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Oliver Kahn, molto più di un portiere

Oliver Kahn, molto più di un portiere

Grandezza e solitudine di un superuomo nel pallone.

Gabriele Tassin

23 giugno

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È il 26 maggio 1999. Le telecamere si concentrano sulla inconfondibile fisionomia di uno fra i più iconici arbitri di tutti i tempi, Pierluigi Collina: lo sguardo chino sul cronometro, agli sgoccioli della 44esima finale di Champions League, mentre il quarto uomo sta per comunicare il recupero. Il regista stacca, ponendo al centro dell'inquadratura il volto del grande Lothar Matthäus, ormai prossimo al sublimare una carriera mitica e costellata di record con la conquista dell'unico trofeo assente nel suo palmares. Il suo volto si increspa in un sorriso, quasi sicuramente involontario, ed è una debolezza di spirito quasi scusabile: chiunque abbia assistito alla partita, ha la certezza che fra poco il Camp Nou si colorerà dei colori bianco e rosso dello squadrone bavarese

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