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Pallone d'Oro, Jorginho come Paolo Rossi?© Getty Images

Pallone d'Oro, Jorginho come Paolo Rossi?

Il regista azzurro è fra i favoriti per l'edizione 2021 del premio individuale più ambito, ma soltanto in tre casi nella storia la vittoria di un grande trofeo per nazionali ha imposto un nome...

Stefano Olivari

13 ottobre

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Uno dei Palloni d’Oro più incerti della storia sarà assegnato il prossimo 29 novembre a Parigi e Jorginho ha realistiche possibilità di vincerlo, come del resto sarebbe logico in un anno in cui non soltanto è stato il leader tecnico del Chelsea vincitore della Champions League ma anche dell’Italia campione d’Europa. Fra i trenta candidati al premio di France Football, dei quali cinque italiani (oltre al regista di Mancini anche Donnarumma, Barella, Bonucci e Chiellini), ce ne sono alcuni che secondo i bookmaler ed anche la concorrenza, cioè l’Equipe, danno per strafavoriti: su tutti Lionel Messi, pagato a 1,65, poi Lewandowski, Benzema, Cristiano Ronaldo e appunto Jorginho. Ognuno ha la sua opinione, quella dei lettori del Guerin Sportivo può essere espressa anche attraverso questo sondaggio:

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Detto che l’incertezza lavora a favore di scelte sui soliti noti, quindi per il settimo Pallone d’Oro di Messi, può essere interessante ricordare le volte in cui questo trofeo è stato assegnato non al giocatore più forte (d’Europa prima, del mondo adesso) o al più famoso, ma a quello più decisivo nella conquista di un grande trofeo per nazionali, di solito un Mondiale o un Europeo, a anche al semplice andarci vicino. Sempre precisando che si tratta di campioni, il primo mezzo intruso nel Pallone d’Oro è Josef Masopust, che nel 1962 vinse grazie alla finale del Mondiale raggiunta dalla sua Cecoslovacchia contro il Brasile. È chiaro che se i criteri fossero stati quelli di oggi il premiato sarebbe stato Garrincha…

Le assegnazioni a sorpresa non sono mai mancate, da Law ad Albert, ma per trovare un caso paragonabile a Masopust, cioè il grande evento per nazionali che porta al premio un giocatore di classe medio-alta, avremmo dovuto aspettare vent’anni, con il Paolo Rossi 1982: quei 6 gol in Spagna gli valsero un premio a cui mai nemmeno si era avvicinato (nel 1978 si era classificato quinto, dietro a Bettega quarto, nell’edizione vinta da Keegan). Di sicuro la classe di Pablito era superiore a quella del Sammer 1996, campione d’Europa con la Germania allenata da Vogts, e del Cannavaro 2006, capitano della Nazionale di Lippi che trionfò in Germania, e paragonabile, ovviamente in altro ruolo, a quella del Modric 2018 secondo al Mondiale con la Croazia.

In definitiva il luogo comune è quasi totalmente infondato: da Belanov a Papin i Palloni d’Oro discutibili non sono mancati, anzi, ma soltanto in tre casi, Paolo Rossi, Sammer e Cannavaro, la vittoria di un grande trofeo per nazionali ha imposto un nome che in altri anni di sicuro non sarebbe stato preso in considerazione. Certo Jorginho ha dalla sua anche la Champions League, ma contro il marketing di Messi ed anche una certa inerzia dei giurati si può poco. Va comunque ricordato che nel 2021 tutti abbiamo la possibilità di vedere tutto, mentre nel 1982 (non la preistoria, ma il televisivo 1982) ci si basava molto sul grande evento, sul sentito dire e su 'quello che fa i gol'. Certo se Iniesta e Maldini hanno chiuso la carriera senza il Pallone d'Oro può accadere la stessa cosa anche a Jorginho. 

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