Formula 1

F1 Usa, Bottas e una pole sul filo dei millesimi

© LAPRESSE

Il pilota finlandese della Mercedes conquista la sua 11° pole position in carriera (la prima sul circuito di Austin) battendo per soli 12 millesimi la Ferrari di Sebastian Vettel e per 67 millesimi la Red Bull di Max Verstappen.

Una pole inattesa, e per questo ancora più emozionante da vivere. Quando tutti i pronostici davano per probabile una pole position della Red Bull con Max Verstappen dopo gli ottimi tempi effettuati nel corso della FP3, a sorpresa ecco uscire l'estro di Valtteri Bottas che, al termine di una sessione di qualifica che ha visto un Hamilton un po' sottotono, conquista la pole position del Gp degli Usa di Formula 1 (la quinta stagionale, la prima in carriera negli States) davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel (staccato di soli 12 millesimi) e alla Red Bull di Max Verstappen (a 67 millesimi dalla vetta). Una qualifica, appassionante e al contempo profondamente tirata, che dunque consente al pilota finlandese di mettere fine alla sequenza record di sei pole position consecutive della Ferrari iniziata a partire dal Gp del Belgio e conclusasi una settimana fa in Messico, e al contempo di riportare una Mercedes in griglia davanti a tutti (l'ultima volta era stata in Germania con Lewis Hamilton).

Una qualifica, quella svoltasi ieri ad Austin, che ha visto il pilota finlandese fare la differenza sopratutto nel secondo settore risultando così in quel tratto il più veloce in assoluto, potendo contare su un maggior grip rispetto alla giornata di venerdì per via dell'aumento delle temperature sia dell'aria che dell'asfalto. Così si spiega, pertanto, il raggiungimento ad opera di Bottas del nuovo record della pista del circuito di Austin (1'32”029), quasi due decimi più veloce di quello conseguito lo scorso anno dal compagno di squadra Hamilton.

Se Bottas può così festeggiare il ritorno in pole position, anche in Ferrari si può considerare come positivo il secondo posto di Sebastian Vettel, nonostante nel suo giro lanciato il campione tedesco abbia compiuto un dritto in curva 9 e non sia stato in grado di far segnare la velocità più alta. Non c'è da dimenticare, infatti, che lo scorso anno partendo proprio dal secondo posto (e dal lato più sporco della pista in griglia) Kimi Raikkonen fu in grado di aggiudicarsi quella che ad oggi rappresenta la sua ultima vittoria in Formula 1. Decisivo fu il miglior scatto al via dalla partenza fino alla Curva 1 (una curva cieca a 90°), con Kimi che riuscì a trovare quel piccolo vantaggio che gli consentì di chiudere Hamilton e di passare in testa. Quest'anno non sarà facile per via dei bump (dossi) presenti poco prima di Curva 1 e che tendono a far sobbalzare non poco le monoposto, arrivando in alcuni casi a condizionarne persino la frenata, ma non è neanche impossibile: servirà l'ottimo Vettel visto nelle ultime gare associato magari a un'ottima partenza, nonostante lo stesso Bottas (come il Giappone insegna) abbia degli ottimi riflessi allo spegnimento delle luci del semaforo.

In terza posizione, staccato di 67 millesimi dalla vetta, troviamo la Red Bull guidata da Max Verstappen. Un risultato apparentemente negativo rispetto alla FP3 della mattinata che, come detto all'inizio, lo aveva visto concludere la sessione davanti a tutti, ma in realtà piuttosto positivo visto lo scarso distacco dalla vetta. Un risultato che, alla luce dell'adozione nelle ultime gare di una nuova benzina della Mobil che porterebbe la power unit Honda a tirare fuori il massimo, conferma che anche in qualifica la scuderia di Milton Keynes dopo la mancata pole di Verstappen in Messico (a causa di una leggerezza del pilota olandese in occasione dell'incidente di Bottas) è diventato ancor di più una rivale scomoda, destinata in qualunque momento a lanciare la zampata decisiva.

In fatto di leggerezze, però, da non sottovalutare quanto occorso in Q2 con Verstappen, superato piuttosto bruscamente da Hamilton e costretto ad andare anche con le ruote sull'erba mentre stava scaldando le gomme per effettuare il giro lanciato, il quale ha pensato di restituire il favore al campione inglese della Mercedes risorpassandolo. Una vera e propria ripicca, quella del pilota olandese della Red Bull dopo quanto occorso al via del precedente Gp in Messico con la collisione al via tra Hamilton e Verstappen, che ha rischiato molto seriamente di coinvolgere, come possiamo vedere anche dalle immagini, anche la Toro Rosso di Daniil Kvyat, che stava serenamente preparando il giro di lancio, e che alla fine ha pagato questa situazione venendo eliminato in Q2 con la 13° posizione. La Direzione Gara, pur notando l'episodio, ha preferito non aprire un'investigazione, ma, cosa sarebbe successo se Hamilton e Verstappen fossero andati in collisione, coinvolgendo l'incolpevole Kvyat?

In seconda fila, al fianco di Verstappen in quarta posizione troviamo la Ferrari di Charles Leclerc, autore di una qualifica di assoluto valore, considerando i problemi che hanno accompagnato il pilota monegasco nel corso delle sessioni di libere. Dopo infatti il problema alla pedaliera che lo ha costretto a saltare mezza FP1, e quello più grave al motore occorso nell'installation lap che lo ha costretto di fatto a saltare l'intera FP 3, grazie all'importante lavoro svolto dai meccanici che gli hanno consentito di tornare in pista con un motore già punzonato appartenente alla specifica precedente (la Spec 2 già usata in Belgio) per evitare una forte penalizzazione in griglia, il pilota monegasco è riuscito a chiudere la sessione di qualifiche staccato di poco più di un decimo da Valtteri Bottas (108 millesimi per la precisione). Vero, non è mancato qualche piccolo errore sopratutto nel secondo settore, ma al contempo Leclerc si è tolto la soddisfazione di essere il più veloce in assoluto nel primo. Considerando che in gara il motore non viene sollecitato in maniera così significativa come generalmente avviene per le qualifiche, ecco allora che anche il giovane pilota monegasco della Ferrari seppur dotato di Spec 2, può tranquillamente diventare uno dei papabili per la vittoria. A patto di superare indenne la prima curva, vista la vicinanza del duo Verstappen-Hamilton.

Proprio il campione inglese della Mercedes rappresenta, se vogliamo, la delusione di giornata. Su una pista dove aveva già ottenuto 5 pole position e dove si era laureato Campione del Mondo nel 2015, Hamilton ha commesso alcuni errori nel giro lanciato che alla fine lo hanno portato a qualificarsi solamente quinto. Tanta la rabbia dentro di se al punto da non concludere l'ultimo tentativo e rientrare direttamente ai box. Questa sera in gara gli basterà chiudere almeno ottavo per laurearsi matematicamente per la sesta volta Campione del Mondo, ma, conoscendolo bene, è lecito immaginarsi un Hamilton che vorrà provare a vincere la gara per celebrare al meglio il sesto titolo, per cui, salvo clamorosi colpi di scena, prepariamoci ad assistere all'ennesima prova di forza da parte di un grande campione quale l'inglese è.

Dietro ai primi cinque (qualificatisi tutti con gomme medie), in sesta posizione troviamo la seconda Red Bull guidata da Alexander Albon, il primo dei piloti qualificati con gomma Soft, autore di una qualifica piuttosto regolare, che per via della differente mescola scelta rispetto ai primissimi per lunghi tratti in Q2 era stato in testa alla sessione prima di venir superato dalle due Ferrari.

Positiva anche la qualifica della McLaren, che monopolizza l'intera quarta fila con Sainz settimo e con un ottimo Norris ottavo che, dopo aver chiuso la FP3 in terza posizione, conclude la Q1 addirittura in prima posizione. Una conferma, questa, del buon feeling della MCL34 con la pista di Austin, con il team di Woking destinato salvo clamorosi colpi di scena a rafforzare ulteriormente la sua quarta posizione in Classifica Costruttori.

Scorrendo la classifica, da rilevare anche l'ottima qualifica della Renault con Ricciardo nono al termine di un unico tentativo effettuato con gomma nuova, e di Gasly, che piazza la sua Toro Rosso in decima posizione.

Tra le delusioni di giornata da registrare ancora una volta il momento difficile della Haas (con Magnussen 13° davanti a Grosjean 15°) che conferma di non aver ancora trovato una soluzione ai suoi problemi.
Evidente, invece, l'involuzione tecnica dell'Alfa Romeo, che si qualifica in 16° e 17° posizione. Poco conta (se non per l'orgoglio personale) che alla fine Giovinazzi sia ancora una volta davanti a Raikkonen, ma quello che purtroppo fa male è vedere come alla crescita delle prestazioni del giovane pilota di Martina Franca sia seguita come dicevamo un'involuzione tecnica del progetto della C34, coincisa con l'addio di Simone Resta, tornato da pochi giorni in Ferrari (dopo il periodo di gardening leave), per progettare la monoposto 2021.

Cosa aspettarsi infine per la gara odierna? Assodato che è previsto un deciso aumento delle temperature, che porterà così l'asfalto a essere più caldo rispetto ai giorni precedenti, occhio in primis alla prima curva, oggetto in passato di numerosi sorpassi al via da parte dei piloti, e che quest'anno potrebbe essere scenario di numerosi errori per via dei dossi presenti, e poi occhio anche alla curva 19, dove sono stati inseriti dei sensori pronti a segnalare ogni uscita di pista da parte dei piloti. Se nelle libere e in qualifica l'uscita di pista ha portato alla cancellazione del tempo cronometrico, in gara i piloti sono già stati avvertiti che per ogni uscita di pista ci sarà un Warning, e che dopo il terzo Warning scatterà immancabilmente la penalità. Quella che tutti proveranno in ogni modo ad evitare.