Formula 1

La Formula 1 e il rinvio delle qualifiche: quando a vincere è il maltempo

© Getty Images

Per la quinta volta nella sua storia la Formula 1 a causa del tifone Hagibis previsto nella giornata di sabato in Giappone è costretta a rinviare le qualifiche di una gara alla domenica mattina (le 10 nipponiche, le 3 di mattina in Italia). Proviamo a ricostruire i precedenti in cui si è verificata questa circostanza.

Una notizia che era nell'aria già nella giornata di ieri, ed ufficializzata solamente poco prima delle 3 ora italiana. Alla fine, come già avvenuto per il Mondiale di Rugby (con l'annullamento delle partite Inghilterra-Francia e Nuova Zelanda-Italia) anche la Formula 1 è costretta ad arrendersi di fronte alla violenta ondata di maltempo prevista nella giornata di sabato in Giappone, annullando la FP3 e rinviando le qualifiche del Gp in programma sul circuito nipponico di Suzuka alle 10 di domenica mattina ora locale (le 3 di notte di domenica in Italia) con la gara confermata alle 14:10 locali (le 7:10 di mattina in Italia).

Una decisione, quella presa dalla FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) basata sopratutto sul buon senso di fronte all'incombere del tifone Hagibis (appartenente alla categoria 5, la più pericolosa) con copiose piogge e sopratutto venti molto forti (nell'ordine dei 250 Km/h) previsti su Tokyo ma anche nelle aree adiacenti (compresa quella del circuito di Suzuka, situato a circa 300 Km dalla capitale nipponica) e volta a tutelare la sicurezza di pubblico e piloti.

Una situazione, però, non nuova in Formula 1: già in diverse occasioni in passato a causa del maltempo è capitato di assistere o a delle qualifiche spezzate, o comunque all'intero rinvio della sessione alla domenica mattina, e in ben due occasioni, come vedremo, proprio nella terra del Sol Levante.

La prima volta nella storia della Formula 1 in cui causa maltempo vengono rinviate le qualifiche di una gara alla domenica mattina risale al Gp del Giappone del 2004, disputato sul circuito di Suzuka. Il tifone Ma-On con violente piogge e vento fortissimo fino a 160 km/h costringe gli organizzatori a rinviare le qualifiche alla domenica mattina. Su una pista ancora umida, ma con tendenza ad asciugarsi, Michael Schumacher a bordo della sua F 2004 conquista la pole position (1'33”542), staccando di quasi 5 decimi il fratello Ralf su Williams-BMW (1'34”032), e a poco più di un secondo il pilota australiano Mark Webber su Jaguar motorizzata Cosworth (1'34”571). In difficoltà l'altra Ferrari di Barrichello, che partirà 15°, staccato di oltre 5 secondi dal suo compagno di squadra. In gara, disputata sotto il sole, i due fratelli Schumacher chiuderanno ai primi due posti con Michael davanti a Ralf di ben 14 secondi, e con la BAR-Honda di Jenson Button terzo a 19 secondi. Ritirati per contatto la Ferrari di Rubens Barrichello e la McLaren di David Coulthard al 38° giro.

Sempre in Giappone e sempre a Suzuka nel 2010 le qualifiche vengono rinviate alla domenica mattina. Questa volta non c'entra un tifone, ma un violento acquazzone che si riversa sul circuito. Più volte la Federazione prova a posticipare l'inizio delle qualifiche, cercando una finestra meteo papabile in cui poter scendere in pista, ma senza riuscirci. Celeberrime in quell'occasione le barchette di carta realizzate dai meccanici di alcune scuderie che venivano fatte scivolare lungo la pit lane. Disputate poi la domenica mattina, le qualifiche vedono le due Red Bull di Sebastian Vettel (1'30”785) e Mark Webber (1'30”853) davanti a tutti, seguite dalla McLaren di Lewis Hamilton ( 1'31”869) retrocesso poi ottavo per via della sostituzione del cambio, dalla Renault di Robert Kubica (1'31”231) e dalla Ferrari di Alonso (1'31”352). In gara verrà confermato il dominio Red Bull con Vettel che vincerà il Gp con 905 millesimi di vantaggio sul compagno di scuderia Webber, e con la Ferrari di Alonso terzo a 2”7. Staccatissime le McLaren, giunte quarte e quinte con Button e Hamilton a 13 secondi e a 39 secondi da Vettel.

Il terzo precedente di qualifiche rinviate per maltempo nella storia della Formula 1 risale al Gp inaugurale della stagione 2013 in Australia, in programma sul circuito dell'Albert Park di Melbourne. A differenza però delle due precedenti occasioni, le qualifiche iniziano con la Q1 regolarmente disputata. Tra la Q1 e la Q2 però aumenta l'intensità della pioggia, con la sessione rinviata prima di 15 e poi di 25 minuti. Visto anche il sopraggiungere dell'oscurità, viene deciso di rinviare Q2 e Q3 alla domenica mattina, su una pista bagnata ma in progressivo miglioramento.
Le qualifiche vedranno anche in questo caso tutta la prima fila targata Red Bull con Vettel (1'27”407) davanti a Webber (1'27”827), con Hamilton appena passato alla Mercedes terzo (1'28”087), e a seguire le due Ferrari di Felipe Massa (1'28”490) e di Fernando Alonso (1'28”493) rispettivamente quarto e quinto, separati tra di loro di soli tre millesimi. In gara però non sarà tutto facile per Red Bull: a vincere la gara sarà la Lotus motorizzata Renault di Kimi Raikkonen, gentilissima nel consumo delle gomme supersoft e medie a tal punto da fare un pit stop meno degli altri, seguito a oltre 12 secondi dalla Ferrari di Fernando Alonso e a oltre 22 secondi dalla Red Bull di Sebastian Vettel.

Nel 2015 l'uragano Patricia condiziona non poco il weekend del Gp degli Usa ad Austin: se la FP1 viene corsa in condizioni da bagnato con Nico Rosberg davanti al duo Red Bull Kvyat-Ricciardo, la FP2 viene addirittura annullata per via della forte pioggia. Ancora peggio va nella giornata di sabato: se la FP3 viene disputata in extremis e senza pubblico per motivi di sicurezza, le qualifiche a causa della forte pioggia vengono rinviate di mezz'ora in mezz'ora per ben sei volte, per poi decidere alle 16 locali (le 23 ora italiana) di rinviare definitivamente le qualifiche alla domenica mattina (le 8 locali, le 15 ora italiana). Anche in quel frangente non mancherà una pioggia forte che andrà ancor più ad intensificarsi una volta conclusa la Q2. Assodata l'impraticabilità della pista da parte dei commissari, viene così deciso di considerare validi per la griglia di partenza i risultati occorsi al termine della Q2, con la prima fila tutta Mercedes con Rosberg (1'56”824) in pole davanti a Hamilton (1'56”929), e con la seconda fila tutta Red Bull con Ricciardo (1'57”969) davanti a Kvyat (1'58”434). Quinto posto per la Ferrari di Sebastian Vettel (1'58”956) e ottavo per quella di Kimi Raikkonen (1'59”703), ma entrambi i ferraristi subiranno una penalità di dieci posizioni in griglia (partendo rispettivamente 13° e 18) per l'utilizzo della quinta power unit stagionale. Il Gp vedrà Lewis Hamilton aggiudicarsi gara e terzo titolo mondiale in carriera con 2”850 sul compagno di squadra Rosberg, e con 3”381 sulla Ferrari di Vettel, autore di un ottimo start al via con cui guadagna ben 6 posizioni passando da 13° a 7°, e al contempo di un'ottima rimonta che, complice anche la Safety Car (entrata in pista per l'incidente occorso alla Red Bull di Daniil Kvyat andata a barriera) gli consentirà di salire sul gradino più basso del podio ai danni del giovane Max Verstappen, all'epoca in Toro Rosso.

L'ultimo precedente di qualifiche condizionate dal maltempo prima dell'attuale Gp del Giappone risale al Gp d'Italia del 2017, corso a Monza: in questo caso le qualifiche vengono disputate nella giornata di sabato sotto una pioggia battente, ma dopo pochi minuti la Q1 viene sospesa dopo l'incidente occorso sul rettifilo dei box alla Haas di Romain Grosjean, che perde il controllo della vettura per via della troppa acqua presente in pista andando a impattare contro il muretto posto all'altezza della Prima Variante. Ci vorranno quasi due ore e mezza prima che la situazione migliori. A conquistare la pole è Lewis Hamilton su Mercedes (1'35”554) seguito dalle due Red Bull di Max Verstappen (1'36”702) e di Daniel Ricciardo (1'36”841). Dovendo però sostituire degli elementi della power unit (nel caso di Ricciardo anche il cambio), i due piloti della scuderia di Milton Kynes verranno così retrocessi in 13° e 16° posizione. A salire così in prima fila è la Williams-Mercedes di Lance Stroll (1'37”032), davanti alla Force India di Esteban Ocon (1'37”719), alla Mercedes di Valtteri Bottas (1'37”833), e alle due Ferrari di Kimi Raikkonen (1'37”987) e di Sebastian Vettel (1'38”064).
La gara vedrà il netto dominio della Mercedes e in particolare con Lewis Hamilton, che conquisterà il Gp d'Italia con 4”471 sul compagno di squadra Bottas, e con 36”317 sulla Ferrari di Sebastian Vettel.