Formula 1

F1 Brasile: la vittoria di Verstappen e l'harakiri Ferrari

© LAPRESSE

Max Verstappen (Red Bull) si aggiudica il Gp del Brasile davanti a Pierre Gasly (Toro Rosso) e a Carlos Sainz Jr (McLaren), ma la gara verrà ricordata per il contatto tra le Ferrari di Charles Leclerc e Sebastian Vettel, che complica non poco per entrambi la lotta per il terzo posto. Penalizzato Hamilton (da 3° a 7°) per il contatto ai danni di Albon.

Una gara pazza, al pari di quella già vista quest'anno sul circuito di Hockenheim in Germania. Non è un caso se a vincere entrambe le gare sia stato lo stesso pilota, Max Verstappen. Il giovane talento olandese (forte di una Red Bull che dopo l'ottima performance in qualifica ha dimostrato anche in gara di essere molto competitiva grazie a un motore Honda che per la prima volta non ha sfigurato sui rettilinei rispetto ai più quotati motori Mercedes e Ferrari) ha disputato la gara perfetta, superando per ben due volte Hamilton in pista, sia subito dopo la prima sosta (22° Giro) sia dopo la safety car (entrata in pista dopo la rottura del motore della Mercedes di Valtteri Bottas)nel corso del 59° Giro riprendendosi così quello che la sorte gli aveva tolto un anno fa sempre ad Interlagos.
Una vittoria, quella Red Bull, che avrebbe potuto trasformarsi in una meritata doppietta grazie all'ottima gara di Alexander Albon, il quale purtroppo però è stato toccato nel corso del penultimo giro da Lewis Hamilton (in rimonta dopo la seconda sosta), che ha finito così con il danneggiare la sua corsa.

Una gara, quella corsa sul circuito di Interlagos, caratterizzata da un primo segmento (Giri 1-54) che ha visto il duello per la vittoria tra Hamilton e Verstappen, con Vettel terzo (superato al via dalla Mercedes del sei volte campione del mondo inglese), autore di un buon ritmo leggermente più lento rispetto ai due piloti di testa ma al contempo sufficiente per mantenere alle sue spalle la Red Bull di Alexander Albon, la seconda Ferrari guidata da Charles Leclerc (autore di un'ottima rimonta) e la Mercedes di Valtteri Bottas (in rimonta con le gomme medie dopo uno stint centrale di gara inizialmente positivo con le gomme dure e poi andato progressivamente a peggiorare).

Nel corso del 54° Giro, però, ecco il colpo di scena destinato a cambiare in parte l'inerzia della gara, con il pilota finlandese della Mercedes costretto a fermarsi per un evidente problema al motore, già visto nel corso della tornata precedente per via di una fumata bianca uscita dal retrotreno della W10. Un problema, quello patito da Bottas, quasi sicuramente generato dalla difficoltà del finlandese a superare in pista il pilota monegasco della Ferrari nonostante avesse gomme più fresche e di una tipologia più morbida (medie contro le dure del ferrarista). Leclerc dalla sua, però, poteva contare su un motore decisamente più fresco rispetto al rivale, il quale è rimasto per più giri nei tubi di scarico della Rossa. Un errore grosso in una pista di altura come quella di Interlagos dove l'aria rarefatta non consente al motore di respirare perfettamente, e che alla fine ha portato al cedimento della power unit Mercedes.

Inevitabili a questo punto le bandiere gialle e la Safety Car (anche se forse una Virtual sarebbe stata la decisione più corretta da parte della Direzione Gara), con Verstappen e Leclerc che rientrano ai box per montare una gomma soft (l'olandese una già rodata nel corso delle libere, il pilota monegasco una completamente nuova), con la Mercedes che stranamente decide di lasciare Hamilton in pista (decisione, questa, che si rivelerà completamente errata), e con Vettel che resta in pista avendo già messo la Soft pochi giri prima.

Inizia quindi un nuovo segmento di gara, che come vedremo, non mancherà di riservare numerosi colpi di scena. A cominciare dalla ripartenza, avvenuta nel corso del 60° Giro, che vede le due Red Bull di Verstappen ed Albon sfruttare a pieno il lato più esterno della pista e conquistare rispettivamente la prima e la terza posizione ai danni dei rispettivi avversari (la Mercedes di Hamilton e la Ferrari di Vettel), con Leclerc che man mano grazie alla gomma più fresca si avvicina sempre di più al caposquadra.

Si capisce fin da subito che il finale di gara non mancherà di riservare emozioni, e all'inizio del 66° dei 71 Giri ecco il colpo di scena, destinato a far aprire numerose discussioni: Leclerc supera Vettel all'altezza della prima curva, con un sorpasso di cattiveria tale da far applaudire i tifosi brasiliani presenti in tribuna. Vettel però non ci sta, e anziché aspettare il giro successivo per sfruttare il rettilineo del traguardo per risuperare Leclerc nello stesso punto, decide di tentare subito il sorpasso in curva 4, senza però fare attenzione al poco spazio lasciato dal monegasco: il contatto è inevitabile.

Come possiamo vedere dalle immagini, Vettel sfiora la ruota anteriore destra del compagno di squadra quel poco che serve per danneggiare la sospensione anteriore destra della SF90 gemella, e al contempo causare una foratura della sua gomma posteriore sinistra.
I commissari convocheranno entrambi i piloti Ferrari nel dopogara, decidendo di non prendere ulteriori provvedimenti, ritenendo entrambi responsabili dell'incidente occorso, ma, osservando molto bene le immagini, non è possibile non notare l'errore di misura compiuto da Vettel, con Leclerc che mantiene il volante perfettamente dritto. Un errore che non solo priva la Ferrari di un podio certo e di punti preziosissimi in classifica Costruttori, ma che sopratutto consente a Verstappen a una gara dal termine di ipotecare (o quasi) la terza posizione nel Mondiale piloti, con Vettel ormai a 30 punti dall'olandese (e quindi fuori dai giochi), e Leclerc a 11 punti.

A causa dei detriti lasciati in pista dalle due Rosse la Direzione gara manda nuovamente in pista la Safety Car proprio mentre la Mercedes chiama tardivamente ai box Hamilton per l'ultima sosta montandogli ancora una gomma morbida.

La Gara riparte così al 70° dei 71 Giri in programma con soli due giri a disposizione, con Hamilton che dopo aver superato Gasly va all'attacco di Albon (autore fino a quel momento di un'ottima gara), ma, come detto all'inizio il pilota inglese attacca troppo duramente il collega anglo-thailandese della Red Bull facendolo ruotare, e danneggiandogli ingiustamente la gara. Hamilton sembra non accusare danni e alla fine attacca la Toro Rosso di Gasly tornata in seconda posizione, ma il giovane pilota francese non ci sta, e così riesce al fotofinish a tagliare il traguardo davanti al pilota inglese della Mercedes che salirà sul podio salvo poi venir penalizzato con 5 secondi (retrocedendo dal terzo al settimo posto) e due punti sulla patente proprio per il contatto con Albon.

Dietro al vincitore Verstappen, ecco quindi salire sul podio Pierre Gasly secondo, e (in un secondo momento) il pilota spagnolo della McLaren Carlos Sainz Jr, entrambi al primo podio in carriera in Formula 1. Se per Gasly il secondo posto dietro all'ex compagno di squadra Verstappen a bordo della Toro Rosso sa di rivincita dopo esser stato retrocesso nella scuderia di Faenza nella pausa estiva e in particolare sublima un ottimo weekend, merita di essere sottolineata anche la gara di Sainz che, partito ultimo per la sostituzione della power unit Renault dopo i problemi accusati in qualifica, alla fine conquista un podio preziosissimo per lui e per la McLaren (l'ultimo podio per il team di Woking risaliva infatti al Gp d'Australia 2014 con Magnussen secondo e Button terzo dopo la squalifica di Daniel Ricciardo).

Un podio che il pilota spagnolo non ha potuto apprezzare in pieno (essendo arrivata la notizia della penalizzazione di Hamilton una volta compiuta la premiazione sul podio), ma che in casa McLaren hanno comunque trovato il modo di recuperare, come possiamo vedere da questo tweet.

Chi approfitta dei passi falsi altrui è sicuramente l'Alfa Romeo, che piazza in quarta posizione Kimi Raikkonen e in quinta Antonio Giovinazzi, autori di un'ottima gara, con il team che questa volta per fortuna non ha commesso degli errori strategici, consentendo così a entrambi i piloti di poter sfruttare il massimo potenziale possibile dalla C38. Era dalla stagione 1951 che l'Alfa non piazzava entrambi i piloti nelle prime cinque posizioni.

Gara di rimonta per Daniel Ricciardo, arrivato sul traguardo sesto con la sua Renault: dopo aver toccato al via Magnussen danneggiando la sua ala anteriore e venendo punito dai Commissari con 5 secondi di penalità, il pilota australiano di origini italiane è stato protagonista di una bellissima rimonta che lo ha portato a chiudere la corsa davanti alla McLaren di Lando Norris (ottavo), e alla Racing Point di Sergio Perez (nono). Decima la Toro Rosso di Daniil Kvyat, autore di una gara un po' sottotono davanti alla Haas di Kevin Magnussen (11° e fuori dai punti). Dopo aver brillato in qualifica, le monoposto del team guidato da Gunther Steiner sono progressivamente uscite dalla top 10 confermando di soffrire non poco le alte temperature fatte registrare in pista, come dimostra anche il 13° posto del compagno di squadra Grosjean. In dodicesima posizione, da registrare la buona gara di George Russell: il pilota inglese si conferma come sempre di avere un ottimo talento alla guida che la Williams attuale purtroppo non gli consente di esprimere al massimo.

In Classifica Piloti Hamilton (laureatosi già Campione del Mondo) sale a 387 punti seguito a quota 314 da Bottas. Verstappen sale in terza posizione con 260 punti, seguito da Leclerc, fermo a quota 249 e da Vettel (230). In sesta posizione troviamo a pari merito Pierre Gasly e Carlos Sainz Jr con 95 punti, seguiti da Albon (84), Ricciardo (54) e Perez (46).

In Classifica Costruttori la Mercedes (Campione del Mondo Costruttori) è in testa con 701 punti, seguita dalla Ferrari con 479 punti. Terza è la Red Bull con 391 punti, seguita da McLaren (140), Renault (91), Toro Rosso (83), Racing Point (67), Alfa Romeo (57), Haas (28) e Williams (1).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 1° Dicembre con l'ultimo Gp della stagione ad Abu Dhabi con diretta pomeridiana sia su SKY che in chiaro su TV8.