Formula 1

F1, Red Bull e Renault a un passo dall'accordo

Finalmente un squarcio di sole all'orizzonte. Dopo aver minacciato più volte il ritiro nel corso delle ultime settimane e dopo aver incassato i no di Mercedes (la scuderia campione del mondo non era intenzionata a fornire il proprio know-how in fatto di motori turbo ai rivali), Ferrari (disponibile, come spiegato lo scorso fine settimana dal Presidente Marchionne a dare una mano a progettare un motore con la scuderia di Milton Keynes mettendo a disposizione anche i propri ingegneri ma non a fornire le power unit montate sulla monoposto del Cavallino Rampante) e Honda (disponibile, ma frenata dal veto della McLaren), alla Red Bull non è rimasto altro da fare che chiedere scusa al proprio motorista, la Renault, e riaprire con loro una trattativa dopo aver inizialmente annunciato a settembre il divorzio consensuale con un anno di anticipo rispetto alla normale scadenza di contratto. Secondo quanto riferisce in queste ore Autosport l'accordo tra le parti sarebbe stato anche trovato; restano però dei dettagli da limare per cui sarà necessaria l'ultima parola da parte del patron Red Bull, Dieter Mateschitz, il quale dovrà valutare se accettare la proposta o ufficializzare il ritiro della propria scuderia. I nodi del contendere sono due. Il primo riguarda la presenza del marchio Renault sulla power unit fornita dalla Regie. Secondo alcune indiscrezioni già circolate in precedenza, ma sempre più avvalorate giorno per giorno, il motorista francese (alle prese anche con l'acquisizione della Lotus, che dal prossimo anno tornerebbe a chiamarsi Renault) tramite il Presidente Ghosn sarebbe disponibile a continuare a fornire la Red Bull (con cui ha vinto 4 titoli piloti con Sebastian Vettel e 4 titoli costruttori dal 2010 al 2013) con le proprie power unit ma prive del marchio della Regie, o comunque con un marchio alternativo. La seconda riguarderebbe la questione sponsor dal 2017 in poi. Ricordiamo che al momento la Red Bull tra i vari sponsor presenti sulla monoposto annovera Total e Infiniti, vicini a Renault. Il motorista francese, pur continuando a fornire le power unit alla scuderia di Milton Keynes, non ha minimamente dimenticato le fortissime critiche rivolte al proprio motore provenienti dallo stato maggiore Red Bull, per cui potrebbe (come riportato da Autosport) decidere di ritare i suddetti marchi dalla monoposto austriaca. Una condizione, questa, che muterebbe indubbiamente i rapporti di forza con Renault, con Red Bull che da squadra principale diventerebbe la seconda squadra della Regie, e che per questo deve essere ben considerata da Mateschitz prima di accettare l'accordo. D'altra parte non esistono grandi alternative a questa proposta pena il ritiro dal mondiale, per cui è molto probabile che alla fine l'accordo venga comunque trovato. A ulteriore conferma di ciò anche la decisione della Renault di fornire alla Red Bull (e in particolare alla monoposto guidata da Ricciardo) in occasione della prossima gara (in programma questo fine settimana in Brasile sul circuito di Interlagos, diretta RAI e SKY) la nuovissima power unit aggiornata con 11 dei 12 gettoni a disposizione, la quale dovrebbe garantire secondo alcune voci di corridoio provenienti dalla Regie stessa un miglioramento quantificabile in circa due decimi a giro. Una situazione, quella tra Renault e Red Bull, in via di definizione, dunque, ma che certamente consentirà alla scuderia di Milton Keynes di poter lavorare con maggiore tranquillità (nonostante il forte ritardo accumulato) in vista della prossima stagione, ben conoscendo le caratteristiche della power unit francese. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold