Formula 1

F1 Monza: Sainz e un'inaspettata seconda fila

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Il futuro pilota della Ferrari Carlos Sainz Jr conquista a sorpresa con la McLaren la terza posizione in qualifica a Monza al termine di una sessione che ha dimostrato nonostante l'abolizione del party mode l'assoluta superiorità della Mercedes, che conquista l'intera prima fila con Lewis Hamilton (pole e record della pista) e Valtteri Bottas. Fuori dalla top 10 la Ferrari con Leclerc 13° e Vettel 17°: mai così male nella storia del Gp d'Italia!

Un risultato assolutamente inaspettato alla vigilia. Dietro alle Mercedes di Lewis Hamilton e di Valtteri Bottas sbuca a sorpresa staccata otto decimi dal team campione del mondo la McLaren-Renault del futuro pilota della Ferrari Carlos Sainz Jr, capace di precedere per soli 25 millesimi la Racing Point di Sergio Perez e di un decimo esatto la Red Bull di Max Verstappen. Già nel corso delle libere si erano notate le buone performance della monoposto del team di Woking, ma nessuno si sarebbe mai immaginato un risultato del genere in qualifica, dove veniva data per favorita nella lotta per il terzo posto la Red Bull di Verstappen, seguita dalle Renault del duo Ricciardo-Ocon, e solo a quel punto dalla McLaren. A maggior ragione dopo l'errore commesso nel corso dell'ultimo tentativo dallo stesso Sainz che nel primo settore all'altezza della Lesmo 1 stava letteralmente perdendo la monoposto. Una situazione che avrebbe potuto condizionare facilmente i due settori rimanenti. Invece è stato proprio in quel frangente che il pilota spagnolo ha stretto i denti e ha letteralmente fatto la differenza cercando di riparare all'errore fatto in precedenza dando tutto quello che poteva sia nel secondo settore, che nel terzo, spingendo al massimo sia all'altezza della Variante Ascari che alla Parabolica, trasformando così un giro apparentemente da buttar via in un risultato davvero importante per la McLaren (che torna così in seconda fila dopo i due terzi posti in griglia di Lando Norris nella gara inaugurale in Austria, e dello stesso Sainz in Stiria), ma anche per se stesso, in una stagione che sopratutto nelle ultime gare gli ha riservato meno soddisfazioni di quelle che avrebbe meritato. A dimostrazione che dietro alle Mercedes anche una minima sbavatura può fare la differenza, basti pensare che pur girando 125 millesimi più lento di Sainz, la seconda McLaren guidata da Lando Norris si è qualificata solamente in sesta posizione.

Se è vero che sul passo gara la Red Bull dovrebbe essere superiore al team di Woking (nella FP2 Verstappen eguagliava il passo gara di Hamilton), non è da escludere che Sainz farà di tutto per portare la sua squadra sul podio a Monza (dove manca dal 2012, anno dell'ultima vittoria della McLaren sul circuito brianzolo targata Lewis Hamilton).

Exploit di Sainz a parte, le qualifiche del Gp d'Italia hanno una volta di più messo in evidenza la grande superiorità tecnica della Mercedes, che, seppur privata del party mode, ha dimostrato di essere nettamente la più veloce, conquistando l'intera prima fila senza dover usufruire della benchè minima scia.

A riprova sono i numeri, assolutamente impietosi, con Hamilton che conquista la sua 94° pole in carriera (la sesta su otto gare fin qui disputate) facendo segnare addirittura il record della pista (1'18”887 alla media di 264.362 Km/h) battendo di soli 69 millesimi il compagno di squadra Valtteri Bottas, apparso molto più competitivo che in Belgio. Non è stata una sfida semplice per l'esacampione del mondo, il quale ha dovuto estrarre il massimo dalla sua W11 per poter star davanti al pilota finlandese, più veloce di lui sia nella FP1 di ieri mattina, che nella FP3 odierna. Un duello, quello con Bottas, che quasi sicuramente si rinnoverà anche domani in gara, con l'auspicio che rispetto alle precedenti occasioni il finlandese possa essere più deciso anche in occasione del via, e sopratutto abbia maggiori possibilità di giocarsi la vittoria con Hamilton nel corso del Gran Premio.

Da registrare lo scarso distacco (482 millesimi) presente tra la terza e la decima posizione in griglia, a conferma del grande equilibrio esistente subito dietro alla Mercedes dove pochi millesimi o un decimo possono fare la differenza nel bene o nel male. Detto del terzo posto di Sainz, in quarta posizione troviamo la Racing Point di Sergio Perez, autore tutto sommato di una buona qualifica dopo le libere non particolarmente esaltanti, come peraltro dimostra l'ottava posizione in griglia del compagno di squadra Lance Stroll. Una Racing Point apparsa nelle ultime gare in flessione rispetto all'inizio della stagione, chiamata a dare un segnale di risveglio su una pista dove grazie alla potenza del motore Mercedes dovrebbe andare sulla carta piuttosto bene.

Chi invece a sorpresa sembra accusare maggiore difficoltà è stata proprio la squadra che si è spesa non poco per l'abolizione del party mode, e cioè la Red Bull. Se alla vigilia della gara Helmut Marko auspicava un deciso riavvicinamento della scuderia di Milton Keynes alla Mercedes nell'ordine dei due-tre decimi, nella realtà dei fatti la Honda sembra aver pagato non poco l'abolizione del party mode, con la RB15 che fin dalle prove libere ha sofferto molto lungo il circuito brianzolo, con Verstappen (autore di un incidente nel corso della prima sessione di libere dove aveva danneggiato l'ala anteriore all'entrata della Variante Ascari) che di fatto non è mai riuscito a tirare al massimo su una pista che richiede pochissimo carico e molta potenza di motore, con un quinto tempo sul giro secco che rappresenta il miglior risultato ottenibile oggi dalla Red Bull, e con Albon (autore di una qualifica che lo ha visto salvarsi in Q1 e Q2 sul filo del rasoio) nono. Meglio dovrebbe andare in gara, con Verstappen che ieri nel corso della simulazione passo gara effettuata in FP2 girava sui tempi di Hamilton.

Un po' sottotono nel corso del pomeriggio è apparsa la Renault, con Daniel Ricciardo solo settimo ed Esteban Ocon dodicesimo. Un vero e proprio peccato, perchè nel corso della FP3 Ricciardo era arrivato addirittura fino al terzo tempo, prima di venir fermato sul finire della sessione da un problema alla pompa del carburante, riparata in extremis dai tecnici della scuderia francese. Da capire se sul passo gara il team guidato da Cyril Abiteboul avrà maggiori possibilità di risalire la china, o se sarà destinato a una gara di secondo piano.

Scorrendo la classifica, in decima e undicesima posizione troviamo le due Alpha Tauri di Pierre Gasly e di Daniil Kvyat, autrici ieri di due buone sessioni di libere che le avevano viste tra la quarta e la settima posizione, salvo poi scendere oggi di prestazione motoristica. Effetti di un calo di potenza della power unit Honda per via della mappatura unica richiesta tra qualifica e gara?

Solamente in 13° e in 17° posizione troviamo le due Ferrari di Charles Leclerc e di Sebastian Vettel, autrici del peggior risultato in qualifica della Rossa nella storia del Gp d'Italia (prima di oggi, infatti, il peggior risultato da quando i team sono rappresentati da due vetture era rappresentato dal 12° posto in griglia di Rodriguez e dal 15° di Brambilla conseguito nel 1969. Bisogna poi aggiungere che l'ultima volta che la Ferrari aveva mancato nelle qualifiche del Gp d'Italia la top 10 era stata nel 1984, con Alboreto 11° e Arnoux 14°).
Se nel caso di Vettel la squadra ha sicuramente sbagliato a mandare in pista il quattro volte campione del mondo all'ultimissimo momento impedendogli di evitare l'ingorgo generato dalla quasi totalità delle vetture, desiderose di avere delle scie, nel caso di Leclerc bisogna dare atto al pilota monegasco di aver fatto un giro estremamente pulito. Il problema, purtroppo, è legato a una monoposto, la SF-1000, che, come già emerso in Belgio, non solo soffre di carenza di potenza da parte del motore (circa 40-50 cavalli per via del famoso accordo segreto di inizio stagione con la Federazione), ma anche di profonde lacune sul fronte telaistico, che non consentono ai piloti di estrarre il massimo dalla propria monoposto.

Il risultato (a maggior ragione su circuiti come Spa e Monza dove la velocità e la potenza del motore sono a dir poco basilari) sono quindi delle prestazioni che non sono assolutamente degne della storia della Ferrari e che purtroppo mortificano il valore di due piloti come Vettel e Leclerc a cui non può e non deve essere assolutamente imputato nulla, e che cercano (anche correndo dei rischi) di dare sempre il massimo. Se sul passo gara è inutile illudersi alla luce di quanto visto ieri in FP 2 (con Vettel e Leclerc andati all'altezza delle due curve di Lesmo l'uno in testacoda e l'altro fuoripista per cercare di tenere in pista la propria monoposto, a dir poco inguidabile), l'auspicio è che nelle prossime gare e con altri layout di pista la Rossa possa in qualche modo riuscire a limitare maggiormente i danni di una profonda crisi tecnica assai evidente, che richiederà sicuramente tempo prima di essere del tutto superata.