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Mercedes, Ferrari e la nuova Spy-story in Formula 1

Mercedes, Ferrari e la nuova Spy-story in Formula 1

Redazione

9 dicembre 2015

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A distanza di 8 anni torna a farsi sentire in Formula 1 l'incubo Spy-story. Protagonisti la Mercedes, l'ingegnere Benjamin Hoyle e indirettamente la Ferrari. Ricostruiamo però con ordine i fatti. Tutto comincia lo scorso mese di Maggio, quando Benjamin Hoyle, entrato nel 2012 nella Mercedes Amg High Performance Powertrains e divenuto progressivamente in breve tempo uno degli ingegneri di punta, comunica alla sua scuderia che al termine del contratto previsto a fine 2015 si sarebbe dimesso lasciando così il team. Fino a qui niente di grave senonchè poco tempo dopo cominciano a girare all'interno del paddock delle voci, secondo le quali Hoyle sarebbe vicino a un accordo con la Ferrari per il prossimo anno. Appena avvertite queste voci la Mercedes decide di esonerare Hoyle dal seguire la scuderia di Formula 1, dirottandolo su altri impegni (DTM) per paura che egli possa poi, nel caso in cui davvero dovesse giungere a Maranello, svelare alcuni segreti della power unit tedesca alla scuderia del Cavallino. Non solo: la stessa scuderia tedesca decide inoltre di cambiare mail e di rimuovere i dati della monoposto 2015 dal computer dell'ingegnere per paura che nulla di importante possa finire tra le mani degli ottimi tecnici di Maranello. Sembra apparentemente tutto a posto, non sarà così. Secondo infatti un rapporto Mercedes effettuato lo scorso 19 Ottobre nella settimana che separava il Gp di Sochi da quello di Austin negli Usa e ufficializzato solamente due giorni fa, Hoyle sarebbe stato scoperto mentre stava studiando i rapporti delle gare effettuate quest'anno dalla Mercedes (in particolare di quella disputata a fine luglio in Ungheria), i dati di chilometraggio delle power unit tedesche, i dati dei danni subiti dai motori tedeschi in questa stagione e, ciliegina sulla lingua, i codici necessari a decifrare i dati della telemetria delle monoposto di Hamilton e Rosberg. Ad aggravare ulteriormente la sua posizione il fatto che l'ormai ex ingegnere inglese abbia tentato, appena scoperto, di distruggere i documenti salvati. Da qui la decisione della Mercedes di denunciare Hoyle, sottolineando come a causa del suo comportamento la Ferrari potrebbe aver acquisito potenzialmente un vantaggio illegale, chiedendo tanto per cominciare il blocco del trasferimento per il prossimo anno verso la scuderia del Cavallino o qualunque altra squadra fino al termine della stagione 2016, la resituzione dei documenti trafugati e le spese legali. In serata è poi arrivata la risposta della Ferrari tramite un portavoce intervistato dall'agenzia Bloomberg, secondo il quale Hoyle "era in scadenza alla Mercedes. C'è stato qualche contatto, ma molto informale, con noi ma anche presumibilmente con altre scuderie. Non esiste nessun contratto tra la Ferrari e il signor Hoyle ". Evidente la prudenza usata dalla scuderia di Maranello, da una parte infastidita per esser stata tirata dentro a una vicenda con la quale non ha nulla a che vedere (come si fa a dire nel report Mercedes che la Ferrari con l'ingaggio di Hoyle potrebbe aver acquisito un potenziale vantaggio grazie alle info trafugate dal tecnico inglese, se lo stesso non è stato ingaggiato dalla scuderia di Maranello?), dall'altra atttenta a non rompere il finora buon rapporto con Mercedes, venutosi recentemente a consolidare in occasione della questione relativa alle power unit realizzate a minor costo da motoristi indipendenti, che aveva visto, come vi ricorderete, Ferrari e Mercedes sulle stesse, precise posizioni. Una vicenda, quella che vede Hoyle come protagonista, che potrebbe essere non ancora conclusa. Staremo a vedere. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold Twitter: @ruggero81

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