Formula 1

F1, Gp Usa: Vettel e la strategia harakiri

Un podio insperato alla vigilia. Sebastian Vettel regala alla Ferrari e ai suoi tifosi una gara di assoluto spessore. Partito 13° per via dell'utilizzo della quinta power unit stagionale, Sebastian riesce a portare la monoposto del Cavallino rampante sul podio e a pochissimi decimi dalla Mercedes di Nico Rosberg. Eppure, non tutto in casa Ferrari ha perfettamente funzionato. Non ci ha infatti convinto la strategia messa a punto in occasione del secondo pit stop con il passaggio dalle gomme soft alle gomme medie. Una strategia che alla lunga poteva essre rischiosa ma che grazie a un fortuito colpo di scena (la seconda safety car entrata in pista a pochi giri dal termine per l'incidente di Kvyat) ha consentito alla Ferrari di poter correggere la strategia e di poter rimandare Sebastian in pista nuovamente con le gomme soft. Quelle più giuste visto lo stato della pista. Andiamo però con ordine. Dopo aver piovuto incessantemente per circa un giorno e mezzo a causa dell'uragano Patricia, un paio di ore prima che prendesse il via la gara smette di piovere ad Austin. Fa abbastanza freddo (16° l'atmosfera, 18-20° l'asfalto), e la pista non riesce ad asciugarsi. Inevitabile l'uso delle gomme intermedie. Se nel primo e terzo settore la pista sembra asciugare più rapidamente, è nel secondo settore che l'umido rimane più massicciamente. Alcuni piloti come Bottas, Grosjean e Nasr provano a montare dopo pochi giri le gomme soft d'asciutto, ma è troppo presto: la pista fatica ancora ad asciugarsi. Solamente al 18° giro cominciano a comparire le condizioni per cui è opportuno il passaggio da intermedie a soft, ed i primi a cogliere questo aspetto sono Lewis Hamilton su Mercedes e Sebastian Vettel su Ferrari, visto e considerato anche lo stato d'usura ormai evidente delle gomme intermedie. Ricordiamo un particolare apparentemente inutile, ma importante nell'economia della corsa: essendo iniziata la gara con pista bagnata (e di conseguenza con gomme intermedie), passando alle gomme d'asciutto non è obbligatorio per i team montare entrambe le mescole d'asciutto (soft e medium) portate da Pirelli. Dunque, Hamilton e Vettel sono i primi (e con successo!) a montare al momento opportuno le gomme soft. A questo punto per entrambi sarebbe necessario un altro pit stop nell'ultima fase di gara, presumibilmente ancora con gomme soft. Chi sembra però meglio utilizzare le gomme con la banda gialla sembra essere il pilota tedesco della Ferrari che si avvicina rapidamente alle posizioni di testa, occupate dalle due Mercedes di Rosberg e di Hamilton e dalle due Red Bull di Kvyat e di Ricciardo. Al 28° giro ecco però il colpo di scena. In seguito allo stop in pista della Sauber di Ericsson la Direzione Gara decide di mandare in pista la Safety Car, ed è a questo punto che a nostro giudizio la Ferrari compie un errore strategico che rischia di compromettere la gara di Vettel. La scuderia di Maranello infatti richiama Sebastian al box montandogli delle gomme medie. Vettel gomme medie Gara Verissimo, in caso normale con le gomme medie potresti arrivare tranquillamente in fondo al traguardo senza più fermarti (mancavano ancora 28 giri al termine), ma d'altra parte è anche vero che rispetto alle soft le gomme medie hanno un tempo di percorrenza al giro un po' più alto ma, pur essendo delle gomme del tipo low working range, richiedono comunque una minima temperatura di esercizio che su una pista fredda e viscida come quella di Austin non ci sembra di cogliere (ricordiamo anche le congenite difficoltà della SF 15-T nel amndare in temperatura le gomme). Il rischio seriamente concreto è quello di non riuscire a generare un buon grip sulle gomme. Giri veloci 29° Giro Le risposte ai nostri dubbi arrivano puntualmente al giro successivo, il 29°: le gomme medie non sono al momento la copertura più adatta da usare ad Austin,La conferma anche dalla tabella dei tempi cronometrati: come possiamo vedere, infatti, Vettel gira in 1'45”185, contro l'1'45”095 della Force India di Hulkenberg (anch'esso su gomme medie). Nettamente più veloci le Mercedes su gomme soft con Rosberg il più veloce in 1'43”231 ed Hamilton in 1'43”908. Quasi due secondi regalati per una mescola diversa. La speranza è che con il passare dei giri la mescola media entri maggiormente in temperatura, cosa che in parte avviene anche ma poi con il pit stop di Rosberg, rientrato in pista con gomme soft nuove, assistiamo a un repentino recupero da parte del pilota tedesco della Mercedes che prima supera la Toro Rosso di Verstappen e al 40° giro si porta a 3 secondi di distacco da Vettel. Rosberg sorpassa Vettel 43° Giro 3 secondi che vengono mangiati in pochissime tornate, e così al 43° giro assistiamo al sorpasso di Rosberg sul pilota tedesco della Ferrari a ulteriori dimostrazione di come sull'asfatto viscido di Austin le gomme soft siano inevitabilmente la scelta più azzeccata al momento. Pochi istanti dopo questo sorpasso, un nuovo colpo di scena: la Red Bull di Kvyat tocca l'erba sintetica ancora piena di pioggia all'altezza della curva 19 quasi all'altezza dell'ingresso dei box e va a sbattere contro le barriere. Pit stop 44° giro Vettel Necessario a questo punto l'ingresso della Safety Car con la Ferrari che a questo punto cambia nuovamente strategia e richiama nuovamente ai box Sebastian montandogli questa volta gomme Soft. Sarà finalmente la scelta azzeccata:non solamente al 48° giro Sebastian riesce a passare la Toro Rosso di Verstappen, ma, approfittando di un errore di Rosberg, il quale cede involontariamente la vittoria finale ad Hamilton, si avvicinerà sempre più al pilota tedesco sfiorando alla fine di pochissimo il secondo posto. Arrivo Dunque, Hamilton vince il Gp degli Usa aggiudicandosi con tre gare di anticipo il titolo mondiale, e precedendo sul traguardo di 2.850 secondi il compagno di squadra Rosberg, e di 3.381 secondi la Ferrari di Sebastian Vettel, ma (ed è questo il quesito che ci poniamo), cosa sarebbe successo se Vettel non avesse fatto il secondo pit stop, o se, in tale occasione, avesse montato ancora gomme soft invece delle medie? Sarebbe rimasto davanti a Rosberg o addirittura si sarebbe potuto giocare la vittoria finale con Hamilton? Tanti i dubbi a delle domande alle quali purtroppo non potremo mai dare una risposta attendibile. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold