Formula 1

F1 Abu Dhabi: Hamilton e il ritorno in pole position

© Getty Images

Il campione inglese della Mercedes conquista la pole position del Gp di Abu Dhabi (ultima prova del Mondiale 2019 di Formula 1) mettendo così fine a una striscia senza pole lunga nove gare.

Un tabù finalmente sfatato. Lewis Hamilton chiude in bellezza la stagione 2019 conquistando la pole position del Gp di Abu Dhabi (ultima prova del Mondiale di Formula 1) e ribadendo una volta di più l'assoluta superiorità della Mercedes sul circuito di Yas Marina. Sulla pista che ha visto infatti il team tedesco campione del mondo conquistare dal 2014 ripetutamente la prima fila (condizione, questa, non ripetutasi quest'anno nonostante il secondo tempo ottenuto da Bottas a causa della doppia sostituzione della power unit sulla sua monoposto, che lo costringerà a partire dal fondo della griglia), Hamilton forte di una W10 nettamente più performante della concorrenza sopratutto nel terzo settore (quello più guidato e in cui il maggior carico aerodinamico associato alla capacità della sua monoposto di essere piuttosto gentile con le gomme trovandone con una discreta facilità la corretta finestra di esercizio sono doti a dir poco basilari) è riuscito così non solo a far registrare il nuovo record della pista (1'34”779), ma addirittura a metter fine a una striscia negativa di ben nove gare senza pole position (l'ultima pole conseguita dal sei volte campione del mondo inglese risaliva infatti al Gp di Germania).

Un'ulteriore iniezione di fiducia per Hamilton, che gara dopo gara dimostra sempre più il suo valore in pista.

Una giornata di festa per Hamilton, che per la Mercedes sarebbe potuta essere ancora più emozionante con il secondo posto di Valtteri Bottas (1'34”973), il quale invece dovrà giocoforza domani partire dall'ultimo posto in griglia come detto per la doppia sostituzione della power unit. Se alla vigilia di questa gara era stata infatti montata sulla monoposto di Bottas una quarta power unit (con alcune componenti in ottica 2020) a causa della rottura della terza power unit stagionale nella precedente gara in Brasile, una perdita idraulica scoperta nella serata di ieri al termine delle prime due sessioni di libere ha costretto il team tedesco ad optare per l'utilizzo della quinta power unit stagionale (presumibilmente la Spec 3 attualmente utilizzata da Hamilton) con conseguente sostituzione del motore a combustione interna (ICE), del turbo-compressore, dell'MGU-H, e dell'MGU-K. Una gara di rimonta, quella a cui è chiamato Bottas, su una pista dove sorpassare non è del tutto così facile.

Ad approfittare di questa situazione è la Red Bull di Max Verstappen (1'35”139) che dal terzo posto in griglia sale così in seconda posizione, e che al via potrà sfruttare il lato più pulito della pista. Il pilota olandese è riuscito a tirare fuori il massimo dalla sua monoposto grazie a una power unit Honda apparsa in crescita anche sul circuito di Yas Marina e a un bilanciamento piuttosto efficace, pur pagando un distacco di 360 millesimi nei confronti di Hamilton.

Delude non poco la Ferrari con Charles Leclerc quarto (1'35”219) e Sebastian Vettel (1'35”339) quinto (domani in griglia terzo e quarto), staccati rispettivamente di 440 e 560 millesimi da Hamilton, e dai quali forse era lecito aspettarsi qualcosina di più. Se nei primi due settori la SF90 è stata la monoposto più veloce del lotto, è nel terzo settore purtroppo che emergono tutti quei limiti già evidenziati nel corso della stagione corrente, e che un po' di sottosterzo, la difficoltà a generare più carico aerodinamico e a mantenere la temperatura di esercizio delle gomme nella corretta finestra di utilizzo e al contempo l'inclinazione della pista tendono ad amplificare maggiormente.

Come se non bastassero queste difficoltà relative alla monoposto, sul finale di qualifica Leclerc non ha potuto effettuare il suo ultimo tentativo lanciato in quanto dinanzi a lui Vettel non è riuscito a superare la Red Bull di Alexander Albon (autore di una qualifica sotto tono). Se in Cina il campione tedesco non aveva esitato a superare Verstappen in una situazione piuttosto identica andando così a violare una sorta di patto non scritto (o comunque una sorta di gentleman's agreement) secondo cui nel corso del giro di lancio non è consigliabile superare un collega più lento impegnato nella stessa identica operazione, ad Abu Dhabi Vettel si è adeguato al ritmo più lento imposto da Albon non solo non superando il pilota anglo-thailandese della Red Bull, ma riuscendo così a tagliare il traguardo per effettuare l'ultimo tentativo lanciato a disposizione per un solo secondo (peraltro non migliorandosi). Cosa, questa, ovviamente non riuscita a Leclerc, che si è visto esporre la bandiera a scacchi, senza così poter migliorare il proprio tempo. Una vera e propria occasione persa, in quanto
Leclerc avrebbe potuto quasi sicuramente lottare con Verstappen per il terzo posto odierno (il secondo posto in griglia domani vista la penalizzazione di Bottas), forte anche della decisione presa all'ultimo di diversificare le proprie gomme al via rispetto a quelle di Vettel (gomme medie contro le soft montate dal campione tedesco).
Così facendo domani in griglia Leclerc a parità di gomme (medie) con Hamilton e Verstappen si giocherà tutte le sue ultime chance di conquistare il terzo posto finale in Classifica Piloti in partenza, sperando di avere un ottimo scatto al via e forte del buon ritmo mostrato con le gomme dure (da usare quasi sicuramente nel secondo stint di gara). Un'impresa indubbiamente disperata, ma non impossibile per il pilota monegasco della Ferrari.

Dietro ai top team, da sottolineare ancora una volta la buona performance della McLaren, con Norris settimo e Sainz nono (domani in griglia sesto e ottavo). Non è da escludere che domani qualora Sainz partisse bene e si trovasse dietro al giovane compagno di squadra inglese, il team di Woking non possa decidere di privilegiare il più esperto pilota spagnolo consentendogli di perdere il minor numero di punti possibili da Albon (approfittando anche del fatto che Gasly partirà dietro di lui) andando così a caccia del sesto posto in Classifica Piloti.
In top 10 a sandwich tra le due McLaren troviamo la Renault che piazza per l'appunto Ricciardo in ottava posizione (settima in griglia), e Hulkenberg (all'ultima gara in F1) in decima (nona domani in griglia).

Tra le delusioni di giornata non possiamo non registrare Haas e Alfa Romeo. Se il team americano chiude amaramente una stagione iniziata sicuramente con altri obiettivi con Magnussen 15° e Grosjean 16° (domani in griglia rispettivamente 14° e 15°), è difficile da capire la prestazione piuttosto deludente dell'Alfa che in Brasile aveva ben figurato andando a punti con entrambe le monoposto, e che ad Abu Dhabi vede Giovinazzi e Raikkonen eliminati addirittura in Q1 con il 17° e il 18° tempo (domani partiranno 16° e 17°). Se per Giovinazzi è sicuramente positivo poter chiudere la stagione in qualifica davanti a Raikkonen, è al contempo evidente purtroppo l'inevitabile passo indietro fatto registrare dalla squadra guidata da Frederic Vasseur nella seconda parte di campionato, una volta tornata in pista dopo la pausa estiva. Un passo indietro che a Hinwill dovrà essere ben studiato per consentire sia a Giovinazzi che a Raikkonen di affrontare un 2020 decisamente più all'altezza per un blasone prestigioso come quello dell'Alfa.