Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

L'attacco di Ecclestone e la crisi della Formula 1

L'attacco di Ecclestone e la crisi della Formula 1

Redazione

11 dicembre 2015

  • Link copiato

Come abbiamo raccontato questa mattina, nel corso dell'intervista rilasciata in esclusiva alla BBC, Bernie Ecclestone afferma come lui stia cercando di salvare con i cambiamenti che ha in mente la Formula 1 mentre invece Ferrari e Mercedes penserebbero ai propri interessi, andando così a distruggere la Formula 1. Siamo proprio sicuri che sia così? Per quanto riguarda la questione power unit, non possiamo non dar ragione a Mr E in merito al fatto che le attuali power unit siano costose (23-25 milioni di euro) e complesse; di come anche per le scuderie in crisi un motore low cost (6-7 milioni di euro) possa essere un aiuto importante e di come alla base del veto di Mercedes e Ferrari durante l'ultima F1 Commission di fronte alla proposta del Presidente FIA Jean Todt e dello stesso Ecclestone di far costruire dei motori low cost a dei motoristi indipendenti ci sia stata una sorta di tutela dei propri interessi (d'altra parte, chi non lo farebbe al proprio posto?). Un po' meno nello scaricare tutte le colpe sulle due scuderie sopra citate accusandole, così facendo, di uccidere la Formula 1. Non è un mistero,infatti, il periodo di crisi che attualmente sta affrontando la Formula 1. E non certo per colpa di Mercedes e Ferrari. Se andiamo infatti indietro negli anni, se è vero che nei primi anni del nuovo millennio in concomitanza con il dominio di Schumacher con la Ferrari la Formula 1 era seguitissima in tutto il mondo, nel corso degli anni successivi abbiamo assistito a un calo sempre più importante degli spettatori. Una parte di questo calo d'interesse accusato del Circus è sicuramente dovuta a dei cambi regolamentari sicuramente non felici, a cominciare dall'introduzione del kers nel 2009 o del DRS nel 2011 associata a una minore durata delle gomme (voluta da Ecclestone e dai team pensando che più pit stop garantissero maggiore spettacolo. Scelta questa, fortemente criticata dagli appassionati, e destinata a tornare dal prossimo anno), che di fatto hanno sminuito la figura del pilota, passato da mente ad esecutore all'interno della monoposto. Non parliamo poi di queste ultime stagioni, con i team radio che ci mostrano sempre più quasi dei piloti telecomandati dalla squadra, salvo pochissime eccezioni (tra le quali Vettel e Verstappen), rispetto ai piloti del passato, i quali senza avere troppe indicazioni dai team erano in grado da soli grazie al proprio talento all'interno della monoposto di regalare a tutti gli appassionati delle grandissime emozioni. Pensiamo in tal senso al leggendario duello di Digione tra Gilles Villeneuve e Rene Arnoux durante il Gp di Francia del 1979 o ai duelli in pista tra Senna e Prost. Altro motivo di allontanamento è stata sicuramente la perdita del sound del motore, venutosi a creare dalla scorsa stagione con il passaggio dai V8 aspirati (in vigore fino al 2013) ai V6 turbo ibridi attuali. Da sempre il sound del motore ha sempre affascinato i tifosi, cosa che con le attuali power unit non avviene. Non c'è dubbio, però, che il maggior motivo di disaffezione del pubblico nei confronti della F1 attuale sia legata dal 2011 a oggi al progressivo passaggio della trasmissione dei Gran Premi dalle tv in chiaro alle pay-tv in ambito globale voluto dalla FOM di Ecclestone. Vero, nel corso degli ultimi anni i team hanno cominciato a chiedere più soldi, facilmente più fornibili dalle emittenti a pagamento rispetto alle emittenti pubbliche, ma tutto questo ha una conseguenza con una inevitabile perdita di telespettatori (che non sempre, per via della crisi, possono permettersi un abbonamento alla tv a pagamento, indipendentemente dalla buona qualità del servizio offerto) e con una conseguente disaffezione degli stessi, e con gli sponsor che cominciano ad essere sempre più infuriati, essendo i GP causa la trasmissione in pay visti da meno persone rispetto alla trasmissione in chiaro, con conseguente minor pubblicizzazione per i propri marchi. Basti pensare, tanto per fare un esempio, che secondo i dati forniti nel Febbraio scorso dal Mail on Sunday (versione domenicale del Daily Mail), dopo i 50 milioni di telespettatori persi dal 2012 al 2013, anche dal 2013 al 2014 la Formula 1 aveva perso ulteriori 25 milioni di spettatori passando da 450 milioni a circa 425 milioni di spettatori. Decisioni, queste, assunte però dalla FOM, non certo da Mercedes e Ferrari. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold Twitter: @ruggero81

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi