Formula 1

Ecclestone e le sue dichiarazioni sul razzismo

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Fa discutere nel Circus la presa di posizione dell'ex patron in merito alla battaglia contro il razzismo intrapresa dalla F1, con Liberty Media e il sei volte campione del mondo Lewis Hamilton che ne hanno subito preso le distanze, e ai quali Ecclestone ha risposto nelle ultimissime ore.

Una F1 sempre più impegnata. Non solo nel preparare il ritorno in pista delle monoposto in Austria per la prima gara della stagione 2020, ma anche politicamente. Le drammatiche immagini dell'uccisione di George Floyd hanno fatto il giro del mondo, e non potevano lasciare insensibile un campione del calibro di Lewis Hamilton, il quale fin da subito ha voluto esprimere il proprio disgusto verso questi terribili episodi di razzismo, coinvolgendo anche il Circus. Nelle scorse settimane non è sfuggito a nessuno la partecipazione della Formula 1 sui social alla campagna Blackout Tuesday, quella di Hamilton alla manifestazione di Hyde Park del movimento Black Lives Matter, nonché l'ideazione da parte del Circus di una campagna, #WeRaceAsOne, volta a combattere le disuguaglianze, e che vedrà il suo primo passo ufficiale in Austria.
In tutto questo scenario, non poteva però mancare una presa di posizione ufficiale da parte di chi il Circus lo ha gestito per anni, Bernie Ecclestone, il quale, come vedremo, ha finito con il generare numerose polemiche.

Tutto parte da un'intervista rilasciata dall'89enne ex patron alla giornalista della CNN Amanda Davies, in cui Ecclestone partendo dalla stima e dalla considerazione che ha per Hamilton, affronta il tema del razzismo.
“Lewis è un po' speciale. In primo luogo ha molto, molto molto talento come pilota, e ora sembra essere estremamente talentuoso ad alzarsi in piedi e fare discorsi. Quest'ultima campagna che sta facendo per le persone di colore è meravigliosa. Sta facendo un ottimo lavoro, e sono persone del genere che la gente ascolta. Non credo che la Hamilton Commission (la commissione creata nei giorni scorsi da Lewis Hamilton in collaborazione con la Royal Academy Of Engeenering volta a far avvicinare dei ragazzi di colore alle prese con situazioni piuttosto delicate al mondo ingegneristico in ambito sportivo n.d.r) possa fare del bene o del male alla Formula 1. Farà solo pensare alle persone, che è la cosa più importante. Penso che sia lo stesso per tutti. Qualcuno potrebbe riflettere un momento e sostenere “Ma che diavolo! Qualcuno potrebbe pensare le stesse cose sui bianchi. In molti casi le persone di colore sono più razziste dei bianchi(...)". 

Se nel corso dell'intervista Ecclestone sostiene l'importanza della scuola come un luogo dove poter insegnare a quelli che saranno i futuri uomini di domani l'importanza dell'uguaglianza, sono quelle affermazioni relative al presunto maggiore razzismo delle persone di colore rispetto ai bianchi oltre a una critica all'iniziativa WeRaceAsOne con tanto di stoccata finale (“Non credo che nessuno se ne sia occupato prima (della lotta alle disuguaglianze n.d.r.). Penso che sia un problema importante, ma è stato così a lungo, e nessuno ha fatto nulla. Perchè qualcuno non ha fatto qualcosa due o tre anni fa? Sono troppo impegnati a provare a vincere gare, o trovare sponsor o qualcosa del genere”) a far scatenare le dure prese di posizione da parte di Liberty Media (per conto dell'attuale CEO Chase Carey) e di Lewis Hamilton.

In un comunicato pubblicato sul sito della F1, oltre ad annunciare una donazione personale di un milione di dollari da parte di Carey a beneficio dell'iniziativa WeRaceAsOne, Liberty Media ha di fatto preso le distanze dalle dichiarazioni di Ecclestone in un momento in cui è necessaria l'unità per affrontare il razzismo e le disuguaglianze. All'interno dello stesso comunicato viene inoltre specificato che Ecclestone non ha più coperto un ruolo in F1 da quando ha lasciato nel 2017, e che il suo titolo di Presidente Emerito, essendo onorifico, è scaduto nel Gennaio 2020.

A questa prima presa di posizione si è poi aggiunta quella di Lewis Hamilton, che su Instagram (in una story successivamente cancellata), ha voluto rispondere all'ex patron della F1, sostenendo tra le altre cose quanto sia triste e deludente leggere le sue dichiarazioni. “Bernie è fuori dallo sport, è di una generazione differente, ma quello che è veramente sbagliato è questo (riferito alla frase incriminata): commenti ignoranti e non istruiti che ci mostrano quanto la società debba ancora andare lontano prima di raggiungere la vera uguaglianza”.

Nelle scorse ore Bernie Ecclestone ha voluto tramite un'intervista rilasciata al The Mail On Sunday precisare il suo punto di vista in merito al tema razzismo, iniziando però con una stoccata nei confronti di Liberty Media, dopo una voce che vorrebbe l'ex patron escluso dal paddock in seguito alle sue dichiarazioni. “Bannarmi dalle gare? Non consiglierei loro di farlo. Potrebbero farlo in Russia (vista la forte amicizia di Ecclestone con il Presidente Putin). Penso che probabilmente un pass lo troverei. (…) Sono contento che Chase Carey abbia detto che non sono coinvolto nella Formula 1, quindi non posso essere incolpato di tutte le cose che non hanno fatto. Sono saltati su questa cosa del razzismo all'improvviso a causa di quanto successo in America”.

Proprio tornando al tema del razzismo, l'ex patron ha voluto come già detto precisare meglio le precedenti dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi. “Io non sono contro le persone di colore. Piuttosto il contrario. Sono sempre stato molto favorevole. In effetti, il padre di Lewis (Hamilton n.d.r) voleva entrare in affari con me. Ha fatto dei bei vogatori. Non lo avrei nemmeno considerato se fossi contro le persone di colore. Se il progetto fosse stato corretto, lo avrei fatto.
Negli anni ho incontrato molte persone bianche che non mi piacevano, ma mai una persona di colore che non mi piaceva.
Sono stato rapinato in passato alcune volte, una da tre persone di colore. Sono finito in ospedale, ma anche dopo non sono mai stato contro nessuno che fosse nero. Non penso a Lewis (Hamilton n.d.r) come a una persona di colore o a qualcos'altro. Per me è solo Lewis.
Se una persona di colore o una persona bianca viene rifiutata per un lavoro, devi chiederti perchè. Era a causa del loro colore della pelle, o perchè non erano all'altezza del lavoro? Questo è quello che stavo dicendo”.

Questa, dunque, la precisazione dell'ex patron del Circus. Se metterà o meno la parola Fine a questa discussione, sarà solo il tempo a dirlo.