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Calciomercato last second
Era digitale o meno, ci si riduce sempre al gong: Nzola l’ultimo trasferimento tra squadre di A. Salta Youssouf Fofana al Lione, “colpa” di un altro Fofana

Pietro Santercole/Edipress
Pubblicato il 2 settembre 2026, 15:04
Il Chelsea bussa a casa Roma per Manu Koné all’ultimo giorno della sessione estiva del calciomercato italiano, ma Gasp non risponde proprio. Spalletti, dal canto suo, tira un bel sospiro di sollievo: fa niente se non è arrivato Kessié, in extremis ecco Sarr e quel Woltemade soprannominato WolteMessi, nonostante sia destro e non mancino, sia alto più di 30 centimetri rispetto alla Pulce, e con l’argentino non c’entra nulla né fisicamente né per caratteristiche.
Calciomercato Serie A, valzer last minute: Kean al Como e Nzola al Cagliari
Stranezze del calcio, tant’è. Rowe all’Atalanta, il Bologna si consola con il ritorno in Italia di Mbangula. Kean nell’ultimo giorno di calciomercato riesce ad andare al Como, lasciando una caotica Firenze, affollata da un pazzesco vieni e vai nel primo giorno di settembre, ultimo di mercato: il fischiatissimo Gudmundsson passa in prestito alla Lazio, Mandragora torna al Torino, in viola ecco Beto, Gnonto e Pedro Gonçalves. È proprio della Fiorentina l’ultima trattativa (in uscita) tra squadre di Serie A: alle 19:58:22, ossia a un minuto e 38 secondi dalla chiusura della famigerata porta dello Sheraton di Milano, arriva l’ufficialità del passaggio di Nzola al Cagliari.

Fofana fa saltare Fofana proprio sul gong: il fascino nevrotico dell’ultimo secondo
Salta all’ultimo, invece, il passaggio del milanista Youssouf Fofana al Lione. La colpa è un mix tra le restrizioni finanziarie del club francese e quei problemi di lista derivanti da un altro Fofana, Malick, peraltro cercato dalla Roma questa estate ma promesso sposo del Sunderland. Tra fax inceppati, “pizzini” scambiati nei corridoi degli hotel o modernissime firme inviate da PC, era digitale o meno, la costante di ogni sessione di mercato è il fascino indiscreto (e nevrotico) dell’ultimo secondo. Non importa quanto durevole sia una sessione, né quanti mesi abbiano avuto a disposizione direttori sportivi e agenti. La scena finale è sempre la stessa: una corsa contro il tempo, con i cellulari bollenti, le porte che si chiudono in faccia ai dirigenti e i contratti depositati in extremis.

Calciomercato last second: da Milito al Genoa agli affari con l’acqua alla gola
Il calciomercato resta un paradosso tutto moderno. Se l’avvento della digitalizzazione ha azzerato le distanze e velocizzato i tempi burocratici, ogni sessione continua a seguire una legge non scritta: l’affare si fa quando l'acqua è alla gola. O almeno, così amano credere i protagonisti. Nel libro dei ricordi del calciomercato last second, le storie surreali si sprecano. Errori umani, problemi di linea e ritardi rocamboleschi hanno deciso le fortune (o le sventure) di interi club. Come non ricordarsi di quel 2008 in occasione del ritorno di Diego Milito al Genoa: Federico Pastorello, allora agente del Principe, non riuscì a entrare “nella stanza dei bottoni”, così pensò bene di saltare per lanciare l’integrazione del contratto, approfittando proprio della mancanza di un “soffitto”. Tutto valido, anche se da quell'1 settembre la Lega decise di introdurre per anni una retina a coprire i box adibiti ai contratti da depositare.

L’ira di Raiola e il blitz di Galliani
A gennaio 2013, però, nemmeno Internet servì ad evitare il buon esito di una trattativa: il compianto Mino Raiola s’infuriò talmente tanto da irrompere in diretta ai microfoni di Sky Sport 24 per raccontare che il passaggio di Kasami dal Fulham al Pescara era saltato per un guasto alla rete, e pure agli ascensori. Estate 2014, il portoghese João Silva si prepara a una nuova stagione di Serie B con il Bari quando arriva la chiamata del Palermo neo-promosso in Serie A: accordo trovato all’ultimo giorno di mercato sì, ma galeotti furono quei 33” di ritardo, causa dell’annullamento dell’operazione, almeno finché il ricorso inoltrato dai due club non fu accolto. Sempre nell’estate del 2014, Galliani soffiò Bonaventura all’Inter, con una trattativa più simile a un blitz in piena regola, all’improvviso e all’ultimo momento disponibile, approfittando del fatto che il centrocampista e il suo procuratore erano rimasti a Milano.

Da De Gea a Soriano: fax, ritardi e trasferimenti saltati all’ultimo minuto
Nel 2015 De Gea aveva praticamente firmato per il Real Madrid, Manchester United e Merengues erano d’accordo su tutto, ma i documenti arrivarono alla Liga a mercato scaduto. La causa? Un guasto al fax. L'affare saltò definitivamente. Sempre nello stesso anno, in Italia, una trattativa chilometrica tra il Napoli di De Laurentiis e la Sampdoria sembra chiudersi con il tanto atteso via libera del passaggio di Soriano in azzurro. Macché. Il contratto viene firmato, ma il caricamento del documento nel sistema della Lega Serie A si completa a tempo scaduto. Niente da fare, affare in fumo. Cambiano le tecnologie, ma le dinamiche umane restano identiche: mesi e mesi a chiudere affari, ma ci si riduce sempre all’ultimo, con tutto ciò che ne consegue, il tempo passa, il tempo resta.

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