Formula 1

Kubica e un futuro diviso tra DTM e Formula 1

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Al termine di una stagione piuttosto tormentata al volante della Williams, il pilota polacco non rimpiange il ritorno in Formula 1, e, anche se il prossimo anno non sarà pilota titolare, si prospetta per lui una stagione che lo vedrà nella duplice veste di test driver (Alfa Romeo?) e di possibile pilota in DTM con la BMW.

Un ritorno fortemente atteso. Non c'è dubbio che uno dei protagonisti della stagione 2019 sia stato senza ombra di dubbio il pilota polacco Robert Kubica, al rientro quest'anno nel Circus a distanza di otto anni dal drammatico incidente occorsogli nel Febbraio 2011 durante il Rally di Andora, costatogli da un punto di vista fisico una frattura alla gamba destra, un'emorragia interna e lesioni multiple alla spalla, alla mano e al braccio destro che hanno costretto l'equipe del reparto di
Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure guidata dal primario, Francesco Lanza (andato in pensione nei giorni scorsi) a sottoporre l'allora pilota della Renault a un intervento di ben sette ore e da un punto di vista sportivo di fatto l'allontanamento forzato dalla Formula 1.

C'era quindi grande attesa quest'anno per il ritorno di Kubica nel Circus. Un ritorno che, con il senno di poi, purtroppo non ha dato i risultati sperati a causa della scarsa competitività della Williams, che (confermando il trend già intravvisto lo scorso anno) non ha consentito a Robert di mostrare tutto il suo potenziale (nonostante egli sia comunque riuscito a conquistare in Germania l'unico punto della Williams nel Campionato Costruttori), ma che lo stesso pilota non rimpiange.

Come è emerso, infatti, da un'intervista rilasciata nei giorni scorsi, il suo obiettivo era quello di tornare in Formula 1 dopo tanti anni di assenza, e al contempo provare a capire se poteva ancora guidare nonostante le limitazioni causategli dall'incidente occorsogli otto anni fa. Anche se lottare nelle retrovie indubbiamente non aiuta, Kubica nel corso dell'intervista ribadisce che questa stagione corsa in F1 al volante della Williams ha fatto capire alle persone che se egli può guidare una monoposto della massima serie automobilistica, allora può essere in grado di competere in qualsiasi altra categoria, sottolineando che ancora oggi ci sono delle persone che lo stimano e lo apprezzano, consapevoli del fatto che egli sia ancora in grado di poter portare dei risultati sia come pilota che come persona.

Una stima, quella nei confronti del 35enne pilota originario di Cracovia, presente non solo come vedremo in seguito in Formula 1, ma anche nelle altre categorie motoristiche, come dimostra la decisione della BMW (ufficializzata ai primi di dicembre) di affidare la sua M4 DTM proprio a Kubica in occasione dei test DTM svoltisi sul circuito di Jerez de la Frontera.

Nel caso in cui come sembra la BMW dovesse affidare una delle sue M4 DTM a Kubica per il campionato DTM 2020, si andrebbe così a ricomporre nel campionato tedesco destinato alle vetture superturismo un binomio già visto in Formula 1 dal 2006 al 2009 con cui Robert conquistò non solo la sua prima pole in carriera (nonché la prima del team BMW-Sauber in F1) in occasione del Gp del Bahrain del 2008, ma anche in quello stesso anno la prima e unica vittoria in Formula 1 sia per lui che per la BMW-Sauber in Canada, su quello stesso circuito di Montreal che un anno prima nel 2007 lo aveva visto protagonista di un bruttissimo incidente nelle prime fasi di gara dal quale era uscito sorprendentemente illeso.

Se quindi il 2020 dovrebbe vedere salvo clamorosi colpi di scena Kubica al volante della BMW M4 DTM, anche la Formula 1 seppur in un ruolo più marginale potrà contare su di lui. Se è vero che dopo il suo addio alla Williams nessun team gli ha proposto un sedile da pilota titolare, è altrettanto vero però che diverse squadre hanno pensato al pilota polacco per un ruolo di test driver per la prossima stagione, consapevoli del fatto che la sua grande esperienza possa essere utile per ottenere nel futuro immediato dei migliori risultati in pista.

Se la prima squadra a proporre a Kubica un ruolo di test driver per la stagione 2020 è stata nel mese di Novembre la Haas per conto del suo Team Principal Gunther Steiner, seguita poi ai primi di Dicembre dalla Racing Point (con il Team Principal Otmar Szafnauer certo che un eventuale arrivo del pilota polacco sarebbe di grandissimo aiuto per la squadra), nei giorni scorsi sarebbe emersa una nuova candidatura. Secondo un'indiscrezione diffusa a Natale dal sito britannico RaceFans, Kubica sarebbe infatti a un passo dall'accordo con l'Alfa Romeo, grazie alla preziosa intermediazione del suo manager, Alessandro Alunni Bravi (Direttore della holding Sauber che gestisce la scuderia Alfa Romeo Racing, la Islero Investments), ed agevolato anche dal diretto coinvolgimento dell'azienda petrolifera polacca Orlen, che lo scorso anno ebbe un ruolo decisivo nella promozione di Kubica a pilota titolare in Williams (diventando anche sponsor del team di Grove) e che in questa nuova eventuale esperienza in Alfa Romeo prenderebbe il posto della Shell come partner tecnico.

Un eventuale accordo, quello tra Kubica ed Alfa Romeo, che in caso positivo porterebbe i due piloti titolari Raikkonen e Giovinazzi a poter contare sul fronte dello sviluppo su un ulteriore punto di riferimento, e il pilota polacco a poter riallacciare seppur in maniera marginale un rapporto con quella Ferrari con cui anni prima sotto la gestione Montezemolo aveva raggiunto un accordo per affiancare Fernando Alonso nel 2012, venuto poi meno dopo l'incidente occorso nel Febbraio 2011 durante il Rally di Andora. Tu chiamali se vuoi ricorsi storici.