Formula 1

Monoposto F1 2020: Red Bull RB16

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Dopo aver disputato una seconda parte di stagione in evidente crescita lo scorso anno, la Red Bull presenta una monoposto con alcune soluzioni innovative (sopratutto sul muso) con il chiaro intento di consentire a Verstappen di lottare per il titolo contro Mercedes e Ferrari.

Lottare per il titolo mondiale: questo l'obiettivo principale in casa Red Bull per il 2020. Dopo aver evidenziato nella seconda parte della scorsa stagione una decisa crescita prestazionale dovuta da una parte agli evidenti passi in avanti della power unit Honda, dall'altra alle evoluzioni aerodinamiche messe a punto da Adrian Newey e dal suo staff, la scuderia di Milton Keynes si approccia alla nuova stagione con il chiaro intento di mettere pressione fin dalle primissime gare (e non da metà campionato, come avvenuto nelle ultime due stagioni) a Mercedes e Ferrari e lo fa presentando una monoposto, la RB16, in alcuni punti piuttosto estrema, a dimostrazione che la squadra guidata da Chris Horner (e che ha in Max Verstappen la propria punta di diamante) non si è risparmiata pur di azzerare una volta per tutte il proprio gap dalla concorrenza.

Già a metà Dicembre Helmut Marko aveva fatto trapelare un certo ottimismo in merito al fatto che il progetto 2020 fosse due settimane in anticipo rispetto alla tabella di marcia, sottolineando che stava andando meglio rispetto a quanto fosse mai successo in passato. Osservando con attenzione la macchina (in attesa di vederla ovviamente in pista nei test pre-campionato di Barcellona), non si può non rimaner colpiti da alcune soluzioni messe a punto dalla scuderia di Milton Keynes.

A cominciare dal muso, che rappresenta sicuramente l'elemento su cui la Red Bull si è mossa in modo se vogliamo più estremo rispetto alla precedente RB15. Confermata la protuberanza forata centrale, non possiamo non notare sul nasino della monoposto la presenza di due soffiature, il cui compito è quello di spingere il flusso d'aria verso la parte inferiore del muso. I profili alari che si presentano ai lati dei piloni dell'ala anteriore sono di chiara ispirazione Ferrari (confermati non a caso anche sulla nuova SF1000), mentre le zanne ai lati del muso sono di chiara ispirazione Mercedes e hanno la funzione di raccogliere il flusso d'aria e farlo confluire sotto di esse.

Interessante l'ala anteriore, con Red Bull che a differenza di Ferrari (che ha mantenuto la filosofia outwash) decide di puntare sulla filosofia upwash, con lo scopo di reindirizzare i flussi d'aria verso l'alto al fine di massimizzare il carico aerodinamico sull'anteriore. L'S-Duct presenta una doppia apertura, mentre ai lati sono state inserite delle piccole corna, la cui funzione aerodinamica è indirizzare i vortici d'aria verso l'esterno. Confermato lo schema push-rod sulla sospensione anteriore, la quale però sembra inclinata più in avanti rispetto alla RB15: probabile quindi supporre che la RB16 presenti un passo leggermente più lungo, andando così ad allinearsi a Ferrari e (sulla carta) Mercedes. Badgeboard e deviatori di flusso sembrano sostanzialmente simili a quelli già visti sulla monoposto della passata stagione.

Attenzione alla zona airbox-Halo: se l'airbox mantiene la sua forma ogivale (al fine di portare aria per raffreddare l'ERS e il cambio) già vista nelle passate stagioni, da notare sotto di esso la presenza ai lati di due piccole alette (coperte dalla vernice gialla) la cui funzione è quella di convogliare il flusso verso il retrotreno. Presenti ai lati dell'Halo due convogliatori di flusso. Gli specchietti sembrano presentare dei soffiaggi dalla chiara funzione aerodinamica, anche se dall'immagine diffusa non è abbastanza chiaro.
Le bocche dei radiatori si presentano piccole come sulla RB15 della passata stagione, mentre le fiancate sembrano ricordare quella della Mercedes mantenendo ovviamente la rastremazione già vista sulla monoposto della passata stagione.

Rispetto alla SF1000 la pinna sembra essere più ridotta. Confermato l'assetto Rake, anche se rispetto alla RB15 sembra essere meno picchiato.
La sospensione posteriore è di tipo pull-rod, ma il triangolo superiore risulta assai disassato per via del bracket posizionato piuttosto in alto.

Nuovo il concept dell'ala posteriore, sorretta non più dal monopilone (come abbiamo visto sulla RB15), ma da un doppio pilone a collo di cigno (soluzione, questa, adottata negli ultimi anni dalla Ferrari) che a sua volta è ancorato agli scarichi della valvola wastegate. Non compare al momento la T-Wing, cosa questa confermata anche dal shakedown di Silverstone.

In conclusione, la nuova RB16 può quindi essere considerata un'evoluzione estrema della tutto sommato positiva RB15 della passata stagione. Se sarà vincente o meno saranno solo le prime gare del Mondiale a dirlo.