Formula 1

La Formula 1 e il caso Racing Point

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Dopo la sentenza della Federazione (multa di 400.000 Euro e penalizzazione di 15 punti nel Campionato Costruttori per il Gp di Stiria e reprimenda per il Gp di Ungheria e la doppia gara di Silverstone nei confronti della Racing Point) che ha spinto il team di Lawrence Stroll (convinto della propria innocenza) e il duo Ferrari-Renault (che chiedono una pena più severa) a presentare appello, ricostruiamo il caso più intricato dell'estate in Formula 1.

Un caso intricato, in cui tecnica e politica sportiva si miscelano all'unisono. Non accennano a placarsi le polemiche intorno alla Racing Point, a maggior ragione dopo la sentenza emessa dalla Federazione nei giorni scorsi che se da una parte ha punito la scuderia di Lawrence Stroll con una sanzione di 400.000 Euro e con 15 punti di penalità da scontare nella Classifica Costruttori per il Gp di Stiria (a cui vanno aggiunte le reprimende per il Gp d'Ungheria e la doppia gara di Silverstone) per aver utilizzato sulla RP20 una presa d'aria posteriore dei freni identica a quella usata la scorsa stagione dalla Mercedes W10, dall'altra autorizza la stessa Racing Point a continuare ad utilizzare il suddetto componente, in quanto anche qualora ne fosse stato abolito l'uso, il team avrebbe di fatto ricostruito una presa d'aria identica a quella Mercedes, avendone ormai acquisito il know-how tecnico.

Una sentenza considerata dai più a dir poco pilatesca, che ha spinto Ferrari e Renault da una parte e la Racing Point dall'altra a presentare appello. Se Ferrari e Renault sono infatti convinte che la punizione inferta a Racing Point sia stata troppo leggera rispetto all'irregolarità commessa chiedendo anche il coinvolgimento di Mercedes (che alla stessa Racing Point ha fornito progetti e la stessa componente), il team di Lawrence Stroll sostiene di aver rispettato il Regolamento, e non è intenzionato a veder macchiato il proprio nome con questa presunta irregolarità.

I PRIMI SOSPETTI E LA PROTESTA DELLA RENAULT IN STIRIA.

Una monoposto destinata fin da subito a far parlare di se. Già nei test precampionato di Barcellona, infatti, la RP20 aveva suscitato numerose critiche da parte delle altre squadre per via dell'eccessiva somiglianza con la Mercedes W10 della passata stagione, suffragata poi dalle pregevoli prestazioni in pista ottenute dai piloti ufficiali, Sergio Perez e Lance Stroll.
Sebbene nessuna squadra abbia presentato una protesta ufficiale, dietro le quinte non sono mancate delle lamentele all'indirizzo della Federazione, al punto che la stessa FIA (come rivelato nelle scorse settimane dal Responsabile del Dipartimento Tecnico, Nicholas Tombazis) in prossimità dell'inizio del Mondiale si è recata nella sede della Racing Point per fare alcune verifiche sulla monoposto. Da questi controlli pur rilevando una certa somiglianza rispetto alla Mercedes W10 non sono emerse irregolarità significative, che avrebbero comportato sanzioni molto pesanti sia per Mercedes che per Racing Point.
Solo una componente nel corso dell'indagine FIA non viene attentamente controllata, e sarà proprio questo elemento alla base del reclamo Renault al termine del Gp della Stiria: le prese d'aria dei freni, inserite da quest'anno nelle Listed Parts (le parti, cioè, che ogni squadra deve realizzare autonomamente, al pari di cellula di sicurezza, la carrozzeria (ad eccezione di airbox e scarichi), la struttura dell'impatto frontale, e quella del rollbar).

Dopo che nel Gp inaugurale in Austria nessuna squadra presenta un reclamo ufficiale nei confronti della Racing Point, è in Stiria che la Renault decide di aprire le danze con una protesta ufficiale nei confronti della RP20. Nella protesta, però, non viene contestata la regolarità dell'intera monoposto, quanto quella delle prese dei freni, che non rispetterebbero gli articoli 2.1, 3.2, e per quanto riguarda l'Appendice 6 i paragrafi 1,2 (a) e 2 (c) del Regolamento Sportivo 2020. Articoli che disciplinano le componenti (ovvero le suddette Listed Parts) che ogni squadra deve realizzare in piena autonomia e su cui sussiste il diritto di proprietà intellettuale. La Direzione Gara ritiene fondata la protesta della Renault ed autorizza il Rappresentante dell'Ufficio Tecnico FIA a sequestrare le prese d'aria dei freni anteriori e posteriori dalla Racing Point di Perez e di Stroll per un esame, invitando la Mercedes a fornire gli stessi elementi utilizzati sulla W10 della passata stagione presumibilmente per una comparazione.

Valendo la Protesta solamente per il Gp disputato, la Renault presenterà la propria protesta per ben tre gare (Stiria, Ungheria e Gp Gran Bretagna), in attesa che Venerdì 7 Agosto la Federazione emetta la propria sentenza. Al fianco della Renault dopo il Gp di Gran Bretagna comincia a schierarsi anche la Ferrari, che (in accordo con McLaren) invia alla Federazione una lettera in cui chiede un chiarimento sul fatto che la modalità di reverse-engineering messa a punto da Racing Point sulla sua RP20 partendo dalla Mercedes W10 del 2019 sia stata ritenuta un progetto, concludendo che il progetto Racing Point è decisamente quello di un auto cliente, e che qualora dovessero venir permesse le auto clienti, allora il Patto della Concordia dovrebbe essere rivisto.

L'ACCUSA DI RENAULT E LA DIFESA DI RACING POINT.

Venerdì 7 Agosto, dunque, la Federazione emette la propria sentenza in merito al caso Racing Point, ricostruendo in ben 14 pagine tutti gli elementi emersi al momento.
Dalla lettura del documento apprendiamo in primis la presa di posizione della Renault, che, come sopra scritto, accusa Racing Point di usare delle prese d'aria dei freni pressochè identiche a quella della Mercedes W10 della passata stagione, sostenendo che il team di Lawrence Stroll abbia ricevuto da Mercedes progetti o informazioni sulle proprie prese d'aria. Poco importa la data di ricezione, perchè sulle monoposto 2020 sarebbero dovute essere autonomamente progettate dalla singola squadra. Per avvalorare questa tesi, Renault sostiene che le prese d'aria anteriori della RP20 sono appena distinguibili da quelle Mercedes, essendo evidente dal livello di dettaglio delle geometrie aerodinamiche esterne ed interne replicate che non sarebbe stato possibile ottenere queste dalle fotografie.
Per quanto riguarda le prese d'aria dei freni posteriori, Renault non riesce a distinguere eventuali somiglianze con quelle montate sulla Mercedes W10. Indipendentemente da questo aspetto resta il fatto che Racing Point ha ricevuto informazioni da Mercedes sulle prese dei freni, e quindi viola il Regolamento Sportivo.

La Racing Point ha risposto alle accuse Renault rimarcando che il Regolamento Sportivo nel paragrafo 1 dell'Appendice 6 non contiene alcuna definizione del termine progettazione, e quali siano i passaggi per realizzare un progetto conforme al Regolamento; che l'approccio di Racing Point non è quello di concentrarsi su una visione prettamente aerodinamica, ma di considerare una componente in tutti i suoi aspetti; che oggi in F1 il reverse engineering è un punto di partenza che consente di ottenere il massimo guadagno partendo da progetti simili; che pur avendo effettivamente ricevuto delle prese dei freni della Mercedes W10 dal team campione del mondo Racing Point non le ha mai usate nel 2020; che l'attuale Regolamento Sportivo prendeva validità solo e unicamente a partire dal 2 Luglio 2020. Affermazione, questa, smentita dalla Federazione, che ha ricordato al team guidato da Lawrence Stroll che l'attuale Regolamento Sportivo è entrato in vigore dal 1° Gennaio 2020.

L'analisi delle prese dei freni da parte della Federazione ha consentito di scoprire che la presa d'aria anteriore risultava diversa rispetto a quella della W10, perchè lo scorso anno il componente era stato leggermente modificato per poter essere adattato alla RP19. Per quanto riguarda la RP20, per via dell'inserimento dei nuovi portamozzi, le prese d'aria sono state ulteriormente modificate in maniera autonoma da Racing Point, per cui non possono essere paragonate a quelle della Mercedes W10.

Per quanto riguarda, invece, le prese d'aria dei freni posteriori, mentre nel 2019 la Racing Point ha inserito sulla sua monoposto delle prese d'aria differenti rispetto alla Mercedes W10, per il 2020 è stato invece deciso di replicare sulla RP20 le prese d'aria posteriori della W10 (come peraltro si può vedere in questo tweet del giornalista di Auto Motor und Sport, Tobias Grüner). Pertanto,le prese d'aria posteriori dei freni possono essere considerate progettate da Mercedes e non da Racing Point.

Essendo la forma del condotto dei freni conforme al Regolamento tecnico, l'irregolarità commessa da Racing Point viene considerata sanzionabile in base al Regolamento Sportivo, con la Federazione che ha comminato una sanzione di 400.000 Euro, una penalità di 15 punti dalla Classifica Costruttori per il Gp della Stiria, e ha stabilito di procedere ad una reprimenda per le gare successive, autorizzando però Racing Point a continuare ad utilizzare la presa d'aria incriminata, perchè anche nel caso in cui ne venisse proibito l'uso, Racing Point avendo acquisito il know-how della presa Mercedes, sarebbe in grado di ricostruirne una identica.

I RICORSI DI FERRARI, RENAULT E RACING POINT.

Fin da subito, come spiegato all'inizio, questa sentenza non ha mancato di dividere il Circus. Se Mercedes fin da subito non ha esitato a prendere le difese della Racing Point consigliandole di ricorrere nei confronti della sentenza FIA dichiarando che ha ottime chance di vincere in appello, una coalizione composta da Ferrari, Renault, McLaren e Williams Sabato 8 Agosto aveva annunciato l'intenzione di presentare appello nei confronti di una sentenza a loro dire troppo morbida. Con il passare dei giorni, però, questa coalizione si è andata progressivamente a ridurre con Williams e McLaren costrette a fare un passo indietro per evitare ripercussioni nel rapporto con Mercedes (fornitrice della power unit per il team di Grove (e dal prossimo anno anche per il team di Woking)).

Ferrari e Renault, invece, hanno confermato la volontà di fare appello nei confronti della sentenza emessa dalla Federazione: c'è chi con questo gesto ha voluto vedere la volontà di coinvolgere nel caso la Mercedes, che non ha esitato a mettere a disposizione della Racing Point i progetti della presa d'aria dei freni, ma anche un set delle prese della W10 arrivato il 6 Gennaio 2020. Sei giorni dopo che le prese d'aria erano diventate per il Regolamento Sportivo delle Listed Parts.

Anche se Red Bull ha deciso di mantenere una posizione neutrale da spettatrice interessata (per capire quali parti in futuro potrà mettere a disposizione del team satellite Alpha Tauri), il Team Principal Chris Horner auspica che la FIA chiarisca la posizione della Mercedes, perchè se c'è una squadra (Racing Point) colpevole di aver ricevuto i pezzi, c'è anche una squadra (Mercedes) che questi pezzi li ha forniti. Un concetto simile a quello espresso nei giorni scorsi dal Team Principal Ferrari Mattia Binotto “C'è una violazione del Regolamento: è come copiare un compito, c'è chi lo copia, e c'è chi lo passa, e su questo non c'è nulla da aggiungere”.
Ancora più dura la dichiarazione rilasciata nelle scorse ore dal Team Principal Renault Cyril Abiteboul, secondo cui alla luce della accertata violazione del Regolamento Racing Point dovrebbe perdere i punti in Classifica Costruttori accumulati nelle gare in cui ha utilizzato il componente contestato.

La parola spetta ora alla Corte D'Appello FIA a Parigi, che dovrà fissare un'udienza in cui verrà riesaminato tutto il caso Racing Point, con l'auspicio che a vincere sia lo sport e il rispetto del Regolamento. Quello che squadre ed appassionati auspicano di vero cuore.