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F1 Amarcord: Lauda, Hunt e la battaglia del Fuji

F1 Amarcord: Lauda, Hunt e la battaglia del Fuji

Redazione

24 ottobre 2016

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Una delle stagioni più appassionanti nella storia della Formula 1. Il 1976 viene infatti ricordata come un'annata davvero intensa, grazie sopratutto alla rivalità in pista tra il campione del mondo uscente, l'austriaco Niki Lauda su Ferrari, e il pilota britannico James Hunt, a bordo della sua McLaren motorizzata Ford Cosworth. Un campionato che vede Lauda in testa (68 punti) con 3 punti di vantaggio su Hunt (65 punti) alla vigilia dell'ultima gara, in programma in Giappone sul circuito del Fuji. Se nella prima parte di campionato il pilota austriaco era riuscito a conquistare ben 5 vittorie (nelle prime due gare in Brasile e Sudafrica, e poi in Belgio, a Monaco e in Gran Bretagna), Hunt era stato decisamente più efficace nella seconda parte, andando a vincere in Germania, Olanda, Canada e Stati Uniti dopo aver già vinto in precedenza in Spagna e Francia. Non c'è dubbio, però, che nella seconda parte del campionato di Lauda un capitolo molto importante sia stato caratterizzato dal drammatico incidente del Nurburgring, di cui abbiamo già parlato in passato, e che vide il campione austriaco non solamente sopravvivere ad esso, ma addirittura ritornare 42 giorni dopo quel terribile rogo.

La stagione vede il suo ultimo atto, come dicevamo, in Giappone, dove la Formula 1 sbarca per la prima volta (mai prima d'allora si era corso in Oriente), e più precisamente sul circuito situato ai piedi del monte Fuji,lungo circa 4.3 Km e con il più lungo rettilineo del Mondiale (1.6 Km). Grandissimo ovviamente l'interesse per la lotta iridata tra Lauda e Hunt.

Nella prima giornata di prove il più veloce è Mario Andretti a bordo della sua Lotus motorizzata Ford, seguito dal pilota brasiliano della Brabham motorizzata Alfa Romeo, Carlos Pace, e da Clay Regazzoni, alla sua ultima gara in Ferrari. Più staccati i due duellanti per il titolo, con Lauda 5° davanti a Hunt, 6°.

Nella seconda giornata di prove del sabato, Andretti conferma l'assoluto feeling con il nuovo circuito conquistando la pole position, con James Hunt, qualificatosi secondo, e con Niki Lauda terzo. L'attenzione di tutti è ovviamente rivolta alla gara, in programma il giorno successivo, Domenica 24 Ottobre. Nessuno però poteva immaginare che la lotta per il titolo iridato sarebbe stata decisa non tanto da una prodezza da parte dei due piloti, ma dall'incombere di un vero e proprio terzo incomodo: il maltempo.

L'indomani, sul circuito si presenta una fortissima pioggia, che, anche a causa delle basse nuvole presenti genera non pochi problemi con la visibilità. I piloti facenti parte della commissione piloti (Lauda, Hunt, Fittipaldi, Pace e Jarier), dopo aver valutato l'ipotesi di rinviare la gara al giorno successivo, o di non considerare il Gp valido ai fini della classifica mondiale, esprimono agli organizzatori e a Bernie Ecclestone la loro intenzione di non scendere in pista, viste le pessime condizioni atmosferiche e la scarsa sicurezza presente sul tracciato, ma non c'è verso: troppi gli interessi economici in ballo (a cominciare dai diritti tv, venduti in tutto il mondo), per cui alla fine viene posticipata la partenza del Gp, passando dalle 13.30 inizialmente previste alle 15.09, e dimezzate le tornate da percorrere. Solo in caso di miglioramento delle condizioni meteo, verranno disputati tutti e 73 i giri in programma.

Hunt Fuji 1976 Start

Il via della gara, disputato sotto a un vero e proprio diluvio e con una fitta nebbia, vede Hunt guadagnare la testa della classifica, seguito dalla Penske di Watson, dalla Lotus di Andretti, dalla Tyrrell di Scheckter, dalla March di Brambilla, e dalla Ferrari di Regazzoni. Chi invece purtroppo parte piuttosto male è proprio Lauda, 10° dopo pochissimi metri.

Al termine del secondo giro, a sorpresa, il campione austriaco imbocca la strada dei box e si ritira a bordo della sua Ferrari. Nessun guasto tecnico sulla 312 T2: semplicemente, non c'erano le condizioni di sicurezza necessarie per poter guidare. Come spiegherà a caldo ai suoi meccanici Niki, la vita è la cosa più importante di tutte, compreso il Campionato del mondo di Formula 1.

Secondo le testimonianze dell'epoca, riportate poi fedelmente dal film Rush di Ron Howard, il Direttore sportivo della Ferrari dell'epoca, Daniele Audetto, invitò Lauda a dichiarare ai giornalisti che aveva avuto un problema tecnico con la propria monoposto (cosa suggeritagli anche dal Dt, Mauro Forghieri), ma il campione austriaco fu piuttosto perentorio: nel ringraziare entrambi, affermò che la cosa più importante era dire la verità. Dire, insomma, come stavano realmente le cose.

Lauda Fuji 1976 bis

Come peraltro dichiarerà il pilota al termine della gara ( qui ripreso poco prima di ritirarsi), a causa della nebbia in pista non si vedeva praticamente niente (né le curve, né gli avversari, né tantomeno le gomme anteriori della monoposto), si correva in mezzo a dei muri d'acqua, la vettura pareva quasi galleggiare in pista per via dell'acquaplaning, era una pazzia continuare a correre in questo modo, andando oltre ogni possibile rischio. Da qui la decisione di ritirarsi.

Torniamo alla gara. Dopo il ritiro di Lauda anche Emerson Fittipaldi e i due piloti della Brabham motorizzata Alfa Romeo, Carlos Pace e Larry Perkins, decidono di ritirarsi viste le condizioni proibitive della pista. Condizioni, che però, intorno al 20° giro, cominciano progressivamente a migliorare, a tal punto da spingere gli organizzatori a riportare la distanza di gara sui 73 giri inizialmente in programma.

Hunt Fuji 1976

In testa resiste James Hunt, seguito dalla Tyrrell di Depailler e dalla Lotus di Andretti.

La seconda metà di gara vede però il pilota inglese della McLaren cominciare ad andare in difficoltà a causa del degrado delle gomme: Hunt è così costretto a far passare Depailler ed Andretti per non consumare troppo gli pneumatici (bisogna anche dire che già intorno al 27° giro il pilota nipponico Hoshino era stato costretto al ritiro in quanto aveva consumato troppo le gomme, e il team che lo aveva ingaggiato, la Heroes Racing, non aveva preso altri treni di gomme disponibili). Il terzo posto non è per lui un problema: dopo l'uscita di scena di Lauda, gli sarebbe bastato arrivare anche quarto per arrivare a pari punti con l'austriaco e vincere comunque il titolo mondiale visto il maggior numero di vittorie (6 a 5).

La guida accorta di Hunt non sarà però sufficiente: a 4 giri dal termine, infatti,egli è costretto a rientrare ai box a causa di una foratura (sorte, questa, occorsa pochi giri prima anche a Depailler), tornando in pista solamente quinto. Nonostante questo contrattempo, il pilota inglese non si perde d'animo, e nei 3 giri che mancano al termine della corsa riesce non solo a superare la Surtees di Alan Jones, ma anche la Ferrari superstite di Clay Regazzoni, conquistando così , seppur doppiato, il terzo posto finale, dietro alla Lotus di Mario Andretti (vincitore della gara) e alla Tyrrell di Patrick Depailler, staccata anch'essa di un giro per via del pit stop.

Grazie a quel podio conquistato in extremis James Hunt sale a 69 punti, e per un punto batte Niki Lauda, fermo a quota 68, conquistando così il suo primo (e unico) titolo mondiale.

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Sperando di farvi cosa gradita, andiamo a rivedere gli highlights della gara grazie alla cronaca dell'epoca della BBC.

In tanti ipotizzano per l'anno successivo (il 1977) la ripetizione del duello iridato tra i due piloti, con l'auspicio di poter assistere a un'altra stagione altrettanto appassionante, ma la realtà ci mostrerà un Lauda perfettamente ritrovato nel morale e nella guida, e che si aggiudicherà il titolo mondiale con 52 punti, con due gare di anticipo rispetto al termine della stagione. Ma questa è un'altra storia.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold Twitter: @ruggero81

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