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Lazaro, niente resurrezione

?LAZARO (Inter) – «No tricks, just me (Nessun trucco, solo io)»

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L’Inter passa da Spalletti a Conte, cambia drasticamente il sistema di gioco, via il 4-2-3-1 e spazio al 3-5-2, con il gioco degli esterni “tutta fascia” ora in evidenza. Piero Ausilio si mette subito alla ricerca del profilo giusto per consegnare a Conte un giocatore di talento: dall’Hertha Berlino arriva Lazaro (per oltre 22 milioni), considerato esperto e propositivo in quel ruolo. Pronti via, ma il buon Valentino si infortuna e non può essere provato nel precampionato: Candreva si prende il posto e lo manterrà per tutta la stagione. Anche al ritorno dall’infortunio l’austriaco (che di teutonico ha però ben poco) non riesce a imporsi: le volte che viene impiegato non lascia il segno, gioca complessivamente 11 gare e solo contro il Bologna sembra essere il giocatore che serve all’Inter. A Gennaio – senza che nessuno faccia barricate per tenerlo – viene ceduto al Newcastle. Eppure, le premesse erano più che buone: l’idolo del giocatore austriaco è Ronaldinho e nella sua esperienza all’Hertha e in quella precedente al Red Bull Salisburgo aveva messo in luce le sue qualità tecniche da velocista palla al piede, di dribbling nello stretto e di elevata sensibilità tecnica nei piedi. Peccato che tutte queste qualità siano rimaste, dimenticate chissà dove, una volta lasciata la Germania. CATALETTICO.
Cristian Vitali e Redazione Calcio Gourmet per Calciobidoni.it
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