Formula 1

Formula 1, presentazione Gp Brasile

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La Formula 1 sbarca sul circuito brasiliano di Interlagos per la penultima prova del Mondiale 2019.

Dimostrare la bontà e la regolarità dei progressi evidenziati in pista. A due settimane dalla conquista del sesto titolo mondiale di Lewis Hamilton, la Formula 1 sbarca in Brasile per la penultima prova del Mondiale 2019, ma a tener banco sopratutto all'interno del paddock sono le due Direttive Tecniche inviate dal Delegato Tecnico FIA, Nicholas Tombazis, all'indirizzo di tutte le squadre, tra il Gp degli Usa ad Austin e la giornata di mercoledì. Se la prima voleva essere indirettamente una risposta a un chiarimento richiesto dalla Red Bull, la seconda è stata emessa in maniera autonoma dalla Federazione. C'è chi ha voluto vedere in queste due Direttive la volontà della Federazione di voler evitare delle polemiche ingiustificate, chi invece (stampa tedesca in particolare) una vera e propria controffensiva all'indirizzo della Ferrari, che dal Gp del Belgio in poi ha evidenziato un deciso passo in avanti sul fronte delle performance grazie alla propria power unit (ma anche, cosa che in tanti dimenticano, grazie all'efficienza del pacchetto aerodinamico introdotto a Singapore, che fin da subito si è sposato molto bene con la SF90). Ecco, quindi, perchè per la scuderia di Maranello sarebbe importante poter vincere in Brasile, in modo da poter mostrare la regolarità della propria power unit e sopratutto zittire chi sostiene che fino al Gp del Messico la Rossa sia cresciuta di prestazioni per via di un motore non del tutto conforme alle regole.

LE DIRETTIVE TECNICHE FIA SU FLUSSOMETRO E CAMERE DI COMBUSTIONE.

Tra le qualifiche dello scorso Gp degli Usa ad Austin e la vigilia delle prove libere del Gp del Brasile, in programma questo fine settimane a Interlagos, dunque, la FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) tramite il suo Delegato tecnico Nicholas Tombazis ha inviato alle squadre ben due Direttive Tecniche (la 35/19 e la 38/19) in tema di power unit. A cosa si riferiscono di preciso queste due Direttive?

La Direttiva tecnica (TD) 35/19 nasce come risposta alla richiesta di chiarimenti inviata alla Federazione dal capo degli Ingegneri Red Bull, Paul Moneghan in merito alla possibilità di poter aumentare il flusso di carburante consentito (100 Kg/h) con dei congegni che risulterebbero legali ai controlli della Federazione stessa. Ovvia la risposta di Tombazis, che, tramite la TD 35/19 ricorda a tutte le squadre che tutte le monoposto partecipanti al Mondiale di Formula 1 devono essere dotate di un flussometro omologato dalla FIA, che tutta la benzina debba passare attraverso il flussometro in modo da poter arrivare in camera di combustione attraverso gli iniettori, e che non solamente il flusso di carburante deve rispettare la soglia consentita di 100 Kg/h, ma che ogni qualsiasi sistema volto ad aumentare la portata del flusso è da considerarsi a tutti gli effetti proibito.

La TD 38/19, come detto, emessa nella giornata di mercoledì, nasce invece direttamente dalla Federazione, e ricorda alle squadre che non è consentito usare nelle camere di combustione della power unit dei liquidi provenienti dai sistemi di raffreddamento (e quindi o dall'intercooler, o dal collettore, o dall'ERS) al fine di incrementare le prestazioni del motore.

Siccome c'è stato chi ha voluto vedere un primo effetto dell'applicazione della TD 35/19 nella deludente prova offerta dalla Ferrari in terra americana (causata in parte dalla difficoltà di mandare correttamente in temperatura la gomma media, in parte da un set-up non del tutto efficace volto a migliorare la velocità in curva a scapito di quella già molto buona in rettilineo), ecco quindi che una vittoria Ferrari in Brasile come dicevamo all'inizio potrebbe acquisire un significato ancora più importante dopo le Direttive tecniche emesse perchè dimostrerebbe la bontà e la regolarità dei miglioramenti portati dal team di Maranello a scapito delle maldicenze messe in giro per distrarre una squadra, che nella seconda parte di campionato, ha dimostrato di essere piuttosto competitiva.

Se Leclerc sarà costretto giocoforza a subire una penalità di 10 posizioni in griglia per l'utilizzo della quarta power unit stagionale dopo il problema occorso nella FP3 di Austin, ecco che per Vettel (alla sua 100° gara in Ferrari) la corsa di Interlagos potrebbe essere l'occasione per conquistare la seconda vittoria stagionale dopo quella conseguita a Singapore.

ALBO D'ORO BRASILE

Quella in programma domenica sarà la 47° edizione del Gp del Brasile valida per il Mondiale di Formula 1. Due i circuiti che hanno ospitato questa gara: Jacaparegua (1978, 1981-1989) e Interlagos (1973-1977, 1979-1980, 1990-oggi).
Nelle 46 edizioni finora disputate il pilota ad aver ottenuto il maggior numero di pole position è Ayrton Senna (6), seguito a quota 3 da Mika Hakkinen, Rubens Barrichello, Felipe Massa e Lewis Hamilton. Tra i piloti attualmente in attività, con due pole position troviamo Sebastian Vettel.

Il pilota ad aver vinto il maggior numero di edizioni (6) del Gp del Brasile è Alain Prost (5 vittorie a Jacarepagua con Renault (1982) e McLaren (1984-1985, 1987-1988) e 1 a Interlagos nel 1990 con Ferrari), seguito da Michael Schumacher (4 a Interlagos; 2 con Benetton nel 1994 e nel 1995, 2 con Ferrari nel 2000 e nel 2002) e da Carlos Reutemann (3 di cui 1 a Interlagos nel 1977 con Ferrari, e 2 a Jacarepagua nel 1978 con Ferrari e nel 1981 con Williams).

Dal 2004 ad oggi in più occasioni il Gp del Brasile ha assegnato il titolo mondiale: se fino al 2003 la gara veniva disputata tra Marzo e Aprile, a partire dal 2004 la gara è stata spostata tra Ottobre e Novembre per evitare il rischio di piogge torrenziali.

Cinque, dunque, i piloti che si sono laureati Campioni del Mondo ad Interlagos: Alonso (2005 e 2006), Raikkonen (2007), Hamilton (2008), Button (2009), Vettel (2012).

CARATTERISTICHE TRACCIATO, ASSETTO MONOPOSTO E GOMME PIRELLI

Dal 1990 il Gp del Brasile si corre sul circuito di Interlagos (4309 metri da ripetere per 71 volte), situato nell'omonimo quartiere di San Paolo. Seppur in altura, il circuito è situato tra due laghi artificiali, il Guarapiranga e il Billings: da qui il nome Interlagos. Lungo il tracciato più volte nel corso degli anni si sono presentati dei dossi, al punto da costringere nel 2016 gli organizzatori a riasfaltare la pista: è molto probabile che l'origine di questi dossi sia da addebitare proprio alla natura del terreno così fragile tra i due laghi.

Nonostante l'altitudine ridotta (786 metri contro i 2300 metri sul livello del mare registrati in Messico), non c'è dubbio come l'aria rarefatta rappresenti anche in questa gara un problema non indifferente per le attuali power unit per via della minor capacità di raffreddamento.
Passando ad esaminare le caratteristiche della pista, dopo la staccata piuttosto significativa presente in curva 1 (dove i piloti nel corso della gara arriveranno a toccare i 335 Km/h, e che al via può diventare piuttosto decisiva per effettuare dei sorpassi, vedi Vettel-Bottas nel 2017) i piloti tra la curva 2 e la 3 affrontano un rapido cambio di direzione sinistra-destra-sinistra, al termine del quale si snoda un rettilineo che porterà le monoposto a toccare anche in questo caso i 335 Km/h. Importante in questo primo settore poter contare su una buona trazione, ma anche su una buona velocità di punta in rettilineo grazie alla potenza della power unit utilizzata. Si entra così nel secondo settore, costituito dalle curve 4-11, in cui la trazione e un buon carico aerodinamico risultano a dir poco basilari nell'affrontare le curve lente presenti in questa porzione di pista.Nell'ultimo tratto di pista, caratterizzato dalle curve 12-15, è fondamentale poter contare sulla trazione nell'uscire dalla curva 13 (la Juncao) e sulla massima potenza della propria power unit in modo tale da poter affrontare in piena velocità l'allungo che porta le monoposto fino al traguardo.

Tenuto conto delle caratteristiche sopra descritte, è possibile ipotizzare per Interlagos un assetto da medio-alto carico aerodinamico.

Per quanto riguarda, infine, le gomme, Pirelli ha portato (vedi Preview) le mescole più dure C1, C2 e C3.

Se Mercedes ha differenziato le scelte tra i piloti (con Hamilton che avrà a disposizione 8 set di gomme morbide C3, 4 set di gomme medie C2, e 1 set di gomme dure C1 a differenza di Bottas che potrà contare su 8 set di gomme morbide C3, 3 set di gomme medie C2 e 2 set di gomme dure C1), aggressiva e al contempo speculare è stata la scelta di Ferrari e Red Bull con Vettel, Leclerc, Verstappen ed Albon che potranno contare ciascuno su 10 set di gomme morbide C3, 2 set di gomme medie C2 e 1 set di gomme dure C1.

COPERTURA TELEVISIVA SU SKY E TV8.

Il Gp del Brasile verrà trasmesso in diretta esclusiva pay sui canali Sky, e in differita in chiaro su TV8.
Andando nello specifico, FP1 (Venerdì 15 Novembre alle 15), FP2 (Venerdì 15 Novembre alle 19), FP3 (Sabato 16 Novembre alle 16) e le Qualifiche (Sabato 16 Novembre alle 19) verranno trasmesse in diretta esclusiva su SKY SPORT F1 HD (canale 207 della piattaforma Sky per satellite e fibra).
La gara (Domenica 17 Ottobre alle 18:10) verrà trasmessa in diretta pay sia su SKY SPORT F1 HD, sia su SKY SPORT 486 (canale 486 del digitale terrestre).
Il Gp verrà inoltre trasmesso in differita in chiaro su TV8 (canale 8 del digitale terrestre) con qualifiche e gara che verranno trasmesse rispettivamente Sabato 16 e Domenica 17 Novembre a partire dalle 21:30 (prequalifiche e pregara a partire dalle 20:30).