Formula 1

F1 Messico: la vittoria strategica di Hamilton

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Lewis Hamilton su Mercedes vince il Gp del Messico portando a 74 i punti di vantaggio sul compagno di squadra Valtteri Bottas (giunto terzo): domenica prossima ad Austin gli basterà conquistare 4 punti in più del compagno di squadra finlandese per laurearsi per la sesta volta Campione Del Mondo. Seconda e quarta la Ferrari rispettivamente con Sebastian Vettel e Charles Leclerc.

Una vittoria figlia di un azzardo strategico, risultato alla fine decisivo. Lewis Hamilton (Mercedes) conquista il Gp del Messico davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel e grazie al contemporaneo terzo posto del compagno di squadra Valtteri Bottas mette una seria ipoteca sul sesto titolo iridato, portando a 74 i punti di vantaggio sul finlandese (domenica prossima ad Austin gli basteranno solo quattro punti in più per laurearsi Campione Del Mondo).
Dietro alla vittoria di Hamilton si nasconde però la forza di un team (la Mercedes) che, assodata l'inferiorità della W10 sul giro secco rispetto alla Ferrari, non ha esitato a prendersi qualche rischio rivoluzionando le strategie di gara messe a punto a tavolino approfittando del minor graining presente in pista rispetto ai giorni precedenti e al grande talento al volante di Lewis Hamilton, abile come pochi a far sfruttare al massimo le gomme Pirelli senza sfruttarle eccessivamente.

Un Gp, quello messicano, che ha avuto il suo momento di svolta intorno al 23° Giro, con la decisione della Mercedes di diversificare la strategia dei due piloti, con Bottas rimasto più a lungo in pista con le gomme medie, e con Hamilton fermatosi ai box per montare un set di gomme dure per tentare l'undercut nei confronti della Ferrari di Sebastian Vettel. Una scelta apparentemente suicida, visto che quel set sarebbe dovuto durare 48 giri, ma che alla fine si è rivelata vincente, giustificata dall'ottimo ritmo gara fatto registrare in pista dalla Renault di Daniel Ricciardo (che aveva montato le gomme hard al via, effettuando poi con quello stesso set ben 50 giri) e dalla Red Bull di Verstappen (protagonista al via di un contatto con la Mercedes di Hamilton, che ha portato al danneggiamento del fondo della monoposto del cinque volte campione del mondo inglese, e a una foratura per l'olandese, costretto a cambiare gomme passando alle hard nel corso del quinto giro). Non solo Hamilton (una volta che Vettel prima e Leclerc poi si sono fermati per le rispettive soste) è potuto passare in testa, ma, grazie al minor graining presente in pista e a una sapiente gestione delle gomme ha potuto regalare alla Mercedes la sua 100° vittoria in Formula 1.


Spettacolare in tal senso la novità introdotta solo ed esclusivamente in Messico derivata dalle corse americane, di far salire tramite un ascensore il vincitore (in questo caso Hamilton) in piedi sopra alla sua monoposto.

Restando in casa Mercedes, oltre alla vittoria di Hamilton, bisogna anche sottolineare il terzo posto di Valtteri Bottas, protagonista negli ultimi minuti delle qualifiche di un bruttissimo incidente contro le barriere poste all'altezza dell'ultima curva (la Peraltada), ed autore ieri sera di un'ottima gara a bordo di una Mercedes perfettamente ricostruita dai meccanici.

Chi invece esce con un po' di amaro in bocca dalla tappa messicana è sicuramente la Ferrari, che alla fine conquista il secondo e il quarto posto rispettivamente con Sebastian Vettel e con Charles Leclerc, ma dalla quale dopo l'intera prima fila conquistata dopo la squalifica inflitta dai Commissari a Max Verstappen era lecito aspettarsi qualcosa di più. Se in pista tutto sommato la SF90 si è ben comportata confermando il suo essere veloce sul dritto e soffrendo un pochino nel secondo settore, quella che è mancata è stata la strategia, risultata alla fine tutt'altro che efficace rispetto alle intuizioni Mercedes. Con il senno di poi, se l'idea di ritardare lo stop di Vettel per fare una sola sosta passando dalla gomma media del via alla gomma hard poteva essere una buona idea, l'errore è stato quello di fermare il campione tedesco troppo tardi (37° Giro) dopo che nel giro precedente Vettel aveva perso ben 4 secondi essendo stato ostacolato nel doppiaggio della Toro Rosso di Pierre Gasly e della McLaren di Carlos Sainz Jr, in battaglia tra di loro.

Quattro secondi che forse avrebbero potuto cambiare la storia della corsa, qualora Vettel fosse stato fermato almeno 1-2 giri prima. Un errore, quello in oggetto, da dividere tra la squadra e il campione tedesco, ma che non è stato l'unico commesso in gara dalla scuderia di Maranello.

Anche la strategia delle due soste studiata per Leclerc per marcare la Red Bull di Alexander Albon alla fine non ha particolarmente pagato, da una parte per un anomalo comportamento del secondo set di gomme medie, e dall'altra per un errore nel fissaggio della gomma posteriore destra in occasione del passaggio dalle gomme medie alle gomme hard.

Vero, alla fine Leclerc (autore del giro più veloce, e che guadagna così il punto supplementare) è arrivato quarto davanti al pilota anglo-thailandese della Red Bull, ma alla luce del ritmo visto nella prima fase di gara il giovane pilota monegasco della Ferrari avrebbe potuto tranquillamente non solo giocarsi il podio, ma forse anche la vittoria con Hamilton, sebbene tentare il sorpasso in pista non fosse facile per via del surriscaldamento di gomme e motore a causa dell'aria rarefatta presente in altura.

Giornata in chiaro scuro in casa Red Bull: se come detto Albon porta a casa un buon quinto posto frutto di una gara assolutamente valida, non c'è dubbio che la gara di Verstappen sia stata in qualche modo condizionata dal contatto al via con la Mercedes di Hamilton, che costringe il giovane pilota olandese in seguito alla foratura della gomma posteriore destra a tornare ai box al 5° Giro ed iniziare una gara di rimonta che lo porterà a tagliare il traguardo in sesta posizione, facendo segnare dei tempi nettamente più veloci rispetto a chi stava davanti.

Numerosi i rimpianti per quella che poteva essere una possibile vittoria, e che alla fine non è stata sia per un gravissimo errore del pilota in qualifica (il mancato rispetto delle bandiere gialle in seguito all'incidente di Bottas, costatogli la perdita della pole conquistata e la conseguente retrocessione in quarta posizione) e il conseguente contatto al via con Hamilton.

Scorrendo la classifica, da sottolineare la gara di Sergio Perez, che davanti al pubblico di casa, ha dato tutto se stesso riuscendo a portare a casa con la sua Racing Point un preziosissimo settimo posto, come al contempo quella di Daniel Ricciardo (Renault), conclusasi con l'ottavo posto finale.
A chiudere la zona punti la Toro Rosso di Pierre Gasly e la Renault di Nico Hulkenberg staccate di un giro.

Passando alle delusioni di giornata, non possiamo non citare in primis McLaren ed Alfa Romeo.

Se Carlos Sainz Jr dopo essere ben partito ha chiuso la gara al 13° posto, peggio ancora è andata a Lando Norris, la cui gara è stata di fatto rovinata dal suo team in occasione del 13° giro per il cattivo fissaggio della gomma anteriore destra, che ha costretto i meccanici a riportare la monoposto del giovane pilota inglese indietro fino alla piazzola destinata alla sosta e da lì far ripartire il pilota, costretto poi al ritiro nel corso del 48° giro.
Delusione anche in casa Alfa, con Raikkonen costretto al ritiro nel corso del 58° giro, e con Antonio Giovinazzi classificatosi 14°, la cui gara è stata pesantemente danneggiata anche in questo caso nel corso della sosta, a causa di un grave errore dei meccanici che, nel dare al pilota (in quel momento 9°) il via per la ripartenza, non solo non inseriscono correttamente la gomma posteriore destra, ma addirittura riescono a far cadere la monoposto dal sollevatore.

Un vero e proprio peccato, perchè senza questo spiacevole contrattempo il pilota di Martina Franca avrebbe potuto portare sicuramente qualche punto al team guidato da Frederic Vasseur, nonostante sul circuito intitolato ai fratelli Rodriguez l'Alfa non fosse stata del tutto irresistibile.

In Classifica Piloti Hamilton resta in testa con 363 punti, seguito da Bottas a quota 289. Leclerc resta in terza posizione con 236 punti, seguito da Vettel (230) e Verstappen (220). In sesta posizione sale Gasly con 77 punti, tallonato da Sainz (76), e Albon (74). Più staccati Perez (43) e Ricciardo con 38 punti.

In Classifica Costruttori la Mercedes (Campione del Mondo Costruttori) è in testa con 652 punti, seguita dalla Ferrari con 466 punti. Terza è la Red Bull con 341 punti, seguita da McLaren (111), Renault (73), Toro Rosso e Racing Point (64), Alfa Romeo (35), Haas (28) e Williams (1).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica prossima, 3 Novembre, con il Gp degli Stati Uniti (diretta serale sia su SKY che in chiaro su TV8).