Formula 1

F1, Gp Bahrain nel segno di Rosberg

Un indizio è poco, due cominciano a essere una conferma. Il 2016 sembra essere l'anno buono per la Mercedes di  Nico Rosberg che, dopo aver già vinto in Australia, si aggiudica anche il secondo GP stagionale, davanti alla Ferrari di Kimi Raikkonen e all'altra Mercedes di Lewis Hamilton.

Se in qualifica il tre volte campione del mondo inglese sembra essere più veloce (seppur di pochi millesimi), per la seconda volta consecutiva Nico riesce a partire meglio del proprio compagno di squadra (questa volta tamponato alla prima curva dalla Williams di Bottas), e a prendere il comando della gara, mai messo in discussione né da Raikkonen, né dallo stesso Hamilton.

Per Rosberg è così la quinta vittoria consecutiva (considerando le ultime della scorsa stagione in Messico, Brasile ed Abu Dhabi e le prime due gare di questa stagione), e in classifica si porta così a punteggio pieno a 50 punti.

Significativo vedere sul gradino più in alto del podio a ricevere il premio per la scuderia Aldo Costa, padre peraltro dell'ultima Ferrari iridata (la F 2007 con Kimi Raikkonen alla guida), e in questo momento di gran lunga l'arma in più della scuderia di Stoccarda avendo progettato per Mercedes proprio le monoposto campioni del mondo 2014 e 2015. Una conferma, se vogliamo, del grave errore fatto nel 2011 a Maranello nel non confermargli la fiducia dopo il GP di Spagna a Barcellona che aveva visto nella prima parte un netto dominio della 150 Italia guidata da Alonso, e che purtroppo nella seconda parte aveva visto un netto harakiri da parte della Rossa, incapace di mandare in temperatura le gomme hard.

Passando alla Ferrari, il Gp del Bahrain ci ha mostrato che se da una parte la SF 16-H pur confermando le difficoltà in qualifica emerse anche lo scorso anno in gara riesce a girare quasi sui tempi della Mercedes o leggermente poco più alto, dall'altra purtroppo si dimostra anche un po' più fragile per quanto riguarda la power unit, o meglio l'affidabilità.

Vettel Ritiro motore bis

Dopo il problema al motore nei giri immediatamente successivi alla ripartenza della gara in Australia, che aveva privato Raikkonen di un podio sicuro, e il problema occorso a Vettel in Bahrain durante la FP2, con un problema al dado della ruota posteriore sinistra, ieri sempre al campione tedesco di Heppenheim è occorso durante il giro di ricognizione un problema alla power unit del Cavallino che ha obbligato Vettel a fermare immediatamente la propria monoposto. Era dal GP di Francia disputato sul circuito di Magny Cours il 1° Luglio 1996 che in casa Ferrari non succedeva più un problema di questo tipo. In quel caso Schumacher, in pole position, fu obbligato a ritirarsi nel corso di ricognizione per una evidente rottura del V10 Ferrari.

Dalla Ferrari in tarda serata hanno fatto sapere che non sembrerebbe a rischio il motore di Sebastian in quanto il guasto sarebbe da imputarsi a una valvola o a un pezzo di un iniettore (e non comunque al turbo, come successo a Raikkonen), ma a questo punto la domanda comincia a sorgere spontanea: nel tentare il recupero cronometrico nei confronti della Mercedes non si sarà forse osato un po' troppo, andando a perdere un po' di quell'affidabilità che da sempre contraddistingue le monoposto di Maranello? Una domanda a cui solo i prossimi GP saranno in grado di fornirci una risposta.

Raikkonen ultimo pit 38° giro

Se dunque la Ferrari non ha potuto contare sulla presenza in pista di Vettel, bisogna altrettanto dare atto a Kimi Raikkonen (qui raffigurato on board in occasione dell'ultimo pit stop)  di aver fatto una gara di assoluta sostanza. Come un anno fa, il pilota finlandese conferma di essere a proprio agio sul circuito del Sakhir. Se 12 mesi fa Kimi arrivò secondo quasi a ridosso di Hamilton (circa due secondi) e in rimonta negli ultimi giri, quest'anno il pilota di Espoo è arrivato a poco più di 10 secondi dal vincitore Rosberg, ma autore, lo ripetiamo di una gara assolutamente convincente, dopo una partenza in cui non era stato estremamente esaltante a causa di un po' di pattinamento sulle ruote dovute probabilmente al fatto che allo start gli era scivolato un dito dal paddle della frizione.

Passando agli altri team, il GP del Bahrain ci regala diverse conferme, ma anche un paio di piacevoli sorprese.

Ricciardo Gara

Cominciamo dalle conferme, con la Red Bull di Ricciardo, giunto 4° che conferma come, pur non essendo la power unit Renault allo stesso livello di quelle Mercedes e Ferrari, con un buon telaio e con una buona aerodinamica si può comunque riuscire a limitare i danni.

Un'altra piacevole conferma viene sicuramente da Romain Grosjean, che, dopo aver portato all'esordio la Haas in Australia al sesto posto, qui in Bahrain, grazie a un'ottima strategia, riesce a portare la scuderia americana al quinto posto con una monoposto rigorosamente made in Italy (telaio Dallara, con power unit e cambio Ferrari), e sfuttando l'ottima conoscenza delle gomme Pirelli di cui in passato era stato collaudatore.

Concludiamo con le piacevoli sorprese che il Gp del Bahrain ci ha offerto grazie ai due rookie, Pascal Wehrlein e Stoffel Vandoorne.

Vandoorne Gara

Se Wehrlein, campione del mondo in carica del DTM, è riuscito a portare la Manor motorizzata Mercedes e con cambio Williams a un lusinghiero 13° posto, davvero molto interessante la gara di Vandoorne (qui raffigurato), convocato in extremis mentre era in Giappone per sostituire Fernando Alonso, e autore di una gara di assoluto valore che lo ha portato a conseguire il 10° posto finale, e a portare i primi punti in classifica per la McLaren motorizzata Honda.

Classifica Gara

Prossimo appuntamento con la Formula 1 il 17 Aprile con il GP della Cina (diretta RAI e SKY) con l'auspicio di poter vedere una gara sicuramente più combattuta nelle posizioni di vertice rispetto a quanto visto ieri.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold Twitter: @ruggero81