Formula 1

Le donne pilota in Formula 1

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Da Maria Teresa De Filippis a Lella Lombardi (l'unica donna pilota ad andare a punti in Formula 1), dalle brevi esperienze di Divina Galica, Desiree Wilson e Giovanna Amati, fino alle collaudatrici Maria De Villota, Susie Wolff e Tatiana Calderon, riconfermata per il quarto anno consecutivo tra Sauber ed Alfa Romeo. In occasione della Festa Della Donna dedichiamo questo articolo alle donne pilota che hanno frequentato la massima serie motoristica.

Una collaborazione rinnovata per il quarto anno consecutivo. La stagione 2020 della Formula 1, alle prese con l'emergenza coronavirus (con il Gp del Vietnam che verrà ufficializzato o meno il prossimo 11 Marzo) e al contempo le forti polemiche tra la Federazione e i sette team motorizzati Ferrari relative all'accordo conseguito con la scuderia di Maranello, ci regala anche la storia di Tatiana Calderon, che anche quest'anno vestirà come collaudatrice i colori dell'Alfa Romeo Racing. Una preziosa conferma, quella della quasi 27enne pilota colombiana (il 10 Marzo è infatti il suo compleanno), entrata in Sauber nel 2017 come Pilota per lo sviluppo, e promossa poi come collaudatrice l'anno successivo, in coincidenza con il cambio di denominazione della scuderia, divenuta Alfa Romeo Sauber nel 2018, e dallo scorso anno Alfa Romeo Racing.

Proprio il 2018 è stato un anno speciale per la pilota colombiana, sia in GP3 dove nella seconda parte di campionato ottiene i migliori piazzamenti in carriera con il team Jenzer Motorsport (tra cui spicca il sesto posto in Gara 2 a Monza), sia nella massima serie motoristica che la vede scendere in pista sia a bordo della C37, sul circuito intitolato ai fratelli Rodriguez impressionando (come spiegherà nei giorni successivi il Team Principal Frederic Vasseur) per dedizione, concentrazione e abilità, e poi sulla C32 del 2013 per una emozionante due giorni a Fiorano, ottenendo delle ottime simulazioni di qualifica e gara, e facendo segnalare un promettente 58”802.

Anche lo scorso anno Tatiana Calderon oltre ad essere esser stata la prima donna a debuttare in Formula 2 correndo per il team Arden, ha potuto guidare la Sauber C32 del 2013 in un test al Paul Ricard assieme a Juan Manuel Correa, e nelle prove fatte sia in pista che al simulatore è sempre riuscita a dare alla squadra un preziosissimo contributo. Da qui la decisione dell'Alfa Romeo di confermarla come collaudatrice nel 2020 nominandola anche Team Ambassador, in un'annata che la vedrà anche affrontare con il team Three Bond Drago Corse la Super Formula giapponese. Un obiettivo, quello della serie motoristica orientale, volto a conseguire dei risultati utili per il suo più grande sogno: arrivare a correre le gare di Formula 1.

Un sogno, quello di Tatiana Calderon, non facile in un mondo piuttosto maschilista, eppure, se andiamo a ritroso nel tempo, quella di Tatiana non è la sola presenza femminile nella storia della Formula 1. Tante altre donne pilota hanno provato a correre in passato nella massima serie automobilistica: chi riuscendoci, chi no, chi portando a casa un risultato prestigioso, chi meno, chi scendendo in pista come collaudatrice.
In occasione della Festa della Donna che si celebra oggi un po' in tutto il mondo, vogliamo dedicare questo articolo proprio a loro. A quelle donne che sognavano di correre nel Circus e che o vi sono riuscite, oppure sono arrivate a un passo dalla meta.

MARIA TERESA DE FILIPPIS, LA PRIMA DONNA A CORRERE IN FORMULA 1.

Un vero e proprio vanto del nostro Paese. La prima donna a correre nel Mondiale di Formula 1 è infatti italiana: si tratta di Maria Teresa De Filippis (soprannominata Pilotino), che corre in Formula 1 nel biennio 1958-1959. Una carriera, quella della pilota partenopea (venuta a mancare l'8 Gennaio 2016), che in realtà comincia almeno una decina di anni prima quando, sfidata dai fratelli, a bordo di una Fiat 500, si aggiudica la Salerno-Cava De' Tirreni.

Nel 1958 l'esordio da privata in Formula 1 con la Maserati 250 F con cui l'anno prima Juan Manuel Fangio aveva vinto il titolo mondiale. Se a Monaco purtroppo non riesce a qualificarsi (al pari di un giovanisssimo Bernie Ecclestone) con il tempo di 1:50:5 (circa 5.5 secondi più lenta dell'ultimo pilota qualificato, lo svedese Jo Bonnier), in Belgio, Portogallo e Italia vi riesce, ottenendo come miglior risultato il 10° posto sul circuito di Spa-Francorschamps, e ritirandosi all'Estoril (dopo sei giri) e a Monza (a 13 tornate dal termine quando era ottava) per via di alcuni problemi al motore. A dire il vero, la De Filippis avrebbe voluto correre una quinta gara in quella stagione (il Gp di Francia in programma sul circuito di Reims), ma in quel caso è il Direttore di gara a non accettare la sua iscrizione, sostenendo che l'unico casco che una donna dovrebbe indossare è solo e unicamente quello del parrucchiere. Una dichiarazione a dir poco maschilista ma che passò sotto silenzio, essendo all'epoca la F1 uno sport tipicamente maschile, e le monoposto estremamente muscolari da guidare.

Nel 1959 Maria Teresa passa alla scuderia Porsche KG, e con una Porsche Behra prova a qualificarsi al Gp di Monaco, anche in questo caso senza riuscirci, girando 3 secondi più lenta dell'ultimo pilota qualificato, il britannico Bruce Halford su Lotus-Climax. Il Gp di Monaco è l'ultima apparizione della De Filippis in Formula 1, in quanto il 2 Agosto dello stesso anno perderà la vita in un incidente il titolare del team per cui lei correva (nonché amico) Jean Behra in occasione di una gara di contorno al Gp di Germania, in programma sul circuito dell'AVUS di Berlino, uscendo fuori di pista all'altezza della curva sopraelevata. La pilota partenopea resterà piuttosto scossa da questo incidente, per cui si ritirerà dalla Formula 1 a soli 23 anni.

LELLA LOMBARDI: LA PRIMA DONNA A PUNTI IN FORMULA 1.

Lella Lombardi occupa un posto speciale nella storia della Formula 1, in quanto ad oggi è la sola pilota donna ad aver conquistato un punteggio iridato. Nativa di Frugarolo (nell'Alessandrino), dopo aver concluso nel 1968 al secondo posto il campionato di Formula 3, aver vinto nel 1970 il campionato italiano di Formula 850, e nel 1971 il campionato di Formula Ford Mexico, nel 1974 a bordo della Brabham BT42 motorizzata Ford del team Allied Polymer Group prova (senza riuscirci) a qualificarsi al Gp d'Inghilterra di Formula 1. La pilota piemontese però non si arrende, e l'anno successivo parteciperà a bordo della March motorizzata Cosworth a 12 delle 14 gare in programma, saltando le prime due gare del calendario in programma in Argentina e Brasile. L'esordio in Sudafrica è da dimenticare: a causa di un problema alla pompa del carburante occorso al 23° giro, Lella è costretta inevitabilmente al ritiro.

Nella gara successiva, in programma il 27 Aprile 1975 in Spagna sul circuito del Motjuic di Barcellona, la pilota originaria di Frugarolo entra nella storia dell'automobilismo: in seguito al gravissimo incidente occorso al 29° Giro alla Hill-Ford del tedesco Rolf Stommelen (con la monoposto che, dopo aver toccato da una parte all'altra le barriere, le scavalca andando ad uccidere quattro spettatori), la gara viene sospesa, con il punteggio dimezzato per i primi sei classificati, tra i quali figura proprio Lella (al momento dell'incidente era infatti in sesta posizione), che conquista così mezzo punto.

Le gare successive non saranno per lei altrettanto positive, con la mancata qualificazione al Gp di Monaco per tre secondi (l'ultimo qualificato è Alan Jones con la Hesketh-Ford), i ritiri in Svezia, Belgio, Gran Bretagna e Italia e la mancata partenza in occasione del Gp degli Usa per un problema tecnico avvertito nel corso del warm-up. Da segnalare in compenso l'ottimo settimo posto conquistato sulla durissima pista del Nürburgring.
Nel 1976 saranno solo 2 i Gp a cui Lella parteciperà (mancando la qualificazione in Inghilterra e Germania), conquistando il 14° posto in Brasile e il 12° in Austria.

LE BREVI ESPERIENZE DI DIVINA GALICA, DESIREE WILSON E GIOVANNA AMATI.

Oltre a Maria Teresa De Filippis e a Lella Lombardi, altre tre donne pilota hanno provato a correre nella massima serie motoristica, conseguendo però delle brevissime esperienze. È il caso dell'olimpionica britannica nello sci alpino Divina Galica, che tenterà di qualificarsi con la Surtees motorizzata Cosworth al Gp di Gran Bretagna 1976, e con la Hesketh nei Gp inaugurali del 1978 in Argentina e Brasile, senza riuscirvi.

Apparizione a dir poco fugace per la pilota sudafricana Desirè Wilson, la quale a bordo della Williams proverà nel 1980 a qualificarsi per il Gp di Gran Bretagna senza riuscirvi. Nel 1981 parteciperà con una Tyrrell ufficiale al Gp di Sudafrica (inizialmente in calendario, ma poi non considerato valido per il Mondiale in seguito alla guerra politica in corso tra la FISA (l'attuale FIA) di Jean Marie Balestre e la FOCA (Formula One Constructors Association) guidata da Bernie Ecclestone) qualificandosi con il 16° tempo, e ritirandosi causa incidente nel corso del 51° dei 77 giri in programma.

L'ultima pilota donna a partecipare attivamente a un weekend di Formula 1 è stata nel 1992 la romana Giovanna Amati, nell'ultimo anno della Brabham nella massima serie motoristica. Purtroppo, la sua apparizione sarà assai fugace (sia per l'inesperienza, avendo fatto un solo test sulla Benetton messale a disposizione da Flavio Briatore, sia per la scarsa competitività della monoposto): dopo aver mancato la qualificazione in Sudafrica, Messico e Brasile, la pilota romana viene sostituita da Damon Hill.

LE PILOTE COLLAUDATRICI IN FORMULA 1.

Altre donne pilota pur non riuscendo a correre in qualifica o gara, hanno comunque avuto a che fare con dei team di Formula 1 o come collaudatrici (anche per un solo giorno!), o nel migliore dei casi partecipando alla prima sessione di prove libere di un Gp.
La prima in ordine cronologico è stata Sarah Fisher che nel 2002 a Indianapolis prova per un solo giorno la McLaren grazie allo sponsor comune Tag Heuer. Nel 2005 è la britannica Katherine Legge a testare per due giorni la Minardi sul circuito di Vallelunga, ottenendo però dei risultati tutt'altro che esaltanti.

Breve e purtroppo drammatica nel 2012 l'esperienza come collaudatrice nel team Marussia della spagnola Maria De Villota (figlia d'arte in quanto il padre Emilio è stato pilota di F1 dal 1976 al 1978 e poi nel biennio 1981-1982 che lo vedrà disputare alcune gare).
Nel corso di un test in programma sull'aerodromo di Druxford il 3 Luglio 2012, intorno alle 9:15 Maria esce di pista durante il giro di rientro e a velocità moderata (50-65 Km/h) colpendo il pieno di carico di uno dei camion di supporto del team. La pilota spagnola riesce a salvarsi, ma purtroppo perde l'occhio destro. Maria, però, non si perde d'animo, e, costretta a rinunciare per sempre alla sua carriera, continua a dare tutta se stessa nel mondo del motorsport, cercando di promuovere la sicurezza in pista, mostrando anche nel corso di varie campagne e conferenze il suo casco tagliato a metà in quel drammatico incidente. Proprio le conseguenze neurologiche derivanti da quel drammatico impatto occorso a Druxford saranno la causa della sua morte, avvenuta a causa di un'emorragia cerebrale in una camera di albergo a Siviglia la mattina dell'11 Ottobre 2013 dove avrebbe dovuto presentare la sua autobiografia intitolata “Life is a gift (La vita è un dono)”.

Negli anni successivi registriamo dei test a dir poco limitati come collaudatrici per la svizzera Simona De Silvestro in Sauber nel 2014, e per la spagnola Carmen Jorda in Lotus (divenuta poi Renault nel 2016) nel biennio 2015-2016.

Meglio andrà a Susie Wolff (moglie del Team Principal Mercedes, Toto Wolff), entrata in Williams (allora gestita dal marito) nel 2012 come collaudatrice dopo un passato in Formula Renault, F3 e in DTM. Con il Team di Grove disputerà con il numero 41 non solo nel 2015 i test precampionato, ma anche in quattro circostanze la prima sessione di prove libere: nel 2014 in Gran Bretagna (21°) e in Germania (15°); nel 2015 in Spagna (15°) e ancora Gran Bretagna (13°).