Formula 1

Mercedes e la regolarità del sistema DAS

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Dopo il reclamo presentato ufficialmente dalla Red Bull al termine delle prime due sessioni di prove libere del Gp d'Austria, i commissari hanno respinto la protesta della scuderia austriaca, sostenendo che il sistema DAS adottato dalla Mercedes faccia parte del sistema sterzante, non agendo pertanto sulla sospensione e sul suo comportamento.

Un reclamo non fondato. Così il collegio dei Commissari del Gp d'Austria ha respinto in tarda nottata la protesta della Red Bull in merito all'adozione del sistema DAS da parte della Mercedes. Una decisione se vogliamo piuttosto prevedibile, visto e considerato che già mesi fa la stessa Federazione si era espressa sull'argomento, sostenendo che il sistema messo a punto da Mercedes non violava alcun aspetto del Regolamento, ma non è da escludere neanche il fatto che dietro la contestazione della Red Bull ci sia la necessità di coprirsi le spalle, sopratutto nel caso in cui (come riporterebbero alcune indiscrezioni che stanno circolando in queste ore) la scuderia di Milton Keynes portasse al debutto sulla sua RB16 una versione del DAS ispirato a quello del team campione del mondo.

Un sistema, il DAS (Dual Axis Steering) Mercedes, che fin dalla sua adozione nel corso dei test precampionato a Barcellona ha colpito le altre squadre e gli osservatori presenti al paddock.

Come possiamo vedere dal filmato diffuso dalla FOM sui principali social in occasione dei test e che qui riproponiamo, a un leggero spostamento in avanti o indietro del volante segue una modifica dell'angolo di convergenza delle ruote anteriori. Il tutto anticipato dalla scritta marker sul volante (non visibile nella giornata di ieri), che avvisa il pilota in merito al possibile utilizzo del sistema. Una soluzione, questa, che ha richiesto numerosi mesi di lavoro prima di arrivare alla versione provata nei test pre-campionato del Montmelò e che da un punto di vista prettamente aerodinamico porta con se numerosi vantaggi in rettilineo ma anche nel momento di affrontare una curva: in primis una migliore gestione delle temperature delle gomme anteriori sul giro secco e in gara, ma al contempo il vantaggio di avere una monoposto assolutamente maneggevole sull'anteriore, con una usura profondamente ridotta dei pneumatici.
Se nei test pre-campionato sia Bottas che Hamilton avevano testato il DAS in pieno rettilineo, nel corso delle prove libere di ieri in Austria il sistema (presentato in una soluzione aggiornata) è stato utilizzato anche in prossimità delle curve in occasione del giro di lancio, in modo da poterlo testare in vista di un suo possibile utilizzo in qualifica e gara.

Un dispositivo, il DAS Mercedes, che fin da subito ha fatto discutere anche in merito alla sua possibile regolarità. Se per quanto riguarda il Regolamento 2020 la soluzione è stata considerata regolare dalla Federazione, bisogna anche dire che alcuni dubbi sulla reale regolarità sussistevano comunque, anche sulla base ad esempio dell'articolo 10.4.1 in cui è ben specificato che non è consentito alcun sistema sterzante che permetta il riallineamento di più di due ruote, così come non è consentita alcuna modifica dell'angolo delle ruote anteriori con volante fermo. Il sistema DAS prevede si una modifica dell'angolo delle ruote anteriori, ma con il volante in movimento. Ed è qui che la Mercedes ha dimostrato tutta la sua abilità riuscendo così a interpretare in maniera assolutamente regolare una zona d'ombra dello stesso Regolamento tecnico che la salva (com'è emerso nelle scorse ore) da eventuali contestazioni in merito alla soluzione adottata.

In tal senso bisogna dire che fin da subito la Red Bull si è dimostrata la più ferma oppositrice del nuovo dispositivo, sostenendone la piena irregolarità, in primis in Australia, e poi, una volta annullata la tappa di Melbourne, fin dalla FP1 di ieri mattina, alimentando così prima ancora che in pista il duello con Mercedes. Se già in prossimità delle libere il Team Principal Red Bull Chris Horner intervistato da Sky annunciava l'intenzione della scuderia di Milton Keynes di chiedere dei chiarimenti alla Federazione in merito all'utilizzo del DAS, il Team Principal Mercedes Toto Wolff nella Press Conference dei Team Principal nel pomeriggio pur rispettando la volontà della Red Bull di richiedere un chiarimento, ribadiva il fatto che tornare in pista con dibattiti e proteste già alla prima gara domenica non sarebbe stato un bello spettacolo.

Si è così arrivati nel corso del pomeriggio al reclamo ufficiale da parte della Red Bull secondo cui il sistema DAS violerebbe ben due articoli del Regolamento Sportivo della F1 2020: l'articolo 3.8 (secondo cui ogni dispositivo che utilizza il movimento del conducente per alterare le caratteristiche aerodinamiche della monoposto è vietato) e l'articolo 10.2.3 (secondo cui nessuna regolazione può essere effettuata mentre la vettura è in movimento su un qualsiasi sistema legato alle sospensioni).

Dopo aver ascoltato entrambe le squadre, in tarda nottata il collegio dei Commisari ha stabilito che il DAS non fa parte della sospensione né al contempo ne può modificare il comportamento. Il DAS a detta dei Commissari può invece essere considerato come parte del sistema sterzante della monoposto, di cui rispetta tutti gli aspetti regolamentari. Per questa serie di motivi il reclamo della Red Bull (la quale potrà comunque presentare ricorso) è stato respinto, in quanto infondato.

Se quindi Mercedes (e quasi sicuramente Red Bull dalle prossime gare) potrà continuare ad avvalersi del sistema DAS per il resto della stagione 2020, questo non sarà più possibile dal prossimo anno: anche se la monoposto sarà la stessa (per via del rinvio della rivoluzione regolamentare prevista per il prossimo anno al 2022 causa Coronavirus), nelle scorse settimane la Federazione ha già tenuto a far sapere che il sistema DAS verrà tassativamente vietato nel 2021.