Formula 1

Toro Rosso e il cambio di denominazione in Alpha Tauri

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A partire dal 2020 il team Toro Rosso cambierà nome in Alpha Tauri dopo l'approvazione da parte della F1 Commission. Una scelta di marketing volta a pubblicizzare il marchio di moda nato nel 2016 e legato all'orbita Red Bull.

Una notizia che era già nell'aria da circa un paio di settimane, e che trova sempre più conferme in queste ore. A partire dal prossimo anno la scuderia Toro Rosso abbandonerà dopo 14 anni la sua storica denominazione, per assumere il nuovo nome di Alpha Tauri. Una scelta, questa, chiaramente di marketing e volta a promuovere il marchio di moda creato all'interno della galassia Red Bull nel 2016 (il cui nome deriva dalla gigantesca stella rossa della costellazione del Toro), e che da un punto di vista tecnico non avrà ovviamente alcuna ripercussione.

Le prime voci di un possibile cambio di denominazione dello junior team della Red Bull sono cominciate a circolare in occasione del Gp di Russia a Sochi anticipando anche il nuovo nome Alpha Tauri. Come poi è emerso in queste ore, proprio in quei frangenti il team di Faenza avrebbe annunciato il suo cambio di denominazione in primis ai responsabili di Liberty Media (che, vale la pena ricordare, sono i detentori dei diritti commerciali della Formula 1). Dopo aver avuto il primo via libera, la stessa identica richiesta di cambio denominazione come da Regolamento è stata sottoposta anche agli altri team, che nella settimana successiva al Gp di Russia hanno dato anche in questo caso parere favorevole attraverso una votazione elettronica, il cui esito è stato formalizzato in queste ore.
Con quello della Toro Rosso in ottica 2020, saranno tre i cambi di denominazione di squadre di Formula 1 nell'ultimo anno e mezzo: in precedenza, infatti nell'Agosto 2018 in seguito all'acquisizione del team da parte di Lawrence Stroll (dopo la delicata situazione economica che ha caratterizzato gli ultimissimi anni della gestione Mallya) la Force India aveva cambiato nome diventando l'attuale Racing Point. Decisamente più recente il cambio di denominazione da parte del team Sauber, che a partire dallo scorso 1° Febbraio è diventato Alfa Romeo Racing.

Con il cambio di denominazione da Toro Rosso in Alpha Tauri finisce indirettamente anche un'epoca per la scuderia di Faenza, nata nel 2006 dalle ceneri della Minardi (dopo la cessione del team alla Red Bull avvenuta il 10 Settembre 2005) e ora costretta a perdere di fatto la sua denominazione italiana, e a ripartire storicamente da zero.
Una scuderia, la Toro Rosso che nei suoi 14 anni di vita ha visto passare nelle sue fila alcuni giovani talenti del vivaio Red Bull divenuti in seguito degli ottimi piloti in Formula 1. L'esempio più lampante e che viene subito in mente è quello di Sebastian Vettel che nel 2008 regalò al team di Faenza non solo la prima (ed unica) pole nella storia della scuderia, ma anche quella che ad oggi rappresenta l'unica vittoria della Toro Rosso in Formula 1, conquistando sul bagnato il Gp d'Italia a Monza. Una volta approdato in Red Bull, Vettel sarebbe poi esploso in casa madre conquistando ben 4 titoli mondiali piloti consecutivi dal 2010 al 2013.
Altri piloti di talento passati in Toro Rosso sono stati Daniel Ricciardo (2012-2013) attualmente impegnato con Renault dopo un quinquennio svolto in Red Bull, Jean Eric Vergne (2012-2014) vincitore nelle ultime due stagioni del Campionato di Formula E, Carlos Sainz Jr (2015-2017) che attualmente ben si sta comportando con la McLaren, Max Verstappen (2015-2016) promosso in Red Bull nel maggio 2016 e vincitore al debutto nel Gp di Spagna, Alexander Albon (2019), promosso in Red Bull dopo una buona prima parte di campionato svolta in Toro Rosso e vicino a una conferma per il prossimo anno.

Tra i piloti che hanno corso in Toro Rosso, merita una particolare citazione l'attuale line-up del team di Faenza (e destinata salvo particolari colpi di scena a diventare la prima del nuovo team) costituita da Daniil Kvyat e da Pierre Gasly: se inizialmente Kvyat dopo un biennio in Toro Rosso (2013-2014) era stato promosso nel 2015 in Red Bull salvo venir prima retrocesso nel Maggio 2016 in Toro Rosso per far posto a Verstappen (dopo aver innescato l'incidente occorso alla Ferrari di Sebastian Vettel in Russia) e poi allontanato dalla scuderia a fine 2017 per alcuni risultati piuttosto deludenti, proprio il pilota russo quest'anno si è preso un'importante rivincita venendo prima richiamato dal team e riportando poi dopo 11 anni la Toro Rosso sul podio dopo la vittoria di Vettel nel 2008 grazie al terzo posto nel Gp di Germania.

Come accaduto con Kvyat, anche Gasly dopo una promozione in Red Bull avvenuta a inizio stagione, in occasione della pausa estiva è stato retrocesso in Toro Rosso. A differenza però del compagno di squadra russo, il giovane pilota francese, una volta tornato in Toro Rosso (dove lo scorso anno aveva disputato una buona annata) è tornato a mostrare tutto il suo talento andando ben tre volte a punti nelle cinque gare finora disputate (grazie al nono posto conquistato in Belgio, e ai due ottavi posti ottenuti a Singapore e in Giappone).

Dall'anno prossimo, dunque, cala il sipario sulla storia della Toro Rosso, con l'auspicio che anche la nuova scuderia Alpha Tauri possa regalare altrettante emozioni (e magari anche qualche nuovo talento) al mondo della Formula 1.