Formula 1

F1, la crisi McLaren-Honda e la fuga degli sponsor

Una vera e propria debacle. Alzi la mano chi, nel Marzo di due anni fa, all'annuncio della ricomposizione del binomio McLaren-Honda si sarebbe immaginato al termine della prima stagione di rientro di Honda in Formula 1 un bilancio così negativo per il team di Woking, relegato addirittura alle ultimissime posizioni della griglia di partenza. Come anche da noi sottolineato a inizio stagione, era impossibile prevedere fin da subito una McLaren al livello della Mercedes per via dell'inevitabile scotto da pagare sui motori turbo come anche l'inevitabile inesperienza su questa nuova tecnologia da parte dei tecnici Honda, ma neanche quanto abbiamo visto in questa stagione con Alonso e Button costretti a montare ben 11 power unit (con relative penalità) invece delle 5 a disposizione per ciascun pilota. A voler essere onesti, sia dai test disputati subito dopo l'ultima gara ad Abu Dhabi lo scorso anno con Stoffel Vandoorne alla guida erano emersi dei seri problemi all'affidabilità sulla power unit nipponica, ma fin da subito a prevalere era stata l'ipotesi anche piuttosto comprensibile legata ai problemi di gioventù del nuovo motore Honda, prntamente risolvibili. Purtroppo non è stato così, con i problemi succedutisi nel corso della stagione, e peraltro ogni volta in un'area diversa del motore stesso. Se a questo poi aggiungiamo un progetto di vettura non proprio eccezionale, con un'aerodinamica che ha mostrato in diverse circostanze dei limiti e che solo negli ultimi GP comincia gradualmente sotto la guida di Peter Prodromou a mostrare qualcosa d'interessante, si capisce come alla fine il flop della MP4/30 sia stato praticamente totale . Se quindi era logico prevedere una delusione da parte di qualche tifoso, nessuno si sarebbe certamente immaginato una vera e propria fuga degli sponsor dalla scuderia di Woking. Dopo gli addii di Sap (dalla prossima stagione), di Santander (quest'ultimo tradizionalmente vicino a Fernando Alonso) e della Johnie Walker (dal prossimo anno sulle livree della Force India) è di questi giorni la notizia che sulle livree delle monoposto di Woking dal prossimo anno sparirà anche il marchio della Tag Heuer, trentennale partner McLaren, che lascerà il team inglese per approdare in Red Bull. Un vero e proprio smacco per la squadra di Ron Dennis, la quale poco tempo fa aveva posto un veto nei confronti della Honda per impedire una seconda motorizzazione a favore proprio della scuderia di Milton Keynes. Una stagione, la prossima, che se da una parte vedrà la McLaren usufruire insolitamente degli ultimissimi box in pit lane quasi a fianco della Manor (e con numerosi spazi liberi sulla propria monoposto, la quale peraltro da circa 2-3 anni non ha neanche un title sponsor), dall'altra dovrebbe vedere un deciso miglioramento sia da un punto di vista prestazionale che di affidabilità da parte della power unit Honda. Cosa che sia i tifosi della scuderia di Woking che gli sponsor attualmente rimasti si augurano davvero di cuore. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold