Formula 1

La Formula 1 e il budget cap da 145 milioni di dollari

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Dal budget cap fissato per il 2021 a 145 milioni di dollari allo sviluppo aerodinamico ad handicap: andiamo a scoprire le principali novità approvate all'unanimità dalla F1 Commission, in attesa di essere ratificate nei prossimi giorni dal Consiglio Mondiale della FIA.

Un Mondiale diverso nello spirito rispetto a quello che abbiamo potuto ammirare fino a poco tempo fa. Se la Formula 1 pre-coronavirus era una competizione motoristica basata sostanzialmente sullo sfarzo, con i top team abituati a portarsi in giro per il mondo i motorhome più sofisticati, la Formula 1 che salvo clamorosi colpi di scena ripartirà dall'Austria (e più precisamente dal Red Bull Ring) dal prossimo 5 Luglio non sarà più così. Alla luce delle difficoltà economiche sopraggiunte all'inevitabile periodo di lockdown volto a ridurre drasticamente la catena dei contagi legata al COVID-19, la parola chiave presente oggi in Formula 1 è chiaramente una: sostenibilità economica.
Se già nei piani di Liberty Media era prevista tramite l'adozione del budget cap la possibilità di abbassare le spese per tutte le squadre tramite l'adozione di un tetto da non superare (fissato inizialmente lo scorso anno a 175 milioni di dollari per il 2021), l'avvento della pandemia e i suoi delicati risvolti economici hanno giocoforza costretto tutti ad anticipare l'adozione di queste soluzioni, basilari per il futuro della F1 stessa. Da qui la proposta più forte da parte della McLaren (e appoggiata dai team più piccoli) di abbassare il budget cap previsto per il 2021 da 175 a 100 milioni di dollari, con Ferrari e Red Bull (e Mercedes aggiuntasi in un secondo momento) contrarie, sia perchè un così marcato abbassamento avrebbe portato a un cospicuo numero di licenziamenti quantificabile in 200-300 unità (da qui la decisione della scuderia di Maranello di guardare anche ad altre categorie quali Indycar o WEC dove dirottare il personale del Reparto Corse in esubero dalla F1 senza dover per questo compiere dei licenziamenti), sia perchè gli stessi top team sono soliti sostenere delle spese di sviluppo tecnico ed aerodinamico a differenza dei team più piccoli, i quali acquistano proprio dalle grandi squadre alcuni elementi della propria monoposto (power unit, cambio, elementi del retrotreno).

Al termine di un duro lavoro di diplomazia, nella riunione della F1 Commission svoltasi in videoconferenza nei giorni scorsi si è arrivati a un compromesso, con il budget cap fissato per il 2021 a 145 milioni di dollari, e destinato a scendere di cinque milioni fino al 2023 per poi stabilizzarsi, passando così a 140 milioni di dollari per il 2022, e a 135 milioni di dollari per il triennio 2023-2025.
Il tetto massimo del budget cap sopra riportato è da considerarsi all'interno di un campionato mondiale costituito da 21 gare: in caso di un maggior numero di gare il budget cap aumenterà di 1 milione di dollari per ogni gara in più. Ovviamente, nel caso in cui il calendario mondiale fosse costituito da un numero di gare minore di 21, il budget cap diminuirà di 1 milione di dollari per ogni gara in meno.
All'interno del budget cap, infine, dovranno figurare anche i costi relativi a una serie di componenti (sospensioni, cambio, elementi idraulici, ecc) che le squadre clienti acquistano dai top team, con un valore standard (anche diverso da quello realmente speso, sia in eccesso che in difetto) stabilito dalla FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile).

Non solo di Budget cap si è parlato nella riunione della F1 Commission. Oltre a confermare il rinvio dell'adozione del nuovo Regolamento tecnico al 2022 e l'adozione delle monoposto 2020 anche per il 2021 (con limitato sviluppo di componenti e forse anche power unit), è stata valutata la possibilità di condensare nel corso della presente stagione il weekend di gara in due giorni (cominciando così a prendere confidenza con il format che prenderà il via tra due anni).

Significativa, infine, una novità con cui le squadre avranno già a che fare dal prossimo anno: lo sviluppo aerodinamico ad handicap.
Lo scopo è quello di penalizzare le squadre di vertice, dando così modo alle squadre peggio posizionate in Classifica Costruttori di avere più tempo per sviluppare la propria monoposto in galleria del vento e tramite le simulazioni di fluidodinamica computazionale (detta CFD).
Visto che tra due anni prenderà il via il nuovo Regolamento tecnico, la squadra che a fine anno avrà vinto il titolo Costruttori avrà nel 2021 il 90% del tempo prefissato in galleria del vento e tramite simulazioni CFD per sviluppare la propria monoposto per il 2022. Dal secondo al decimo classificato si salirà a gradini del 2.5% cosicchè il decimo classificato potrà avere il prossimo anno il 112.5% del tempo prefissato per sviluppare la monoposto in vista del cambio regolamentare.
A partire, infine, dal 2022, la squadra campione del mondo avrà a disposizione il 70% del tempo prefissato per sviluppare la propria monoposto, con un aumento progressivo del 5%, che farà sì che il team ultimo classificato (come anche quelle squadre che dovessero fare il proprio esordio in F1) avrà un tempo prefissato pari al 115%.