Calciobidone

L'equivoco tattico di Eriksen

ERIKSEN (Inter) – «Non vedevo l’ora di arrivare, essere qui è bellissimo e sono felice di essere un nuovo giocatore dell’Inter. Sono molto emozionato e non vedo l’ora di farmi conoscere dai tifosi, ho già avuto modo di sentire il loro calore, è stata un’accoglienza fantastica. Mi sento benissimo»

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Diventare un top player in Premier League significa automaticamente entrare nel gotha del calcio e conquistarsi l’interesse dei migliori club europei. Se poi uno di questi calciatori si avvicina alla fine del proprio contratto e non sembra disposto a rinnovarlo, l’interesse di un club ambizioso come l’Inter è facilmente prevedibile (così come il “bidone”). Fu così che a Gennaio 2020 i nerazzurri riuscirono ad assicurarsi (per 27 milioni di Euro) le performance di Christian Eriksen, talentuoso trequartista del Tottenham, finalista uscente di Champions League: un prezzo alto per un giocatore in scadenza di contratto da lì a pochi mesi, ma nel complesso un buon affare visto lo spessore internazionale del danese. Tuttavia Eriksen, un giocatore elegante propenso al gioco offensivo, non era stato richiesto da mister Conte, che avrebbe invece voluto invece un incursore come Vidal (per poi ottenerlo), uno insomma abituato alla “guerrilla” a centrocampo. E’ un eufemismo affermare che Conte non è stato propriamente convinto dal danese, visto che la sua richiesta di un “Rambo” armato fino ai denti è stata esaudita con l’acquisto di un “fiorettista”. Da qui l’equivoco tattico e attitudinale, che ha caratterizzato l’Inter del 2020. In più, il danese non è partito bene in nerazzurro, e quindi per lui ci sono state tante panchine e pochi gol, in un’esperienza finora amara e poco convincente. Per tutti, Eriksen in questa annata è una matassa difficile da districare. IRRISOLTO.

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