Formula 1

La Formula 1 e il nuovo format delle qualifiche

AGGIORNAMENTO 27 FEBBRAIO. Contrariamente a quanto dichiarato nei giorni scorsi, il nuovo format delle qualifiche prenderà il via a partire dal Gp di Spagna, in programma il prossimo 15 Maggio a Barcellona sul circuito del Montmelò. A dichiararlo Bernie Ecclestone all'Indipendent. Il motivo di questo slittamento a campionato in corso è legato all'aggiornamento del software del sistema di cronometraggio in vista delle nuove qualifiche, impossibile da effettuarsi in vista della prima gara iridata in Australia. Da qui la decisione della FOM, peraltro responsabile del sistema di cronometraggio, di far slittare l'avvio del nuovo format alla prima gara utile in cui il nuovo sistema di cronometraggio sarebbe stato operativo, la Spagna per l'appunto.   Novità in arrivo in Formula 1. Nel corso dello Strategy Group svoltosi ieri a Ginevra oltre a definire il regolamento per il prossimo anno (in tal senso è stata fissata una deadline al prossimo 30 Aprile da non superare tassativamente, pena il rinvio delle nuove regole al 2018), i team hanno deciso di rivoluzionare già da quest'anno il format delle qualifiche, al fine di garantire maggiore spettacolarità in pista. Prima di presentare il nuovo format (approvato ieri all'unanimità dai team e in attesa della ratifica da parte del Consiglio Mondiale della FIA il prossimo 4 Marzo) ricordiamo come funzionava quello vecchio. Le qualifiche erano suddivise in tre parti, Q1 della durata di 18 minuti, Q2 della durata di 15 minuti e Q3 della durata di 12 minuti. Al termine di Q1 e Q2 venivano eliminati in ogni fase 5 piloti. Restavano così in Q3 10 piloti i quali lottavano per la pole position. Dicevamo, a partire dal GP d'Australia, in programma a Melbourne il prossimo 20 Marzo, cambierà il format delle qualifiche: resta la suddivisione delle qualifiche ma cambia praticamente tutto il resto. Nella Q1 (durata 16 minuti) dopo 7 minuti verrà eliminato il pilota ultimo in classifica, e poi ogni 90 secondi il pilota più lento fino alla chiusura della parte. Dei 22 piloti in gioco, passano così i 15 più veloci. Nella Q2 (durata 15 minuti) stesso ragionamento: dopo 6 minuti il pilota ultimo classificato su 15 verrà eliminato; stessa sorte toccherà a chi ogni 90 secondi sarà il pilota più lento fino alla bandiera a scacchi. Saranno 8 e non più 10 i piloti a passare alla fase finale. Anche in questo caso saranno 7 i piloti esclusi. Nella Q3 (durata 14 minuti), come già avvenuto in Q1 e Q2 dopo 5 minuti il pilota ultimo classificato verrà eliminato; stessa sorte toccherà a chi ogni 90 secondi sarà il pilota più lento. Arriveremo così a un minuto e mezzo dal termine con due piloti ancora in gioco. Chi in quel minuto e mezzo risulterà essere il più veloce conquisterà la pole position. Se tra gli addetti ai lavori questo nuovo format riscuote notevoli consensi (in particolare Niki Lauda e Bernie Ecclestone hanno dichiarato di essere abbastanza soddisfatti per questa nuova impostazione delle qualifiche, anche se a detta del padre padrone della Formula 1 forse sarebbe stato meglio lasciare le qualifiche com'erano, facendo partire i piloti in griglia invertendo i risultati della gara precedente), gli appassionati non hanno mancato di esprimere il proprio dissenso sul web sostenendo che con questo nuovo format si rischia non solamente di allontanare ancora di più gli appassionati generando una regola estremamente macchinosa da capire andando al contempo a penalizzare l'estro dei piloti, e rischiando di rendere la Formula 1 una roba da videogiochi. Detto questo, quello che chiediamo è: aveva davvero senso cambiare l'attuale format di qualifiche? E se proprio andava cambiato, non sarebbe stato meglio ripristinare il buon vecchio format in vigore dal 1996 al 2002 che vedeva ogni pilota avere a disposizione ben 12 giri (4 tentativi costituiti da un giro di riscaldamento, un giro effettivo di qualifica e un giro di rientro) nell'arco dell'ora a disposizione? Certo, presumibilmente avremmo avuto come già avveniva all'epoca una prima parte di qualifiche abbastanza noiosa, ma poi almeno avremmo avuto un finale veramente appassionante, con tutti i piloti in pista capaci in qualsiasi momento di rivoluzionare la classifica, e di generare sopratutto emozioni nei confronti dei tifosi. Quello di cui la F1 avrebbe seriamente bisogno e che stenta almeno per il momento a capire. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold Twitter: @ruggero81