Formula 1

Hamilton e il sesto titolo iridato

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Valtteri Bottas su Mercedes si aggiudica il Gp degli Usa di Formula 1 davanti al compagno di squadra Lewis Hamilton e alla Red Bull-Honda di Max Verstappen, ma l'attenzione di tutti è per il campione inglese della Mercedes che si laurea per la sesta volta Campione del Mondo.

Un nuovo emozionante capitolo nella storia sempreverde della Formula 1. Nel giorno in cui Valtteri Bottas conquista il Gp degli Usa sul circuito di Austin, a raccogliere l'attenzione di tutti è senza ombra di dubbio Lewis Hamilton che conquista matematicamente il suo sesto titolo iridato (il secondo sul Circuit Of The Americas dopo quello vinto nel 2015) grazie al secondo posto finale dietro al finlandese. Un sesto titolo iridato, quello conquistato dal campione originario di Stevenage che consente allo stesso Hamilton di entrare nell'Olimpo dei grandissimi della F1 superando l'indimenticabile Juan Manuel Fangio (fermo a quota 5) portandosi a un solo passo dal record di 7 titoli mondiali conseguiti da una leggenda del Circus quale Michael Schumacher.
Comprensibile, a fine gara, l'emozione da parte di Hamilton al termine di una gara che ha confermato una volta di più il grande talento del campione inglese della Mercedes, che in tutti i modi ha cercato di far coincidere la conquista del titolo iridato con la vittoria del Gran Premio, e costretto poi ad arrendersi all'inevitabile crollo nel finale delle gomme dure e al contemporaneo ritorno di Valtteri Bottas (su due soste rispetto all'unica effettuata da Hamilton, e quindi con gomme più fresche).

Bellissimo, poi, il gesto di Sebastian Vettel, il quale a fine gara ha raggiunto Hamilton nel retropodio per fargli i complimenti. Un comportamento, quello di Vettel, che il campione inglese della Mercedes ha apprezzato non poco, e che dimostra da una parte la grande signorilità da parte del campione tedesco della Ferrari, ma al contempo anche il rispetto reciproco tra i due Campioni del Mondo.

Proprio il Gp degli Usa ci mostra l'ottimo stato di salute della Mercedes con la conquista del titolo da parte di Hamilton, e della gara da parte di Valtteri Bottas, a cui va dato atto di aver fatto il massimo per cercare di tenere il più aperta possibile la lotta per il titolo. Partito dalla pole, il finlandese è stato autore di una condotta di gara assolutamente ineccepibile, che lo ha portato su una diversa strategia di gara rispetto al più titolato compagno di squadra e così ad avere gomme più fresche nel finale per poterlo superare. Quello che è piaciuto di più di Bottas nel weekend texano è stata però la sua determinazione, la sua volontà di mostrare a tutti di potersela giocare con Hamilton, nonostante i numeri fossero ovviamente a favore dell'inglese. Un pilota diverso, insomma, rispetto a quello visto nella scorsa stagione, e che sicuramente ha potuto sfruttare il vantaggio di poter contare su una monoposto piuttosto efficiente da un punto di vista aerodinamico come la W10, che ad Austin si è mostrata sul passo gara piuttosto ben bilanciata e al contempo gentile con le gomme. Non è un caso, quindi, il sesto titolo Costruttori consecutivo, a cui ieri con il Mondiale vinto da Hamilton si è aggiunto un nuovo record: il sesto Mondiale Piloti consecutivo vinto da un pilota di quella data scuderia (5 di Hamilton nel 2014-2015-2017-2018-2019 e 1 di Rosberg nel 2016), abbattendo così il record di 5 Mondiali Piloti consecutivo ottenuto dalla Ferrari con Michael Schumacher dal 2000 al 2004. La conferma di un team (la Mercedes) ancora motivato ed affamato di successi, e per questo non ancora intenzionato a lasciare la presa.

Sul gradino più basso del podio sale la Red Bull con Max Verstappen. Il giovane pilota olandese è stato autore di una gara piuttosto regolare (probabilmente anche a causa del danno riportato al via sul lato sinistro dell'ala anteriore), ma salvo nel finale con un Hamilton in seria crisi di gomme non ha mai dato la sensazione di poter attaccare seriamente la Mercedes. Solo nel finale, come detto Verstappen si è avvicinato non poco alla monoposto di Hamilton, ma il ritiro occorso alla Haas di Kevin Magnussen, fermo tra curva 11 e curva 12 nel secondo settore, non ha permesso al pilota olandese di superare il campione inglese della Mercedes.

Restando in casa Red Bull, da sottolineare la gara in rimonta di Alexander Albon, che, toccato in Curva 1 dalla McLaren di Carlos Sainz, alla fine è riuscito a tagliare il traguardo in quinta posizione. Una prestazione che, salvo clamorosi colpi di scena, dovrebbe garantire al pilota anglo-thailandese la sua riconferma in Red Bull anche per il prossimo anno.

Gara da dimenticare, quella statunitense, in casa Ferrari. In primis per Sebastian Vettel che nel corso dell'ottavo giro è stato costretto al ritiro per via del cedimento improvviso del triangolo superiore della sospensione posteriore destra dopo aver accusato nel corso del primo giro un improvviso sottosterzo che lo ha portato a perdere numerose posizioni passando dal secondo al settimo posto (da non escludere che al via abbia toccato piuttosto violentemente o un cordolo, o un dosso, e questo possa aver portato prima al sottosterzo, e poi, una volta toccato il salsiciotto inserito nelle ultime ore in Curva 8 (per evitare eccessivi tagli di traiettoria da parte dei piloti) al cedimento della sospensione), e in seguito anche per Charles Leclerc, autore di una gara piuttosto deludente che lo ha visto tagliare il traguardo in quarta posizione, pur conquistando il punto aggiuntivo per il giro più veloce.

Sia ben chiaro: il pilota monegasco ha cercato come sempre di spremere il massimo dalla propria monoposto, ma la SF90 sopratutto nel primo stint di gara affrontato con gomme medie (quelle che in FP2 sembrano essere le migliori nella simulazione di passo gara) non è mai stata all'altezza di Mercedes e Red Bull più per un set-up della monoposto rivelatosi tutt'altro che efficace che per l'utilizzo della Spec 2 della power unit (montata d'emergenza dopo il problema verificatosi in FP3). Con il senno di poi, viene quasi da chiedersi perchè a Leclerc non sia stata montata una nuova power unit della Spec 3. Vero, il monegasco avrebbe dovuto subire una penalizzazione di dieci posizioni in griglia, ma non solo così facendo Leclerc avrebbe potuto contare su una power unit decisamente più fresca (e aggiornata rispetto alla Spec 2) per le ultime due gare in programma in Brasile e ad Abu Dhabi, ma anche i precedenti della Rossa ad Austin(con Vettel partito 13° in griglia nel 2015 per la sostituzione della power unit e classificatosi terzo) e la gara già citata di Albon ci dimostrano come per una monoposto di vertice una gara di rimonta sia possibile sul circuito texano.

Scorrendo la classifica, positive le gare di Daniel Ricciardo giunto sesto a bordo della sua Renault, e delle McLaren di Lando Norris e Carlos Sainz Jr, giunte sul traguardo rispettivamente settimo e ottavo. Completano la zona punti la Renault di Nico Hulkenberg (il cui futuro sembra sempre più destinato verso il DTM, salvo clamorosi colpi di scena), e la Racing Point di Sergio Perez, partito dalla pitlane per non essersi fermato ai controlli di peso vettura nel corso della FP2 (con tanto di sostituzione gomme da parte dei suoi meccanici, quando il Regolamento ben specifica che nel caso in cui una monoposto venga fermata dai Commissari per il controllo peso, il pilota debba fermarsi nell'apposita piazzola, e che la squadra non possa fare alcuna operazione su di essa), e classificatosi decimo.

In Classifica Piloti Hamilton con 381 punti si laurea Campione del Mondo, seguito a quota 314 da Bottas. Leclerc resta in terza posizione con 249 punti, seguito da Verstappen (235) e Vettel (230). In sesta posizione sale Albon con 84 punti, seguito da Sainz (80) e Gasly (77). Più staccati Ricciardo (46) e Perez con 44 punti.

In Classifica Costruttori la Mercedes (Campione del Mondo Costruttori) è in testa con 695 punti, seguita dalla Ferrari con 479 punti. Terza è la Red Bull con 366 punti, seguita da McLaren (121), Renault (83), Racing Point (65), Toro Rosso (64), Alfa Romeo (35), Haas (28) e Williams (1).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 17 Novembre con il Gp del Brasile con diretta esclusiva SKY e differita serale in chiaro su TV8.