Formula 1

La Formula 1 e le prime ipotesi di ripartenza

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In attesa che nelle prossime settimane venga diffusa la bozza ufficiale del nuovo calendario 2020, il mondo della Formula 1 comincia ad ipotizzare le prime possibili soluzioni per salvare la stagione.

Ripartire il prima possibile, tenendo al contempo in forte considerazione sia la salute delle squadre, sia quella degli spettatori. Il mondo della Formula 1 s'interroga in queste settimane sul futuro della stagione 2020 alla luce dell'annullamento della prima gara stagionale in Australia (dopo il caso del meccanico McLaren positivo al coronavirus ufficializzato a poche ore dall'inizio della prima sessione di prove libere) e del Gp di Monaco, e il rinvio a data da destinarsi dei Gp di Bahrain, Vietnam, Cina, Spagna e Canada, e con la Francia (alla luce della decisione del Presidente Macron di allungare il lockdown fino all'11 Maggio, e di annullare tutte le manifestazioni pubbliche almeno fino a metà luglio) in procinto ad aggiungersi al presente elenco.
Se nelle scorse ore l'ex Presidente FIA Max Mosley in una intervista rilasciata alla DPA ha dichiarato che il Circus dovrebbe sostanzialmente annullare la stagione 2020 per concentrarsi sul 2021 (posizione, questa, appoggiata anche dall'ex patron Bernie Ecclestone), Liberty Media è di tutt'altra opinione. Non correre vorrebbe infatti dire mettere numerose squadre in serie difficoltà economiche (al punto che la stessa proprietà americana sarebbe intenzionata a versare un anticipo della quota 2020 in aggiunta a quella 2019 già distribuita negli scorsi mesi, nonostante il titolo Formula 1 abbia perso a Wall Street negli ultimi tre mesi il 46%) con il serio rischio che le stesse non siano più in grado di presentarsi addirittura sulla griglia di partenza. Da qui l'intenzione di provare a mettere in piedi una stagione rappezzata alla meglio, ma in grado comunque di assicurare la maggior quantità di proventi possibili, emergenza sanitaria ovviamente permettendo.

Per quanto riguarda il numero di gare, se è vero che un Campionato del Mondo può essere considerato tale se vengono disputate almeno 8 Gp, l'intenzione da parte di Liberty Media sarebbe quella di assicurare almeno 15 gare. Il numero atto a non dover rinegoziare con le varie televisioni il costo dei diritti di trasmissione, anche valutando l'ipotesi di correre su alcuni circuiti più gare consecutive.

Tantissime le ipotesi e le bozze non ufficiali girate in queste settimane, ma con il passare dei giorni, una certezza sta sempre più affermandosi: si comincerà il 5 Luglio in Austria sul circuito di proprietà della Red Bull (Red Bull Ring, ex Zeltweg), e le prime tappe almeno fino a Settembre saranno in Europa e a porte chiuse (condizione, questa, basilare per evitare assembramenti in un momento in cui grazie alle varie misure di lockdown applicate nei singoli Paesi la diffusione del virus non è stata debellata, ma è stata semplicemente rallentata), anche se quest'ultimo aspetto giocoforza porterà i promoter dei singoli circuiti a chiedere inevitabilmente uno sconto sulla quota annuale da pagare a Liberty Media, non potendo ovviamente contare sul ricavato dei biglietti venduti.
Per quanto riguarda l'ipotesi di correre a porte chiuse, fin da subito il governo austriaco (nella figura di Werner Kogler, vice cancelliere e Ministro per lo Sport) nei giorni scorsi ha dato la sua totale disponibilità alla disputa del Gp, a patto però che vengano applicate tutte le norme di sicurezza.

Chi sicuramente ospiterà due gare consecutive sarà lo storico circuito di Silverstone (con 19 e 26 Luglio che sembrerebbero essere date sicure). Una scelta, questa, agevolata dal fatto che sette scuderie su dieci (Mercedes, Red Bull, McLaren, Renault, Racing Point, Haas e Williams) hanno sede (o parte di essa) in Gran Bretagna (alcune a pochi passi dalla pista), per cui non ci sarebbero problemi sul fronte logistico. Anche per quanto riguarda i tre team (Ferrari, Toro Rosso e Alfa Romeo) che non hanno sede nel Regno Unito non ci sarebbe alcun tipo di problema, in quanto gli staff delle singole squadre verrebbero ospitati dagli alberghi situati nei pressi della pista con la possibilità di effettuare la classica revisione non tornando in sede ma addirittura nei box del circuito inglese.
Se inizialmente era stata valutata l'ipotesi di correre una gara nel senso tradizionale, e una nel senso opposto, alla fine questa ipotesi è stata bocciata sia perchè la pista di Silverstone non ha l'omologazione FIA per essere corsa in senso inverso, sia per i costi eccessivi relativi al posizionamento delle barriere, nonché delle vie di fuga. Prende corpo, semmai, l'ipotesi di utilizzare per le due gare consecutive previste due diversi layout dello stesso circuito.

Da registrare in queste ore la totale disponibilità da parte del Direttore del circuito di Barcellona Joan Fontserè ad ospitare il Gp di Spagna a porte chiuse (vista anche l'ottima conoscenza che le squadre hanno del circuito, essendo sede anche dei test invernali) a patto però di una ridiscussione della quota 2020 (per via della mancata vendita dei biglietti) associata alla sicurezza di poter vedere nel calendario di F1 la gara spagnola ospitata sul circuito catalano o per un medio periodo (fino al 2022?), o a lungo termine (fino al 2024).

Tornando alla possibile bozza del nuovo calendario 2020, dato per scontato il debutto in Austria il 5 Luglio e il Gp d'Inghilterra con due gare consecutive il 19 e 26 Luglio, il Mondiale proseguirà con alcune gare europee (tra cui Monza) a porte chiuse da svolgersi tra Agosto e Settembre, dopodichè il Circus dovrebbe spostarsi a Singapore rispettando tassativamente lo slot originario del 20 Settembre, per poi correre in Giappone (?), Cina e Vietnam. Incerta al momento la disputa dei Gp di Azerbaijan e Russia, così come i Gp americani (Canada, Usa, Messico e Brasile). Ad ospitare le ultime gare della stagione (a Dicembre di quest'anno o al peggio nel Gennaio 2021) salvo ulteriori modifiche dovrebbero essere Bahrain e Abu Dhabi.