Formula 1

F1 Ungheria: Hamilton e la novantesima pole in carriera

© Getty Images

Il sei volte campione del mondo della Mercedes fa sua anche la pole position del Gp d'Ungheria (terza prova del Mondiale 2020) davanti alla W11 gemella di Valtteri Bottas e alle Racing Point di Lance Stroll e di Sergio Perez. In ripresa la Ferrari, con Vettel quinto e Leclerc sesto, in difficoltà la Red Bull.

L'ennesima scommessa vinta da parte di un campione, capace tre anni fa in Belgio di superare il record di pole position conseguito anni prima da Michael Schumacher, e che oggi alza ancora più in alto l'asticella. Lewis Hamilton dimostra di essere ancora affamato di vittorie, e così sul circuito dell'Hungaroring conquista la sua novantesima pole position in carriera. 1'13”447 (nuovo record della pista): un tempo migliore di 1”3 rispetto a quello della scorsa stagione (1'14”769 il tempo con cui l'inglese conquistò il terzo posto in qualifica) che sancisce nero su bianco la netta superiorità fatta registrare dalla Mercedes in questo primo trittico di gare di campionato.

In una fase che ha visto gli altri motoristi (Ferrari, Honda, Renault) perdere potenza sulle proprie power unit per via delle direttive tecniche introdotte quest'anno tra l'adozione del secondo flussometro, e il nuovo limite sul consumo dell'olio (passato da 0.6 litri/100 Km nel 2019 ai 0.3 litri/100 Km attuali), il team campione del mondo ha invece aumentato la potenza del proprio motore tornando a mostrare come dicevamo una netta superiorità tecnica rispetto alla concorrenza che ricorda molto quella già vista nei primi anni dell'era power unit.
Se in questo quadro aggiungiamo anche il feeling venutosi a creare con la W11 a partire dalla scorsa gara, ecco quindi spiegata la grande dimostrazione di forza che Hamilton ha voluto dare ai suoi principali avversari, con il compagno di squadra Valtteri Bottas che ha tentato fino all'ultimo di soffiare la pole position al sei volte campione del mondo inglese senza però riuscirci per soli 107 millesimi (1'13”554).

Hamilton entra così nella storia del Circus come il primo pilota ad aver ottenuto 90 pole. 

Da rilevare come non solamente la Mercedes sia stata di fatto l'unica monoposto ad ottenere dei tempi inferiori a 1'14”, ma che con quella ottenuta oggi il team tedesco abbia eguagliato il record di 65 prime file ottenuto dalla Ferrari.

A conferma della superiorità della power unit Mercedes non solo il buon risultato della Williams (che piazza entrambe le monoposto in Q2, con Russell 12° e Latifi 15°), ma anche e sopratutto l'intera seconda fila della Racing Point, con Lance Stroll (1'14”377) terzo a sorpresa davanti al più esperto compagno di squadra Sergio Perez (1'14”545), con ben quattro motori Mercedes nei primi quattro posti.

Ben 3”165 il guadagno di Stroll tra il giro di qualifica dello scorso anno, e quello realizzato oggi, come possiamo vedere in questo filmato comparativo diffuso dalla FOM.

Se è vero che sia Mercedes che Racing Point partiranno con gomme medie allungando così il primo stint di gara, altrettanto fondamentale sarà lo scatto al via, con le monoposto con mescola più morbida che potrebbero approfittare del minor grip assicurato al via dalla gomma media. Se sulla carta è logico prevedere che Mercedes mantenga allo spegnimento dei semafori il comando della gara, scappando via fin da subito, ci sono dei dubbi in più in merito alla Racing Point, agile sul giro secco, ma che nella breve simulazione del passo gara nella FP1 di ieri non ha particolarmente impressionato. Ne potrebbe pertanto approfittare la Ferrari (al via con gomme morbide), che aveva dimostrato nella già citata FP1 un buon passo gara (seppur inferiore a quello Mercedes) e che in qualifica ha conquistato l'intera terza fila con Sebastian Vettel quinto (1'14”774) di poco davanti a Charles Leclerc (1'14”817).

C'era grande attesa all'interno della scuderia di Maranello per capire se le modifiche introdotte sia la scorsa settimana in Austria per il Gp di Stiria, sia questo fine settimana in Ungheria, avessero in qualche modo funzionato. Premesso che le due piste sono diverse tra loro (con il Red Bull Ring che richiede un medio-basso carico aerodinamico, mentre l'Hungaroring richiede un alto carico aerodinamico), la sensazione a primo acchito è che le soluzioni abbiano portato a un miglioramento. Certamente, qualificarsi quinto e sesto staccati di circa 1”327 dalla vetta non può e non deve essere un obiettivo da Ferrari, ma, rispetto alle precedenti qualifiche svoltesi sul circuito del Red Bull Ring la sensazione è quella di un passo in avanti nelle prestazioni. La SF-1000 sembra inoltre aver trovato un buon equilibrio sopratutto con il sopra raffigurato Sebastian Vettel (la cui guida è risultata essere piuttosto pulita), mentre con Leclerc in alcuni frangenti non sono mancate alcune correzioni anche brusche, come se il controllo della monoposto non fosse dei più facili. Cose comunque risolvibili con un miglior set-up nonché con una migliore conoscenza della monoposto, in attesa poi che nelle prossime settimane possano arrivare ulteriori aggiornamenti (si parla per la doppia trasferta di Silverstone di un nuovo muso stretto di scuola Mercedes) che possano permettere alla monoposto di avere meno drag, e al contempo una migliore velocità di punta, fermo restando però che sul fronte power unit fino al termine della stagione per via del congelamento degli sviluppi non sarà possibile portare in pista degli aggiornamenti di motore.

Se la Ferrari sembra aver trovato una direzione da seguire sul fronte degli aggiornamenti, la Red Bull sembra a sorpresa essere in difficoltà su una pista sulla carta a lei congegnale. Non solamente gli aggiornamenti pensati per la gara ungherese sono stati bocciati (al punto da essere costretti a lavorare tutta la notte tra venerdì e sabato per tornare alla configurazione dell'Austria, giocandosi così il primo dei due bonus stagionali in fatto di coprifuoco), ma la sensazione è che né la squadra né il sopra raffigurato Verstappen (settimo in qualifica con il tempo di 1'14”849) abbiano un'idea chiara di quale strada seguire, con l'olandese che più volte sia nelle ultime libere che sopratutto in qualifica si è lamentato non poco in merito alla macchina, non performante per le sue esigenze.
Come se questo non bastasse, anche in Ungheria ha deluso non poco il compagno di squadra Alexander Albon (1'15”715), qualificatosi 13° e di conseguenza eliminato in Q2, apparso in queste prime gare piuttosto in calo rispetto allo scorso anno, quando, subentrato a Gasly (qualificatosi oggi in decima posizione non senza segnalare una mancanza di potenza sulla sua Alpha Tauri, che non gli ha consentito di scendere in pista in Q3), aveva disputato una positiva seconda parte di campionato, dopo la buona prima parte di stagione corsa con l'allora Toro Rosso.
Non è un caso che il patron Red Bull Dieter Mateschitz abbia dato mandato ad Helmut Marko di riportare in Red Bull Sebastian Vettel, pochi giorni dopo che l'eminenza grigia del team di Milton Keynes aveva escluso un interessamento della Red Bull per il campione tedesco, dato vicino a un possibile approdo in Racing Point.

Scorrendo la classifica, passo indietro per la McLaren che, seppur con Lando Norris 8° e Carlos Sainz Jr 9°, sembra essere meno convincente rispetto alle precedenti gare. Fuori dalla top 10 la Renault, con Ricciardo 11° (1'15”661) e Ocon 14°(1'15”742): la strategia di qualificarsi per la Q3 con gomme medie in modo da fare il primo stint di gara con le gomme gialle non ha particolarmente funzionato. Un vero peccato, perchè la Renault con una strategia di qualifica più prudente avrebbe potuto facilmente qualificarsi in Q3 per poi lottare con Red Bull, McLaren ed Alpha Tauri per uno o due posti in top 10.

Da registrare nei bassifondi della classifica le monoposto motorizzate Ferrari a conferma della minor potenza della power unit del Cavallino (figlia non solo delle Direttive Tecniche introdotte quest'anno, ma anche dell'accordo segreto tra FIA e Ferrari che ha visto il motore prodotto a Maranello perdere circa una cinquantina di cavalli) con le Haas di Kevin Magnussen sedicesimo (1'16”152) e di Romain Grosjean diciottesimo (1'16”407), e con le due Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi (1'16”506) e di Kimi Raikkonen (1'16”614) rispettivamente penultima e ultima. Un piazzamento, l'ultimo posto di Raikkonen, che fa notizia: mai prima d'ora (se non per un incidente o per un problema tecnico alla monoposto) il campione finlandese era partito dall'ultimo posto in griglia. Un tabù che il buon Kimi (ne siamo certi) non avrebbe mai voluto sfatare.