Formula 1

La nascita della Formula 1

© Zabulon Laurent/ABACA

Il 13 Maggio 1950 si corre a Silverstone il primo Gp nella storia della Formula 1, che vede la vittoria dell'Alfa Romeo 158 guidata da Nino Farina. Nel giorno in cui il Circus festeggia i suoi 70 anni di vita, ricostruiamo la nascita della massima serie motoristica e quella storica prima gara.

Un compleanno speciale da festeggiare con ancora più intensità in un momento in cui il Circus è alle prese con le difficoltà economiche provocate dall'emergenza sanitaria legata al Coronavirus, e con un calendario che deve essere ancora ufficializzato. Esattamente il 13 Maggio 1950, con il Gp di Gran Bretagna in programma sul circuito di Silverstone, si correva la prima gara del Mondiale di Formula 1. Da allora sono passati 70 anni, 1018 i Gp disputati (in attesa di tornare in pista il prossimo 5 Luglio in Austria), con le monoposto che nel corso dei decenni si sono progressivamente evolute, arrivando a un grado d'innovazione e di ricerca tali che numerose delle soluzioni introdotte sulle monoposto vengono poi inserite nelle auto di serie prodotte dai costruttori attualmente impegnati nel Circus (Ferrari, Mercedes e Renault): un esempio su tutti, l'attuale motorizzazione turbo-ibrida introdotta nel 2014.
Non solo: come l'emergenza sanitaria legata al Coronavirus ci ha dimostrato, il know-how tecnologico raggiunto nel corso degli anni dai team di Formula 1 (rapida progettazione volta a risolvere i problemi di una monoposto, produzione di prototipi e assemblaggio specializzato) si è rivelato utile nella produzione e fornitura di dispositivi sanitari atti a favorire la respirazione dell'individuo in caso di necessità (i cosiddetti ventilatori) in Gran Bretagna grazie al Progetto Pitlane, che ha visto coinvolte sette delle dieci squadre del Circus che hanno sede o parte di essa in Gran Bretagna.

Ecco, quindi, perchè nel giorno in cui la Formula 1 celebra i suoi 70 anni è quasi doveroso provare a raccontare quella prima storica gara corsa quel 13 Maggio 1950. Un modo per capire come tutto è cominciato, ma anche per apprezzare una volta di più quello che oggi rappresenta.

DAL CAMPIONATO EUROPEO DI AUTOMOBILISMO ALLA FORMULA 1.

Regolamentare la situazione delle varie gare di Formula 1 svolte a livello nazionale. Con questi presupposti nel 1947 la CSI (Commissione Sportiva Internazionale, l'attuale FIA) decide di istituire un campionato mondiale destinato alle varie monoposto. Bisogna dire che nella storia dell'automobilismo, non era la prima volta che questo succedeva: basti pensare ad esempio al Campionato europeo di automobilismo, organizzato nel biennio 1931-1932 e poi dal 1935 al 1939 dalla AIACR (antenata della Fia e antecedente alla CSI), che prevedeva la disputa nell'arco delle varie edizioni di Gran Premi in Italia, Francia, Belgio, Germania, Svizzera e a Monaco, e che vide nel biennio 1931-1932 la vittoria dell'Alfa Romeo rispettivamente con Ferdinando Minoia e Tazio Nuvolari, e dal 1935 al 1938 (il titolo nel 1939 non venne assegnato a causa dello scoppio del conflitto mondiale) la vittoria di monoposto tedesche: nel 1936 a vincere il Campionato fu la Auto Union di Bernd Rosemeyer, mentre nel 1935 e nel biennio 1937-1938 a trionfare fu la Mercedes-Benz di Rudolf Caracciola.
La stessa AIACR stava seriamente valutando nel 1939 la possibilità di realizzare un Campionato Mondiale per piloti, ma la guerra giocoforza bloccò qualsiasi tipo di progetto.

Nel 1947 la CSI formalizzò la creazione di un Campionato del Mondo Piloti di Formula 1, che trovò però la sua concreta realizzazione nel 1949 con la scelta delle gare che nel 1950 avrebbero costituito la prima edizione. 7 (6 europee e 1 americana) le gare valide per il Mondiale, e 16 quelle non valide per il titolo iridato.
Le 7 gare valide per il Mondiale 1950 furono: il GP di Gran Bretagna il 13 Maggio a Silverstone, il Gran Premio di Monaco il 21 Maggio a Montecarlo, le 500 Miglia di Indianapolis il 30 Maggio, il Gran Premio di Svizzera il 4 Giugno, il Gran Premio del Belgio a Spa-Francorschamps il 18 Giugno, il Gran Premio di Francia di Reims-Gueux il 2 Luglio e infine il Gran Premio d’Italia a Monza il 3 Settembre.
La presenza all'interno del calendario della 500 Miglia d'Indianapolis non mancò di generare polemiche, con i team americani che decisero di boicottare le gare europee. Scelta, questa, che spinse di conseguenza i team europei a disertare la gara americana. Non a caso delle 7 gare del Mondiale 1950 l’unica a non esser vinta dall’Alfa Romeo fu proprio quella di Indianapolis, vinta dalla Kurtis Kraft Offenhauser dell’americano Johnie Parsons.

Per quanto riguarda il regolamento, potevano partecipare alle gare di quella prima storica edizione del Mondiale di Formula 1 le monoposto che avevano una limitazione di cilindrata pari a 1500cc se erano dotate di un compressore, o di 4500 cc se invece ne erano prive (trattandosi di un motore aspirato). La numerazione delle monoposto variava di gara in gara e l’iscrizione alla gara era libera. Mentre l’Alfa Romeo si iscriverà al Mondiale fin da quella prima storica gara di Silverstone, la Ferrari farà il suo esordio in Formula 1 a partire dalla seconda gara in programma, lungo le stradine di Montecarlo, in quanto ufficiosamente impegnata nello sviluppo della 275 F1 con motore aspirato che avrebbe fatto il suo esordio in Belgio. A questa motivazione va però aggiunto anche l'ingaggio piuttosto esiguo offerto dagli organizzatori, come spiegherà poi Enzo Ferrari alla stampa.
Per quanto riguarda il punteggio, andavano a punti solamente i primi 5 al traguardo: 8 punti al vincitore, 6 al secondo classificato, 4 al terzo, 3 al quarto e 2 al quinto e in più 1 punto supplettivo veniva riservato all’autore del giro più veloce. Tra le 7 gare disputate ai fini del Mondiale valevano i 4 migliori risultati.

IL GRAN PREMIO DI GRAN BRETAGNA.

Dunque, il 13 Maggio 1950 sul circuito di Silverstone, ricavato da un vecchio aeroporto militare situato a circa 40 miglia a nord di Londra, si disputa il primo GP della storia della Formula 1, valido sia come terza edizione del GP di Gran Bretagna, sia come undicesima edizione del Gp d’Europa.

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Le qualifiche vedono un netto dominio da parte dell’Alfa Romeo che, grazie ad un’ottima Alfetta 158 (concepita nel 1937 da Gioacchino Colombo ed equipaggiata con un motore 8 cilindri di circa 1500cc (da qui la sigla 158) dotato di compressore volumetrico Roots capace di garantire una potenza massima di 350 cavalli al regime di 8600 giri/minuto) conquista l’intera prima fila (allora costituita da 4 monoposto) con Nino Farina in pole position in 1’50”8, seguito da Luigi Fagioli in 1’51”0, Juan Manuel Fangio in 1’51”2, e l’idolo di casa Reg Parnell in 1’52”2.

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La gara vedrà il netto dominio Alfa Romeo con Farina che vincerà la gara in 2h13’23”6 con un vantaggio di 2.6 secondi su Fagioli, classificatosi secondo, di 52 secondi sul britannico Parnell, e con due giri di vantaggio sulle Talbot-Lago di Yves Giraud Cabantous e di Louis Rosier. Fangio, autore di un’ottima gara e vicino ai primi due in classifica, sarà costretto a ritirarsi al 62° dei 70 giri in programma per un problema all’alimentazione della sua monoposto. Farina a bordo della sua Alfa Romeo otterrà anche il primo storico Hat Trick della Formula 1 ottenendo pole position, giro più veloce e vincendo la gara, come possiamo vedere nel resoconto dell'epoca della Settimana Incom 00444 del 19 Maggio 1950.

L’Alfa Romeo come detto si aggiudicherà ad eccezione delle 500 Miglia di Indianapolis le rimanenti gare del Mondiale andando a vincere i Gran Premi di Monaco, del Belgio e di Francia con Juan Manuel Fangio e i Gran Premi di Svizzera ed Italia con Farina. Vinto il Mondiale 1950, l’Alfa Romeo si presenterà nel 1951 con una evoluzione dell’Alfetta 158, la 159, con cui lotterà fino all’ultima gara con la Ferrari per la riconferma del titolo Mondiale. Ma, come direbbe Michael Ende, questa è un’altra storia.