Niang, tanta spesa, poca resa

«Entravo in campo per divertirmi e mi riuscivano giocate niente male. Poi hanno cominciato a conoscermi e non è stato più così»
Niang, tanta spesa, poca resa

Pubblicato il 20 dicembre 2018, 10:36 (Aggiornato il 20 dicembre 2018, 10:42)

Genio (poco) e sregolatezza (che non manca). Su questo basti pensare che nel 2012, fermato dai Vigili Urbani di Milano alla guida di un’auto, ancora minorenne e quindi del tutto sprovvisto di patente, pensò bene di spacciarsi per il compagno di squadra Bakaye Traoré. Due anni dopo, alla guida della sua Ferrari, provocò un incidente stradale a Montpellier. Potenzialmente fortissimo, paragonato da alcuni ad Henry, è molto agile e veloce e può ricoprire tutti i ruoli in attacco. Ma in quel Milan faticò a trovare spazio, fu mandato in prestito, tornò, si rivelò per quello che era, cioè discontinuo e poco affidabile, litigò con Montella, fu ceduto al Toro, voluto fortemente da Mihajlovic che lo allenò al Milan, tanto che i 14 milioni spesi per il suo cartellino lo fecero diventare il giocatore più costoso nella storia granata. Soldi spesi maluccio: anche al Toro si rivela non solo altalenante nelle sue prestazioni, spesso impalpabili, ma anche poco prolifico, con appena 4 reti al suo attivo. Finisce in prestito in Francia: sarà difficile riuscire ad evitare una minusvalenza, visto che nessuno si è detto disposto ad acquistarlo a titolo definitivo. Nel 2013 al Milan Umberto Gandini si dimenticò di inserirlo nella Lista UEFA per la fase finale della Champions. Probabilmente fu un avviso divino. Indesiderato.

Cristian Vitali @Stracult

Calciobidoni.it @Calciobidoni

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