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Llorente, spagnolo in fase calante

LORENTE (Napoli) – «Ho aspettato tre mesi il Napoli perché è una grandissima squadra, la seconda in Italia in questi ultimi anni, avevo tanta voglia di tornare in Serie A e giocare la Champions League»

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Quando sei bello, la vita è decisamente più facile: se poi sei un calciatore e la squadra in cui giochi arriva a sorpresa in una finale anche grazie ai tuoi gol, nemmeno l’età avanzata è un ostacolo per trovare una sistemazione di alto livello. Fernando Llorente è il giocatore ideale che risponde a questo identikit: da bomber di riserva (di Harry Kane) è riuscito a trascinare il Tottenham alla finale di Champions, salvo poi trovarsi svincolato a fine anno. Una lunga trattativa estiva porta Fernando a Napoli, squadra ammaliante che gli consente di tornare in Serie A quattro anni dopo la fine della storia con la Juventus. Lo spagnolo accetta il ruolo di comprimario, diventando la punta alta di riserva di una squadra a trazione anteriore, ma con qualche difficoltà nello spogliatoio. Il malcontento di giocatori come Allan e Insigne sfocia in un duro confronto con la proprietà e a farne le spese è Ancelotti, reo di non essere riuscito a gestire lo spogliatoio in un momento difficile (insieme al ruolo del figlio). Il tecnico schiera spesso Fernando, e volentieri solo per brevi spezzoni di gara. L’arrivo di Gattuso lo relega alla panchina e dopo il lockdown un non meglio precisato infortunio lo porta ad un’inesorabile esclusione dall’orbita del calcio che conta. Nonostante l’interesse del Benevento e di qualche timido sondaggio da parte dello Spezia, Llorente rimane a Napoli anche dopo l’estate, diventando un caso. Una bella gatta da pelare per Gattuso, mentre la carriera del bel Fernando rischia di imbruttirsi a causa di un brutto, bruttissimo 2020. IMBRUTTITO.
Cristian Vitali e Redazione Calcio Gourmet per Calciobidoni.it
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