Formula 1

F1 Spagna: Hamilton mattatore a Barcellona

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Il sei volte campione del mondo della Mercedes domina il Gp di Spagna, sesta prova del Mondiale 2020 di Formula 1, davanti alla Red Bull di Max Verstappen e alla seconda Mercedes guidata da Valtteri Bottas. Ferrari deludente con Vettel 7° (ed autore di una gara generosa, premiata dagli appassionati con il Driver Of The Day) e Leclerc ritirato per problemi elettrici.

Una vittoria netta, mai messa in discussione. Lewis Hamilton eguaglia il record di quattro successi consecutivi a Barcellona realizzato da Michael Schumacher con la Ferrari nel quadriennio 2001-2004 e si porta a sole tre lunghezze dal record di vittorie assolute in Formula 1 (91) realizzato dal campione di Kerpen, a cui strappa però già da oggi il record relativo al numero dei podi conquistati (156 contro i 155 di Schumi).

Una gara, quella odierna, che Hamilton di fatto ha vinto in partenza, scappando via sia dal compagno di squadra Valtteri Bottas, sia dalla Red Bull di Verstappen, dando un ritmo impossibile da sostenere per gli altri, e sopratutto restituendo con gli interessi al giovane pilota olandese una lezione sulla gestione delle gomme impensabile alla vigilia. Se nel corso del Gp del 70° Anniversario corso la scorsa settimana a Silverstone la Red Bull con Verstappen aveva fortemente impressionato per la sua gentilezza con le gomme mentre Mercedes aveva evidenziato sulle mescole C2-C3-C4 portate da Pirelli non solo del blistering ma anche del graining, a Barcellona con temperature decisamente più alte è accaduto l'esatto contrario, con Verstappen in evidente difficoltà con le gomme morbide, mentre Hamilton ha dimostrato una gestione delle gomme a dir poco esemplare, andando piano nelle prime tornate quando bisognava risparmiare le mescole morbide, e spingendo sull'acceleratore, quando bisognava ampliare il gap sulla Red Bull. Una vera dimostrazione di forza che dopo sei gare indirizza non poco la lotta per il titolo iridato.

Al contempo, però, non si può non evidenziare la gara generosa di Verstappen (costretto ad affrontare gli ultimi 26 Giri con un calo di potenza della power unit Honda), che, pur non riuscendo ad emulare i tempi di Hamilton, di fatto è riuscito a tenere in piedi da solo la Red Bull, se consideriamo anche l'ottavo posto finale del compagno di squadra Alexander Albon, autore di una gara regolare complicata però dalla scelta della scuderia di Milton Keynes di testare su di lui la mescola Hard prima di montarla sulla monoposto di Verstappen. Un compound, quello più duro portato da Pirelli, che in gara non ha del tutto convinto, e che ha costretto la squadra austriaca a richiamare il pilota anglo-thailandese nel corso del 41°Giro per montare gomme medie.

Chi può essere considerato come lo sconfitto numero uno di questa gara è senza ombra di dubbio Valtteri Bottas: se in qualifica il finlandese era riuscito a limitare a 59 millesimi il gap sul giro secco da Lewis Hamilton, in gara con una macchina identica a quella del sei volte campione inglese Valtteri è sparito tanto per cominciare al via, facendosi superare sia da Verstappen che dalla Racing Point di Lance Stroll (poi risuperato), e poco importa fare nel finale il giro record (1'18”183) se poi nel corso della gara non è stato in grado di girare continuamente sui tempi del compagno di squadra.

Hamilton, Verstappen e Bottas sono stati gli unici piloti a concludere il Gp di Spagna a pieni giri. Il primo pilota doppiato in virtù del quarto posto finale è Lance Stroll su Racing Point che ha preceduto sul traguardo il rientrante compagno di squadra Sergio Perez (quinto), autore di una gara assolutamente valida e caratterizzata da una sola sosta ai box, rovinata purtroppo con una penalità di cinque secondi che lo hanno privato del quarto posto finale a beneficio del compagno di squadra per aver ignorato le bandiere blu in occasione del doppiaggio di Hamilton.

Positiva anche la gara di Carlos Sainz Jr, che conquista sul circuito di casa dei punti preziosissimi per la McLaren. Già in passato il pilota spagnolo si era sempre molto ben comportato al Montmelò, e anche nel corso della gara odierna ha dimostrato tutto il suo potenziale, superando negli ultimi giri il pilota che il prossimo anno gli cederà il posto in Ferrari, Sebastian Vettel.

Un capitolo a parte lo merita senza ombra di dubbio il weekend della Rossa e dei suoi piloti. Che Montmelò potesse essere una pista non facile per la Ferrari era lecito immaginarlo, ma che addirittura un settimo posto (frutto di una gara estremamente generosa da parte di Sebastian Vettel, premiata dagli appassionati di tutto il mondo con il Driver Of The Day) con tanto di doppiaggio effettuato da Lewis Hamilton potesse essere il frutto massimo da raccogliere sul circuito catalano, in pochi se le sarebbero immaginato.
Se il Montmelò è da sempre riconosciuto come il circuito adatto per testare la competitività o meno di una monoposto (per via delle caratteristiche differenti dei tre settori), la fotografia che emerge è quella di un progetto tecnico fallimentare rappresentato dalla SF-1000, e di un muretto al cui interno sembra esserci parecchia confusione. Significative le dichiarazioni a fine gara di Charles Leclerc (costretto al ritiro da un problema elettrico nel corso del 38° Giro) che ha esplicitamente dichiarato che il problema che affligge la SF-1000 non riguarda il motore o l'aerodinamica, ma il pacchetto generale, amplificato da una pista come quella catalana.

Una considerazione, questa, ben visibile in gara, ma anche e sopratutto nel giro del pilota monegasco in qualifica, con il secondo e mezzo di distacco rimediato dalla Mercedes suddiviso quasi equamente tra i tre settori (quattro decimi nel primo settore, cinque nel secondo e sei nel terzo) che dimostra che non c'è un'area particolarmente carente nella SF-1000, ma è tutto il progetto a presentare delle criticità. In una situazione come questa, e con aggiornamenti troppo esigui, tocca quindi ai piloti provare a mettere una pezza, pur soffrendo: è successo in Austria (secondo posto) e nelle due gare di Silverstone (terzo e quarto posto) con Leclerc, è successo in Ungheria (quinto posto) e oggi in Spagna (settimo posto) con Vettel.

Se in Ungheria il quattro volte campione del mondo aveva deciso di passare dalle gomme intermedie alle gomme medie (scelta rivelatasi vincente con il quinto posto finale) modificando la strategia del muretto Ferrari rivelatasi fallimentare con Leclerc (classificatosi fuori dalla zona punti), in Spagna si è vista ancora una volta come sopra detto la confusione serpeggiare al muretto Ferrari, con Vettel che chiede al team intorno al 50° Giro se deve effettuare o meno la seconda sosta senza ricevere alcuna risposta, salvo poi tre giri dopo (quando il campione tedesco ha tirato al massimo con le gomme morbide facendo tre tornate a livello di qualifica), la squadra chiedere a Sebastian se con quello stesso set di gomme morbide (montato nel corso del 30° Giro, come si può vedere dalla foto sottostante) vuole andare fino in fondo.

Il pilota tedesco decide di restare fuori perchè tanto non ha nulla da perdere, e così inizia per lui una gara diversa da quella svolta finora. Se nella prima parte della corsa la gara di Vettel è piuttosto anonima, con il ritiro di Leclerc e la scelta di non effettuare la seconda sosta, assistiamo quasi a un moto d'orgoglio da parte di Sebastian, il quale pur con gomme morbide quasi finite (al punto da venir superato sia da Stroll, che da Sainz) riesce con grande generosità a portare la sua Rossa al traguardo conquistando il settimo posto, e diventando così il secondo pilota nella storia del Circus a superare i 3000 punti dopo Lewis Hamilton.

La prova, se vogliamo, di un Vettel ancora vivo, e capace di saper regalare tuttora delle grandi emozioni al mondo della Formula 1.

Scorrendo la classifica, dietro alla Red Bull di Alexander Albon troviamo l'Alpha Tauri di Pierre Gasly (autore di un'altra gara piuttosto valida) e la McLaren di Lando Norris.
Fuori dalla top ten troviamo la Renault, con Daniel Ricciardo 11° ed Esteban Ocon 13°: una vera delusione, visto il buon passo gara emerso nella simulazione effettuata nel corso della FP2, che dimostra una volta di più come a Barcellona sia importante la qualifica, visto poi che in gara non è facile sorpassare.

In Classifica Piloti per quanto riguarda le primissime posizioni Hamilton rafforza la leadership in testa alla classifica con 132 punti, seguito da Verstappen con 95 punti, e da Bottas con 89 punti. Leclerc nonostante il ritiro odierno mantiene la quarta posizione con 45 punti, seguito da Stroll e Albon (40), Norris (39), Perez (32), Sainz (23) e Ricciardo (20).

In Classifica Costruttori la Mercedes è in testa con 221 punti, seguita dalla Red Bull con 135 punti. Torna in terza posizione la Racing Point (63), seguita da McLaren (62) e Ferrari (61). Più staccate troviamo Renault (36), Alpha Tauri (16), Alfa Romeo (2), Haas (1).

La Formula 1 si prende una settimana di pausa, per poi riprendere con il terzo trittico di gare. Appuntamento, quindi, Domenica 30 Agosto sul circuito di Spa-Francorschamps con il Gp del Belgio (diretta pomeridiana su SKY, e differita in chiaro su TV8), prima della doppia tappa italiana, che vedrà Domenica 6 Settembre il Gp d'Italia a Monza, e Domenica 13 Settembre al Mugello il Gp Toscana-Ferrari 1000 (entrambe in diretta sia su SKY, che in chiaro su TV8), con quest'ultima tappa che celebrerà le 1000 gare della scuderia di Maranello in Formula 1.