviamo proprio le due Racing Point: se al termine delle qualifiche Sergio Perez (che a fine stagione saluterà il team di Lawrence Stroll per far spazio a Sebastian Vettel) è davanti al compagno di squadra Lance Stroll (sopra raffigurato), domani in griglia sarà invece il giovane pilota canadese (autore di una buona qualifica) a partire davanti al messicano.

Il motivo è da ricercare nel contatto che Perez sul finire della FP2 ha avuto con l'Alfa Romeo di Kimi Raikkonen ignorando le bandiere blu esposte all'indirizzo della Racing Point numero 11, e che i commissari hanno sanzionato con una posizione di penalità da scontare in griglia. Un indizio, questo, del nervosismo del pilota messicano, che, certo di un contratto valido per altre due stagioni, è stato gentilmente messo alla porta dalla scuderia inglese. Nella sua lettera destinata ai tifosi, Sergio ha raccontato di non avere in questo momento nessun piano B, ma è noto l'interesse di Alfa Romeo e Haas nei suoi confronti.

In ottava e decima posizione troviamo le Renault guidate rispettivamente da Daniel Ricciardo e da Esteban Ocon. Un passo indietro apparentemente rispetto alle ultime gare di Spa e Monza, determinato però dall'errore finale del giovane pilota francese alla Poggio Secco che non solo non ha permesso a Ricciardo di poter migliorare la propria prestazione, ma che ha finito con il penalizzare altri piloti (Bottas in primis), impossibilitati a migliorare i propri tempi in una fase in cui peraltro anche il vento aveva cambiato direzione, soffiando in direzione contraria sul rettilineo del traguardo.

Alla base dell'errore di Ocon, pèrò, non sta il cambio di direzione del vento, quanto la discutibile scelta (avendo un solo set di gomme morbide nuovo a disposizione) di non effettuare un primo run in Q3 (magari con gomme usate) a favore dell'unico run con gomme nuove. Su una pista molto tecnica come quella del Mugello quel mancato tentativo ha messo Ocon nelle condizioni di sbagliare e di andare in testacoda, avendo perso la concentrazione che anche un giro con gomme usate consente comunque di mantenere.

Chi invece ha dimostrato di non sapersi trovare piuttosto bene sulla pista toscana è stata la McLaren, nona con Sainz e undicesima con Norris, il quale dopo l'incidente occorso alla Poggio Secco nel corso della FP2 di ieri è sembrato quasi non esser riuscito a ritrovare la fiducia nei confronti della pista, dopo una FP1 che lo aveva visto chiudere in ottava posizione.

Scorrendo la classifica, da registrare il tredicesimo posto di Kimi Raikkonen che sulla pista che circa vent'anni fa lo vide effettuare i primi test per correre in Formula 1 a bordo della Sauber (con lo pseudonimo di Eskimo) regala all'Alfa Romeo una prestazione decisamente migliore rispetto alle ultime gare.
Clamorosa, infine, se vogliamo, l'eliminazione in Q1 da parte di Pierre Gasly, con la sua Alpha Tauri solamente 16° (con il compagno di squadra Daniil Kvyat 12°). Un risultato a dir poco inaspettato, visto e considerato che nel corso delle libere il pilota francese aveva molto ben impressionato, posizionandosi quasi sempre all'interno della top 10, e generato a suo dire da alcune modifiche fatte prima della qualifica che avrebbero peggiorato drasticamente il comportamento della monoposto. L'auspicio è che in ottica gara, Gasly si possa riprendere, in modo da poterci regalare un'altra grande gara su una pista dove a fare la differenza è il talento dei campioni. Un talento come quello del giovane Pierre.