Formula 1

F1, Senna e la prima vittoria in Brasile

Una vittoria sofferta, conquistata con il cambio praticamente ko, da dedicare al suo popolo, che in massa, nonostante le pessime condizioni meteo, era occorso per sostenerlo. Ayrton Senna a bordo della sua McLaren-Honda il 24 Marzo 1991 spezza finalmente un tabù andando finalmente a vincere il Gp del Brasile con 3 secondi di vantaggio sulla Williams di Riccardo Patrese, e con il compagno di squadra Gerhard Berger a 5 secondi. Un Gp, quello di casa, che fino a quel momento, non gli aveva mai regalato grosse soddisfazioni: nonostante i due titoli mondiali conquistati nel 1988 e l'anno prima (1990) con la McLaren, nelle edizioni precedenti disputate dal 1984 al 1989 a Jacarepagua e l'anno prima a Interlagos il miglior risultato era stato il secondo posto del 1986 ottenuto alla guida della Lotus motorizzata Renault. Per il resto grandissime delusioni in gara tra il terzo posto del 1990, l'11° del 1989 per nn parlare dei ritiri per guasti tecnici e la squalifica nel 1988 con tanto di bandiera nera per utilizzato il muletto a causa di un guasto al cambio con ripartenza dai box (procedura all'epoca non ancora consentita). Un tabu da provare ad abbattere, quindi, nella stagione 1991, dopo la prima convincente vittoria stagionale ottenuta nel primo Gp dell'anno a Phoenix dal pilota brasiliano, con una McLaren MP 4/6 chiamata a confermare le ottime indicazioni fornite in terra americana. A San Paolo il pubblico accorre al circuito di Interlagos fin dalla primissima giornata di prove libere, disputata sul bagnato, per stare vicino al proprio idolo, il quale li ripaga immediatamente con il miglior tempo nella giornata di venerdì con 6 decimi di vantaggio davanti alla Ferrari di Alesì. Si arriva così al sabato, con le qualfiche disputate sull'asciutto, che vedono ancora una volta protagonista la McLaren-Honda del pilota brasiliano, il quale conquista la pole position precedendo di 383 millesimi la Williams di Patrese e a 451 millesimi in terza posizione quella di Mansell. In quarta posizione il compagno di squadra di Ayrton, Gerhard Berger, staccato di 1”079. Le Ferrari sono decisamente più staccate, in terza fila, con Alesì peraltro davanti al rivale di sempre, Alain Prost. Domenica 24 Marzo 1991, arriva l'ora X del Gran Premio. La monoposto più accreditata per vincere la gara potrebbe essere la McLaren del pilota brasiliano, ma anche le Williams potrebbero essere favorite in virtù dell'ottima competitivtà dimostrata nella giornata del sabato. E poi la Ferrari, vincitrice qui ad Interlagos un anno prima proprio con il suo rivale di sempre, Alain Prost: sarà o no l'occasione per spezzare il tabù? Il via della gara ci da subito le prime risposte: Senna scatta bene al via e mantiene la prima posizione, davanti alle Williams di Mansell e Patrese, alla Ferrari di Alesì, alla McLaren di Berger, quinto, e alla Ferrari di Prost, sesto. Se nei primi otto giri il vantaggio del pilota brasiliano della McLaren sale fino ad arrivare a toccare i 3 secondi, nelle tornate successive è Mansell a recuperare portando il gap dal pilota della McLaren a soli 7 decimi. Le Ferrari cominciano a perdere mano mano terreno dai primi a causa di un consumo eccessivo di gomme. La vittoria se la giocano così Senna e i due della Williams. Arriviamo così al 26° giro con Mansell che si ferma per il pit-stop: non sarà una sosta facile per il pilota inglese, che non solo perde 13 secondi ai box, venendo poi superato da Patrese e Alesi (superati poi nei giri immediatamente successivi per via dei pit stop effettuati dagli altri piloti), ma al contempo cresce il distacco da Senna. La gara sembra così essere agevolmente in mano al pilota brasiliano della McLaren-Honda che al 30° giro ha un vantaggio di circa 7 secondi sui suoi avversari, eppure non è così: da due giri, infatti, la sua monoposto presenta dei problemi al cambio, che impediscono così ad Ayrton di poter esprimere tutto il suio potenziale. Mansell ne approfitta, e così mano mano si avvicina sempre più alla McLaren-Honda del pilota brasiliano. Al 50° giro però il pilota inglese della sua Williams è costretto a fermarsi di nuovo ai box: nel tentativo di riportarsi di nuovo sotto a Senna ha praticamente consumato le gomme, per cui è necessario un nuovo pit stop a causa di una foratura, che spinge Mansell a 30 secondi dal brasiliano. Il pilota inglese però non si arrende e tenta così un nuovo tentativo di recupero: dai 30 secondi di gap iniziale si scende così ai 20 secondi. Al 61° giro il colpo di scena:cede il cambio della sua Williams con tanto di testacoda finale. Per il leone d'Inghilterra non resta che il ritiro. Se dunque Mansell è costretto al ritiro causa rottura del cambio, non è che Ayrton se la stia passando bene: vero, il distacco su Patrese è di 36 secondi, ma quando ormai sembra che la vittoria sia ormai a portata di mano, cominciano purtroppo ad aumentare i problemi al cambio della sua McLaren-Honda. Al 60° giro (un prima del ritiro di Mansell) aveva infatti perso la quarta marcia. In pochissimi giri perderà anche le altre, ad eccezione della sesta.Come se poi non bastasse, gli ultimi giri vedono anche l'arrivo della pioggia. In una condizione del genere qualunque pilota probabilmente si sarebbe ritirato.Ayrton no. Dopo aver visto sfumare più volte la vittoria davanti al proprio pubblico, il pilota brasiliano della McLaren vuole assolutamente regalare una soddisfazione a tutti i suoi connazionali, accorsi in massa a tifare per lui. In un'epoca che non vede ancora la presenza in macchina del servosterzo, Senna, con un sforzo fisico veramente importante, riesce a portare non solo la macchina al traguardo, ma a vincere la gara con 3 secondi di vantaggio sulla Williams di Patrese e con 5 secondi sul compagno di squadra. [embed]http://www.youtube.com/watch?v=idelLlYyJjE[/embed] Andiamo a rivivere la gara nei suoi momenti più salienti con questa sintesi in italiano, l'unica peraltro presente sul web. La gioia per Ayrton è tantissima, come dimostrano anche le urla diffuse via radio, ma anche il dolore fisico per aver portato la macchina praticamente senza cambio in quegli ultimissimi giri, a tal punto da non riuscire ad arrivare ai box in parco chiuso: è necessario l'intervento dei medici, i quali con l'auto medica, porteranno il pilota brasiliano in pit lane. Ayrton Senna Senna è sfinito, stremato fisicamente, con braccia e spalle contratte, ma non vuole assolutamente disattendere l'appuntamento con il suo popolo, non vuole rinuciare all'abbraccio della sua gente,e così, appoggiandosi a Ron Dennis sale sul podio. Ayrton vuole provare prima a sventolare la bandiera brasiliana e poi ad alzare la coppa: all'inizio faticherà non poco ma poi dando forza alle energie residue ci riuscirà, facendo emozionare ancora di più i tifosi brasiliani. Due anni dopo, con una McLaren meno competitiva in seguito al ritiro della Honda e al passaggio alla motorizzazione Ford, Ayrton Senna conquisterà la sua seconda e ultima vittoria sul circuito di casa con più di 16 secondi e mezzo sulla Williams-Renault di Damon Hill, e più di 45 secondi sulla Benetton-Ford di Michael Schumacher. Ma, come scrisse Michael Ende, questa è un'altra storia. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold