Formula 1

Il taglio degli stipendi in Formula 1

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Alla luce della crisi economica generata dall'emergenza sanitaria legata al Coronavirus che ha portato la McLaren a mettere in congedo anticipato fino a giugno una parte dei suoi dipendenti (con i rimanenti con orario di lavoro e stipendio ridotto) anche i piloti ufficiali Carlos Sainz e Lando Norris hanno deciso volontariamente di abbassarsi lo stipendio. La stessa misura potrebbe venir adottata anche da Lewis Hamilton (Mercedes) e dai ferraristi Sebastian Vettel e Charles Leclerc.

Una situazione estremamente delicata. Al drammatico conto che ogni giorno l'emergenza sanitaria legata al Coronavirus presenta a livello globale in fatto di vite umane, non si può non aggiungere le conseguenze economiche che la pandemia ha finito con il generare in seguito al lockdown che in numerose parti del mondo è stato adottato al fine di limitare il più possibile la diffusione del COVID-19. Se per quanto riguarda le attività commerciali ad oggi sono numerose le aziende che rischiano o di essere in seria difficoltà o addirittura di non riaprire una volta che la pandemia sarà conclusa, anche il mondo dello sport guarda con profonda preoccupazione a quello che potrà avvenire una volta che i contagi si saranno fortemente ridotti e l'attività agonistica sarà a un passo dalla possibile ripartenza, interrogandosi in merito a quelle che potranno essere le possibili ripercussioni da un punto di vista prettamente economico.
Non fa testo ovviamente la Formula 1, con le squadre che hanno anticipato la consueta pausa estiva fermando per tre settimane l'attività nelle fabbriche, ma che nel frattempo cominciano a pensare non solo a un possibile ritorno in pista (metà estate? Inizio autunno?), ma anche a quello che potrà essere il loro futuro una volta finita l'emergenza sanitaria.

Una delle prime conseguenze in ambito prettamente sportivo che il Coronavirus ha generato è stata (e non potrebbe essere altrimenti) la sospensione dei campionati professionistici. Una scelta assolutamente doverosa, volta ad evitare assembramenti che potrebbero inevitabilmente portare a una massiccia diffusione del virus (che ha fatto della facile trasmissibilità il suo punto di forza), ma che rischia di essere pagata a duro prezzo dalle squadre e dalle società. Se nei giorni scorsi per quanto riguarda il mondo del calcio la Juventus ha annunciato il raggiungimento di un accordo con i suoi giocatori in merito al taglio dello stipendio per le mensilità comprese da marzo a giugno 2020 (con un risparmio quantificabile in circa 90 milioni di euro) a cui è seguito un accordo di massima da definire per quanto riguarda l'Inter e una decurtazione del 70% dello stipendio per quanto riguarda i giocatori del Barcellona, in queste ore il mondo della Formula 1 registra la decisione della McLaren di mettere in congedo forzato fino a giugno una larga parte dei suoi 850 dipendenti, con i rimanenti che lavoreranno con orario e stipendio ridotto.

Anche i piloti ufficiali Carlos Sainz Jr e Lando Norris hanno fatto sapere (al pari del CEO Zak Brown) di essersi ridotti lo stipendio al fine di proteggere nel breve periodo i posti di lavoro, in modo tale da poter tornare a lavorare tutti insieme una volta conclusasi l'emergenza.

Nella fattispecie Sainz ha così annunciato sui social la sua decisione. “A causa dell'impatto del COVID-19, il Gruppo McLaren ha adottato difficili misure temporanee nei confronti del proprio personale con la speranza di proteggere i posti di lavoro a lungo termine. Comprendo appieno queste decisioni difficili e ho ovviamente deciso di tagliare lo stipendio. Siamo tutti insieme”.

Una decisione, quella di ridursi lo stipendio, che vedrà coinvolti anche altri piloti: secondo quanto riferisce il Daily Mail anche il sei volte campione del mondo inglese della Mercedes Lewis Hamilton sarebbe disposto a rinunciare a una parte del suo stipendio al pari dei due piloti Ferrari Sebastian Vettel e Charles Leclerc, che starebbero affrontando questo argomento con la scuderia di Maranello.