La Champions League del Milan

Dopo la sconfitta di Oporto si riflette sul valore internazionale della squadra di Pioli. Senza tirare in ballo il DNA...

La Champions League del Milan

Pubblicato il 20 ottobre 2021, 16:05

La Champions League del Milan non è ancora finita, ma si è messa davvero male dopo tre sconfitte nelle prime tre partite del girone, l’ultima contro il Porto al Dragao con il gol di Luis Diaz forse da annullare ma di sicuro con la squadra di Pioli dominata per 90 minuti da quella di Sergio Conceicao.

C’è chi parla di DNA europeo del Milan, ma la squadra rossonera non giocava in Champions League dall’edizione 2013-14, quando Allegri conquistò la qualificazione agli ottavi di finale che poi sarebbero stati giocati e persi, contro l’Atletico Madrid già di Simeone, con allenatore Seedorf, nella sua breve parentesi su questa panchina. Era un Milan certo non da corsa, con Kakà al capolinea, Balotelli, Abbiati ed Essien come stelle, e stiamo comunque parlando di quasi otto anni fa.

Insomma, al netto degli episodi e delle assenze questo era il girone di Liverpool ed Atletico Madrid, con il Porto che alla partecipazione alla Champions è praticamente abbonato e quando gli va male si ferma ai preliminari. Poi senza Maignan, Theo Hernandez, Kessie e Rebic non è che in Portogallo si potesse fare molto di più. E adesso? L’esempio dell’Atalanta di due anni fa dice che si può recuperare la qualificazione per i capelli, la realtà è che questo Milan è strutturato per fare bene in questa Serie A.

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