Formula 1

Dossier: Fia, Ferrari e l'accordo sulla power unit

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Dopo il comunicato stampa congiunto dei sette team non motorizzati Ferrari che chiedevano chiarimenti dopo l'accordo raggiunto tra la scuderia di Maranello e la FIA al termine dell'indagine sulla power unit 2019, è la stessa Federazione a far luce sull'intera questione.

La voglia di fare chiarezza, una volta per tutte. Dopo il comunicato emesso lo scorso 28 Febbraio in cui veniva annunciata dalla FIA la conclusione dell'indagine volta ad accertare o meno la regolarità della power unit 2019 Ferrari con un accordo tra le parti (i cui contenuti sarebbero rimasti segreti) e il successivo comunicato stampa congiunto delle sette squadre non motorizzate Ferrari (Mercedes, Red Bull, Racing Point,Williams, AlphaTauri, McLaren e Renault) emesso nella giornata di mercoledì in cui veniva chiesto che gli accordi venissero resi pubblici senza segreti, nelle scorse ore è arrivata puntuale la replica della Federazione in merito a una vicenda che a pochi giorni dall'inizio del Mondiale è tornata nuovamente ad infiammare gli animi all'interno dei principali team.

MERCEDES, RED BULL E I DUBBI SULLA POWER UNIT FERRARI.

Una diatriba, quella sulla regolarità o meno della power unit Ferrari, che vede le sue prime mosse nella seconda parte della stagione. Dopo le due vittorie consecutive di Charles Leclerc in Belgio e a Monza, Mercedes e Red Bull cominciano a sospettare una presunta irregolarità sulla power unit del Cavallino ipotizzando l'adozione di un additivo per il combustibile che, inserito nell'intercooler dell'olio per il raffreddamento dell'aria e poi portato in camera di combustione miscelato alla benzina, porterebbe più spinta e cavalli al motore endotermico. Una soluzione, questa, ai limiti del regolamento ma accettabile visto che l'additivo viene inserito dopo la compressione dell'aria.

La Ferrari tramite il Team Principal Mattia Binotto non esita a rispondere alle accuse dei rivali, sostenendo che la FIA regolarmente osserva i dati della telemetria verificando così l'assoluta conformità delle power unit oltre ai controlli gara dopo gara, ribadendo poi che la maggiore velocità in rettilineo è assicurata dalla combinazione di minor carico aerodinamico (con difficoltà in curva) associata a minor resistenza all'avanzamento oltre a un certo vantaggio che indubbiamente deriva dal motore. Binotto precisa poi che i miglioramenti fatti registrare dalla SF90 nel corso dell'anno (e che hanno portato dal Gp del Belgio al Gp del Messico ad ottenere sei pole position consecutive) sono frutto dei miglioramenti sulla power unit, e per quanto riguarda l'auto, al maggior carico aerodinamico trovato, e che alla fine la differenza la fa solo il modo in cui si gestisce il prodotto e si sviluppa la monoposto.

Red Bull non si accontenta della replica Ferrari, e così il 22 Ottobre 2019 la scuderia di Milton Keynes scrive al Delegato Tecnico Fia, Nicholas Tombazis, chiedendo se è possibile applicare un filtro al segnale del flussometro. Negativa ovviamente la risposta di Tombazis che, tramite la Direttiva Tecnica 35/19 ricorda che tutte le monoposto devono essere dotate di un flussometro omologato secondo le specifiche FIA, che tutta la benzina deve passare attraverso il sensore omologato e da qui arrivare nella camera di combustione attraverso gli iniettori descritti dall'articolo 5.10.2 del Regolamento Tecnico e che ogni sistema il cui scopo è aumentare la portata e al contempo riciclare carburante dopo il punto di misurazione è da considerarsi proibito.

Proprio in seguito alla richiesta Red Bull, alla vigilia del Gp del Brasile esce la Direttiva Tecnica 38/19 in cui viene ribadito che nessun liquido infiammabile proveniente dall'ERS o dall'intercooler può essere usato in camera di combustione, e poi, qualche giorno dopo la gara corsa ad Interlagos, una nuova Direttiva Tecnica (la 39/19) annuncia alle squadre l'inserimento per la stagione 2020 di un secondo flussometro su tutte le monoposto partecipanti al Mondiale di Formula 1 tarato dalla stessa FIA atto a misurare la reale portata di benzina nei motori endotermici e al contempo il rispetto del flussometro. Non solo. Al termine del Gp del Brasile la Federazione decide di esaminare il sistema di alimentazione della benzina di tre monoposto (Ferrari, Alfa Romeo e Red Bull), specificando nei giorni successivi che i controlli erano semplicemente di routine, e che non c'era alcuna indagine a carico della scuderia di Maranello.

Ad Abu Dhabi assistiamo però a un ulteriore colpo di scena. Pochi minuti prima del via dell'ultima gara della stagione, la Ferrari di Charles Leclerc viene messa sotto inchiesta, in quanto i commissari hanno trovato un quantitativo di benzina differente da quello comunicato dalla squadra (con una discrepanza di 4.88 Kg). Non portando un vantaggio significativo al pilota monegasco, la Federazione infligge solamente una multa di 50.000 Euro alla Ferrari, la quale si difende sostenendo di aver inserito in macchina il giusto quantitativo di carburante, ma al contempo sottolinea che i livelli di benzina dichiarati ad inizio e fine gara corrispondevano con quanto rilevato dai tecnici della Federazione.

I team rivali non accettano la sanzione economica inflitta alla scuderia di Maranello, e nel corso dell'inverno la Red Bull in particolare torna a esprimere nuovamente dei dubbi in merito alla regolarità della power unit Ferrari, con Helmut Marko che più volte dichiara che nonostante la Federazione abbia più volte assicurato la piena regolarità della power unit del Cavallino, ci sarebbero diversi elementi del motore Ferrari aldilà di qualsiasi area grigia, e che in qualsiasi momento la sua squadra (qualora sospettasse delle regolarità) non esiterà a protestare.

L'ACCORDO FIA-FERRARI.

Venerdì 28 Febbraio, a poche ore dalla conclusione della seconda sessione di test precampionato, la FIA emette un comunicato in cui viene ufficializzata la conclusione dell'indagine volta a stabilire il funzionamento della power unit Ferrari e al contempo il raggiungimento di un accordo con la scuderia di Maranello i cui contenuti resteranno segreti. La Federazione nello stesso comunicato informa che con Ferrari sono stati concordati una serie di impegni tecnici volti a migliorare il monitoraggio di tutte le power unit nei prossimi campionati e che il suddetto team supporterà la stessa FIA in altri aspetti normativi in F1, nell'attività di ricerca nel ridurre le emissioni di carbonio e nell'introduzione di combustibili eco-sostenibili nelle power unit di futura generazione.

Un aspetto in particolare del comunicato innervosisce Mercedes e Red Bull: perchè non vengono documentati con trasparenza i risultati dell'indagine sulla power unit della Rossa? Perchè è stato deciso di mantenere segreti i contenuti dell'accordo tra Ferrari e Federazione? Un comunicato scritto male, quello della FIA, o dietro il quale c'è la volontà di nascondere qualcosa?

Tutti si aspettano una reazione ufficiale dai team avversari della Rossa, che almeno per il momento non si vede. Arriverà in tutta la sua veemenza Mercoledì 4 Marzo con un comunicato congiunto firmato dalle sette squadre non motorizzate Ferrari, con a capo proprio Mercedes e Red Bull.

IL COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DI PROTESTA VERSO FIA E FERRARI.

Intorno alle 11 di mattina di Mercoledì 4 Marzo sui siti internet di Mercedes, Red Bull, Racing Point,Williams, AlphaTauri, McLaren e Renault esce un comunicato stampa congiunto firmato dalle sette squadre in questione. Mittenti: in primis la Federazione, ma indirettamente anche la Ferrari.

Nel definirsi sorpresi e shockati dal comunicato FIA rilasciato in data 28 Febbraio in merito alla conclusione dell'indagine sulla power unit Ferrari, i sette team sostengono che “il regolatore di uno sport internazionale (la FIA n.d.r) ha la responsabilità di agire con i più alti standard di governance, integrità e trasparenza.
Dopo mesi di indagine, che sono state condotte dalla FIA solo seguendo domande poste da altri team, noi ci opponiamo fortemente al fatto che la FIA abbia raggiunto un accordo di transazione confidenziale con Ferrari per chiudere questa vicenda. Pertanto, dichiariamo pubblicamente il nostro impegno condiviso nel perseguire la piena e corretta divulgazione in materia, affinchè il nostro sport possa trattare tutti i partecipanti in maniera equa e corretta” riservandosi la possibilità di tutelare i propri diritti per via legale.

Una vera e propria dichiarazione di guerra, da parte dei team non motorizzati Ferrari, nei confronti della Federazione e della scuderia di Maranello, a cui la stessa Ferrari decide di non rispondere. A farlo sarà la stessa Federazione, con un comunicato uscito ieri mattina, Giovedì 5 Marzo.

LA RISPOSTA DELLA FEDERAZIONE E I POSSIBILI SCENARI FUTURI.

Nel comunicato diffuso nella giornata di ieri, la FIA ha voluto precisare che la Federazione stessa ha svolto un'indagine tecnica accurata sulla power unit Ferrari così come lo avrebbe fatto per qualsiasi altro partecipante al Mondiale. Le indagini svolte nel corso della stagione 2019 hanno sollevato il sospetto che la power unit Ferrari non sempre abbia operato dentro i limiti del Regolamento FIA, con la Ferrari che si è sempre opposta a questo scenario, sostenendo che la propria power unit abbia sempre operato in conformità al Regolamento. La FIA non era del tutto soddisfatta, ma alla luce della complessità dell'argomento e all'impossibilità di poter dimostrare una qualunque evidenza di reato, ha deciso di non compiere ulteriori indagini.
Per evitare le conseguenze negative e l'incertezza che avrebbe generato una lunga vertenza e al fine di assicurare il bene del campionato e delle parti interessate, la Federazione in accordo con l'articolo 4 delle proprie Regole disciplinari e giudiziarie ha deciso di stipulare un accordo con la Ferrari per chiudere il procedimento, attraverso una procedura utilizzata da molte autorità pubbliche e da altre federazioni sportive nel dirimere le vertenze.
Il comunicato si conclude con l'intenzione da parte della Federazione di intraprendere ogni azione volta a rispettare lo sport, il proprio ruolo e la propria reputazione come regolatore del campionato FIA di Formula 1.

Un'ultima parte, questa, che indirettamente sembra rivolta all'indirizzo dei sette team contestatari, i quali nelle ultimissime ore (secondo quanto riporta la BBC) avrebbero a loro volta inviato una lettera confidenziale alla Federazione che verte su quattro punti ben distinti:
1. Perchè la Federazione si è resa conto che non poteva dimostrare i suoi dubbi in merito alla regolarità della power unit Ferrari?
2. Perchè l'accordo è stato confidenziale invece di comunicarlo in modo più trasparente?
3. L'integrità della classifica finale dello scorso campionato dovrebbe essere ridiscussa?
4. In seguito all'impossibilità della Fia di poter arrivare a dirimere la questione relativa alla regolarità del motore, la stessa Federazione può essere considerata adatta nel controllare il regolamento tecnico dello sport (F1 nel caso specifico)?

Cosa aspettarsi, dunque, in tempi stretti? Non è da escludere che i sette team contestatari dopo la suddetta lettera confidenziale alla Federazione presentino a Melbourne poco prima del Gp inaugurale in Australia una protesta ufficiale contestando non solo l'accordo raggiunto tra FIA e Ferrari ma anche la regolarità della power unit del Cavallino, ma in base a quali criteri, visto e considerato che la Spy Story del 2007 ci insegna che nessuna squadra può avere i progetti tecnici dell'altra, e sopratutto tenuto conto che presentare una protesta ufficiale vorrebbe dire non riconoscere la correttezza dell'operato della FIA, con la stessa che a sua volta non esiterebbe a intraprendere ogni azione nelle sedi più opportune nei confronti dei sette team contestatari volte a rispettare la propria correttezza nonché la propria reputazione di arbitro garante? Solo il tempo saprà dirci quali ulteriori sorprese ci riserverà o meno questa vicenda.