Formula 1

Schumacher e il tris di vittorie Ferrari a Monaco

© Getty Images

Nel corso della sua esperienza in Ferrari, Michael Schumacher è riuscito a portare ben tre volte sul gradino più alto del podio la Rossa sulle stradine di Montecarlo, dimostrando una volta di più il suo profondo legame con la gara monegasca.

Una pista ricca di storia e di glamour. Anche quest'anno la Formula 1 era pronta a sbarcare in questi giorni sulle stradine anguste di Montecarlo per vivere un weekend diverso dagli altri su una pista come quella monegasca rimasta sostanzialmente immutata nel corso degli anni, e dove più che la potenza del motore o una significativa usura delle gomme, a fare la differenza sono sopratutto da una parte lo stile di guida del pilota (mai così fondamentale come su questa pista), dall'altra la possibilità di poter avere un buon telaio e ancor di più un'ottima trazione.
Purtroppo a causa dell'emergenza sanitaria legata al Coronavirus l'appuntamento con il Gp di Monaco è stato annullato, con la gara che tornerà puntualmente il prossimo anno dal 20 al 23 Maggio.

Diventa così inevitabile, per molti appassionati di Formula 1, in quello che sarebbe dovuto essere il weekend di Monaco, ripensare ai momenti più belli che questa gara è stata in grado di offrici nel corso degli anni. Una tappa, quella monegasca, che da sempre divide i piloti, tra coloro che si trovano a disagio su questo circuito, e coloro che sono stati capaci di regalare delle grandissime emozioni su una pista così diversa dal consueto, andando a vincere più volte il Gran Premio diventandone quasi degli specialisti e adattandosi in maniera a dir poco chirurgica con il proprio stile di guida alle viuzze di Montecarlo. Tra questi piloti tra cui figurano pluricampioni del mondo quali Ayrton Senna (vincitore di 6 edizioni del Gp di Monaco), Graham Hill (vincitore di 5 edizioni) ed Alain Prost (vincitore di 4 edizioni), tra gli anni 90 e i primi anni 2000 si è aggiunto il sette volte campione del mondo Michael Schumacher, con le sue cinque vittorie, che portano il campione tedesco al secondo posto nella classifica dei piloti plurivittoriosi di tutti i tempi a Monaco a pari merito con il già citato Hill.
Non solo: grazie ai tre successi ottenuti nel 1997, nel 1999 e nel 2001, Michael Schumacher è ad oggi il pilota della Ferrari ad avere ottenuto il maggior numero di vittorie in terra monegasca.
Non sono mancate alcune delusioni, come ad esempio nel 1996 (quando alla magnifica pole del sabato, farà da contraltare il ritiro al primo giro per un contatto con le barriere su pista bagnata), o nel 2004 (quando un contatto con la Williams di Montoya sotto il tunnel in regime di Safety Car lo priverà di una possibile vittoria), ma alla fine a prevalere sono le emozioni che Schumi ci ha saputo regalare su una pista agrodolce per i colori della Rossa.

Vincitore già nel 1994 e nel 1995 con la Benetton, la prima vittoria di Schumacher a Monaco con la Ferrari è targata 11 Maggio 1997 (una data speciale, perchè esattamente 50 anni prima la scuderia di Maranello aveva fatto il suo esordio nel mondo delle corse schierando a Piacenza la Ferrari 125S, la prima monoposto costruita da Enzo Ferrari con il marchio del Cavallino).
La griglia di partenza vede in pole position la Williams-Renault di Heinz Harald Frentzen (1'18”216), seguita dalla Ferrari di Michael Schumacher (1'18”235), staccata di soli 19 millesimi. In seconda fila la Williams-Renault di Jacques Villeneuve (1'18”583), e la Jordan Peugeot di Giancarlo Fisichella (1'18”665). In terza fila troviamo la McLaren-Mercedes di David Coulthard (1'18”779) e la Jordan Peugeot di Ralf Schumacher (1'18”943). Più staccata la seconda Ferrari, guidata da Eddie Irvine, solamente quindicesima (1'19”723).

Una gara, quella corsa a Monaco nel 1997, decisa da una fitta pioggerellina che poco prima del via bagna la pista. Mentre quasi tutte le squadre optano per le gomme da bagnato, le Wiiliams di Frentzen e di Villeneuve e la McLaren di Mika Hakkinen mantengono le gomme d'asciutto, convinti che dopo poco sarebbe tornato a splendere il sole. Sarà una scelta a dir poco suicida, in quando la realtà sarà decisamente diversa. Non solamente al via la Ferrari di Michael Schumacher grazie alle gomme da bagnato e all'immenso talento del campione tedesco sul bagnato supererà la Williams di Frentzen prendendo subito il largo, ma le stesse Williams faticheranno non poco finendo man mano nelle retrovie. All'aderenza minima presente in pista (e quasi nulla con le gomme d'asciutto) che porterà al ritiro delle McLaren di Hakkinen e di Coulthard (con lo scozzese che uscirà di pista causa testacoda alla Chicane del Porto, e con il finlandese che tamponerà la Benetton di Jean Alesì, che aveva frenato in anticipo per evitare il contatto con Coulthard), bisogna registrare man mano l'aumento dell'intensità della pioggia che costringerà le Williams a montare le gomme da bagnato al terzo giro con Villeneuve (autore di un lungo al Mirabeau poco prima della sosta quando ancora montava gomme slick), e poche tornate dopo con Frentzen, con una gara di fatto compromessa.

A vincere sarà così Michael Schumacher su Ferrari 310 B con 53”306 secondi di vantaggio sulla Stewart-Ford di Barrichello, e con 1'22”108 sulla Ferrari del compagno di squadra, Eddie Irvine (autore di un'ottima gara di rimonta).

Unico brivido di quell'edizione: il dritto alla Sainte Devote nel corso del 52° giro (momento di scarsa concentrazione), con l'asso tedesco che riuscirà a tenere la monoposto in antistallo e a ripartire, come possiamo vedere dall'immagine sopra pubblicata.

La seconda vittoria a Monaco del binomio Schumacher-Ferrari è datata 16 Maggio 1999. In qualifica a conquistare la pole position è Mika Hakkinen su McLaren-Mercedes (1'20”547), con Schumacher secondo (1'20”611) staccato di 64 millesimi. In seconda fila i rispettivi compagni di squadra con Coulthard (1'20”956) davanti alla Rossa guidata da Irvine (1'21”011).

Al via le due Ferrari hanno un miglior scatto rispetto alle McLaren, cosìcchè Schumacher guadagna la testa della corsa, seguito da Hakkinen, Irvine e Coulthard, il quale nel corso del 36° Giro è costretto al ritiro per un problema al cambio. La gara non riserva particolari emozioni, fino al momento della sosta, che vede Schumacher mantenere la prima posizione, ed Irvine sopravanzare Hakkinen (fermatosi troppo tardi al termine del 50° Giro). Schumacher su Ferrari F399 può così andare a vincere la gara con 30”476 sul compagno di squadra Irvine, e con 37”486 sul rivale in classifica Hakkinen. Per la Ferrari non è solo la prima doppietta stagionale, ma è anche la prima doppietta ottenuta con gomme Bridgestone.

La terza e ultima vittoria del binomio Schumacher-Ferrari è datata 27 Maggio 2001. Come nel 1999, anche in quell'occasione le prime due file sono occupate da McLaren e Ferrari, con David Coulthard in pole position (1'17”430) davanti a Michael Schumacher (1'17”631), e con Mika Hakkinen (1'17”749) davanti a Rubens Barrichello (1'17”856).
La gara in questo caso viene decisa da un problema al launch control della monoposto di Coulthard, che si spegne poco prima della partenza, relegando lo scozzese in fondo allo schieramento (e ovviamente a una difficile rimonta, culminata nel quinto posto finale).

Con Coulthard fuori gioco, Schumacher al via conquista facilmente la testa della corsa, seguito dalla McLaren di Hakkinen e dalla Rossa del compagno di squadra Rubens Barrichello. Nel corso del 13° Giro Hakkinen comincia ad accusare un problema al differenziale, con la McLaren che richiamerà il finlandese per effettuare dei controlli, nel tentativo vano di risolvere il problema. Visto il continuo riproporsi, a Hakkinen non resta altro da fare che ritirarsi cinque giri più tardi.
Schumacher su Ferrari F2001 può così andare a vincere la gara con 431 millesimi di vantaggio sulla monoposto gemella di Barrichello, e con 30”698 sulla Jaguar-Ford dell'ex compagno di squadra Irvine.

Dopo quella vittoria occorreranno ben sedici anni alla Ferrari per tornare a vincere a Montecarlo: a conquistare, infatti, il 28 Maggio 2017 il Gp di Monaco sarà Sebastian Vettel a bordo della Ferrari SF70H, seguito dal compagno di squadra Kimi Raikkonen in quella che sarà la prima doppietta della scuderia di Maranello nell'era turbo-ibrida. Ma questa è un'altra storia.