Formula 1

F1, Gp Messico: Raikkonen e la sesta power unit

Una qualifica in chiaro e scuro in casa Ferrari. Da una parte l'ottimo risultato di Sebastian Vettel che non solo conquista il terzo posto in griglia in vista del GP del Messico in programma stasera alle 20 (diretta SKY, differita RAIDUE dalle 23.20), ma addirittura fa segnare il parziale record nel terzo settore dove è fondamentale la trazione, tallone d'Achille della SF15-T. Dall'altra parte purtroppo ha generato grosso dispiacere negli uomini in Rosso l'ennesimo inconveniente tecnico occorso a Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese, infatti, tutto sommato si era ben comportato nel corso della FP2 facendo segnare il sesto tempo, ma ancor più in FP1 facendo segnare lo stesso tempo cronometrato della Red Bull di Daniil Kvyat, giunta seconda. Avendo però fatto il tempo dopo la Red Bull, è stato assegnata alla Rossa numero 7 la terza posizione. C'erano tutte le condizioni per poter avere in griglia entrambe le Ferrari in seconda fila o alla peggio una in seconda e una in terza. Purtroppo, però, nessuno aveva fatto i conti con un problema tecnico venutosi a creare all'inizio della FP3 che praticamente è andato a rovinare le qualifiche del pilota finlandese della Ferrari. Raikkonen FP3 tris Dopo pochi minuti dall'inizio della terza e ultima sessione di prove libere, infatti, le immagini televisive della FOM ci mostrano lo sconsolato Kimi parcheggiare la propria Ferrari sull'erba con un lieve principio d'incendio sul posteriore sinistro della monoposto. “Ho perso un po’ di potenza e c’era anche del fumo che fuoriusciva dal posteriore“ queste le parole del pilota finlandese. I meccanici si danno da fare per cercare di riparare il guasto. Inizialmente si pensa a un problema di motore o di cambio. La realtà è risultata essere differente: nel corso della FP3 purtroppo si era verificata una perdita di carburante sulla Ferrari numero 7 di Raikkonen a causa di un problema ai collettori di scarico della bancata di sinistra. Andando sugli scarichi bollenti, il carburante ha portato a un principio d'incendio sulla monoposto andando a danneggiare il motore e la trasmissione del cambio. Appurato dunque il guasto, i meccanici Ferrari iniziano una vera e propria corsa contro il tempo per riparare la monoposto e cercare di portare in pista Kimi. Una corsa contro il tempo a cui collaborano anche i meccanici della monoposto di Vettel andando a dare una mano ai colleghi che normalmente seguono Raikkonen. Vista l'impossibilità di poter continuare ad utilizzare la quinta power unit (per intenderci quella montata lo scorso weekend ad Austin) in Ferrari decidono di montare provvisoriamente la quarta power unit usata da Monza fino al Gp di Russia riservandosi poi per la mattinata odierna (il pomeriggio in Italia) la possibilità di poter montare la sesta power unit. Raikkonen Q2 Iniziano le qualifiche e Raikkonen riesce a passare in Q2, dove però si arrende questa volta definitivamente a causa di un problema ai freni. Dovendo comunque partire 18° per via della sostituzione del cambio, in casa Ferrari hanno quindi deciso pochissime ore fa di cambiare anche il motore. Se da una parte Kimi partirà alla fine 19° a sandwich tra le McLaren perdendo una posizione a favore di Alonso ma restando davanti a Button (il quale dovrà scontare ben 70 posizioni (!!!) di penalità in griglia), dall'altra in Ferrari hanno giustamente pensato come alla fine non sia una posizione arretrata in più o in meno in griglia a fare la differenza, e che d'altra parte la nuova power unit potrà consentire a Raikkonen di poter pensare a queste ultime tre gare senza preoccuparsi eccesivamente di poter strapazzare o meno il motore, cosa che invece sarebbe accaduta montando la quarta power unit. In mezzo a tutti gli svantaggi accusati, Raikkonen potrà anche avere un piccolo vantaggio partendo così indietro: non essendosi qualificato nei primi 10, Kimi non solo avrà il set in più di gomme d'asciutto della Pirelli, ma sopratutto potrà scegliere liberamente quale compound utilizzare tra soft e medie per meglio impostare la propria gara. Da non escludere una strategia con gomme medie all'inizio per poi montare 1 o 2 volte gomme soft con la pista più gommata. Sempre che non intervenga la pioggia a mischiare nuovamente le carte, e a rendere i piloti e la loro sensibilità di guida (e la loro resistenza a una pista piuttosto scivolosa come emerso tra prove libere e qualifiche) veri e propri protagonisti. Staremo a vedere. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold