Formula 1

Renault e la ripartizione di frenata contestata dalla Racing Point

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A distanza di poche ore dalla conclusione del Gp del Giappone di Formula 1 la scuderia di Lawrence Stroll ha presentato una protesta ufficiale nei confronti della Renault, accusandola di usare un ripartitore di frenata collegato a un sistema GPS.

Una vera e propria mossa a sorpresa le cui conseguenze potrebbero riscrivere parzialmente la classifica del Mondiale Costruttori di Formula 1. Almeno per quanto riguarda le squadre di medio-alta classifica. La protesta ufficiale presentata dalla Racing Point poche ore dopo la conclusione del Gp del Giappone corso domenica scorsa a Suzuka potrebbe infatti avere delle serie ripercussioni nella lotta per il quinto posto della Classifica Costruttori: ad essere messa sotto accusa è infatti la Renault, che a detta del team guidato da Lawrence Stroll farebbe uso di un ripartitore di frenata collegato a un sistema GPS, che di fatto renderebbe il dispositivo automatizzato. Al momento in cui scriviamo non è ancora possibile capire come la Racing Point sia arrivata a questa conclusione, e in particolare a questa protesta nei confronti del team francese (che in gara ha visto Ricciardo 6° e Hulkenberg 10° concludere davanti ai due piloti del team inglese con Perez 9° e Stroll 11°), ma una cosa è certa: nel caso venisse confermata l'accusa della Racing Point sarebbe un fatto piuttosto grave e sopratutto in violazione del Regolamento tecnico della F1 secondo cui il ripartitore di frenata sulle monoposto partecipanti al Mondiale deve essere manuale, e nella fattispecie azionato dai piloti.

In seguito alla formalizzazione della protesta, il collegio dei commissari del Gp del Giappone come da prassi ha convocato i rappresentanti tecnici di entrambi i team coinvolti assieme a un Rappresentate dl Dipartimento tecnico della Federazione. I commissari, stabilita l'ammissibilità della protesta della Racing Point (conforme all'articolo 13 del Codice Sportivo Internazionale, come riconosciuto anche dalla stessa Renault), hanno dato mandato al Rappresentante del Dipartimento tecnico della Federazione di sequestrare e sigillare i volanti e le centraline elettroniche delle Renault di Ricciardo e di Hulkenberg in vista di un'analisi più dettagliata dei suddetti componenti, e al contempo di fare un'analisi più dettagliata di hardware, software e dei dati ad essi correlati in modo poi, una volta finita l'analisi, di poter preparare una relazione scritta per i commissari in cui inserire i risultati trovati e al contempo le proprie valutazioni in merito alle eventuali violazioni del Regolamento oggetto della protesta della Racing Point. Sta al Rappresentante tecnico della Federazione decidere se potersi avvalere di Rappresentanti tecnici esterni, come anche di tecnici delle due squadre coinvolte (Renault e Racing Point).
Una volta ultimata la relazione del Rappresentante tecnico, sarà il Capo dei commissari che comunicherà quando si svolgerà l'incontro in cui verrà affrontata la questione.

Immediata la replica del Team Renault, che via Twitter ha fatto sapere che la scuderia ha preso atto della protesta dalla Racing Point, e che i rappresentanti della propria squadra hanno incontrato i commissari a Suzuka, e che a causa della complessità del dossier di 12 pagine presentato dalla Racing Point, ci sarà un successivo incontro tra le parti, in data ancora da stabilire. Renault, sempre via Twitter, tende a precisare che approfitterà di questo arco di tempo per preparare un dossier altrettanto dettagliato per difendere rigorosamente la propria posizione. In ballo non solo il quinto posto nella Classifica Costruttori, come specificato all'inizio, ma anche e sopratutto i proventi che la FOM distribuisce ai team in base all'esito della suddetta Classifica, basilari anche per un team di medio-alta classifica come quello del motorista francese.